Già da qualche tempo incombe su tutti noi una “minaccia fantasma” chiamata lockdown energetico – e il riferimento a Star Wars – Episodio I è puramente voluto. Come nel film, infatti, ci si concentra su un pericolo immediato, incidentalmente costituito dall’instabilità legata alla guerra in Iran. Ignorando che il Darth Sidious che incarna l’origine di tutti i mali, come spesso accade, è l’Europa.

La “minaccia fantasma” del lockdown energetico
Il lockdown energetico, come riporta Il Riformista, sarebbe l’imposizione “dall’alto” di razionamenti dell’elettricità, del gas e dei carburanti. Una stretta che colpirebbe anzitutto i consumi domestici e la mobilità, seguendo le linee guida dettate dal danese Dan Jørgensen, Commissario Europeo all’Energia. Che anche l’Italia sta studiando il modo di declinare in provvedimenti concreti, come ha confermato a La Repubblica il Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.

In particolare, spiega Open, si potrebbe favorire lo smart-working, incentivare l’uso dei mezzi pubblici e reintrodurre le targhe alterne per ridurre il traffico, nonché contingentare condizionatori e termosifoni. In casi estremi, si arriverebbe al taglio dell’illuminazione pubblica e alla modulazione dell’attività delle industrie, dando naturalmente la priorità a quelle ritenute strategiche. Il rischio, come ha ammesso il titolare della Difesa Guido Crosetto intervistato dal Corsera, è che «non tutto ma molto» si fermi «nel giro di un mese».

Intanto, come rileva Il Sole 24 Ore, alcuni aeroporti nostrani sono già in sofferenza a causa di una disponibilità limitata di propellente. In ogni caso, attualmente «la situazione negli scali del nostro Paese è sotto controllo», come ha ribadito a Rai News Pierluigi Di Palma, Presidente dell’ENAC.
Una Ue di Tafazzi
Molto, naturalmente, dipende dalla situazione nello Stretto di Hormuz. Che al momento, riferisce l’ANSA, è stato riaperto alla navigazione come da condizione intimata dal Presidente Usa Donald Trump per stipulare la recente tregua bisettimanale. E che comunque non era mai stato davvero blindato, stante che, racconta Il Giornale, ultimamente lo hanno attraversato – pare dietro pagamento – natanti giapponesi e pure francesi.

Questo dettaglio dimostra vieppiù, semmai ce ne fosse stato bisogno, che anche per i più euroinomani tra i leader comunitari l’interesse nazionale prevale sempre sui princìpi astratti. Vedasi alla voce Friedrich Merz, Cancelliere di quella Germania che, evidentemente stanca di suicidarsi economicamente per l’Ucraina, ha tacitamente ripreso ad acquistare petrolio dalla Russia.

Non è un caso che da noi, scrive TGCom24, la Lega invochi il ritorno del metano di Mosca, dopo aver già provvidenzialmente risuscitato le centrali a carbone. Misura che, aggiungiamo noi, in un mondo ideale sarebbe prodromica all’abbandono completo delle follie green istituite da questa Ue di Tafazzi. Un doppio intervento che magari non risolverà tutti i problemi: di sicuro, però, aiuterebbe parecchio.


