La “dottrina Monroe” e il “corollario Roosevelt” sono due filosofie che prendono il nome, rispettivamente, dagli eponimi Presidenti Usa James e Theodore. Storicamente ispirano la politica estera, o meglio l’imperialismo d’Oltreoceano, ora rilanciato dall’attuale Commander-in-Chief Donald Trump. E di cui, francamente, se ne ha davvero abbastanza.

L’imperialismo Usa ha davvero stufato
Non è questione di antioccidentalismo, e nemmeno di “diritto internazionale”, che è una favoletta per educande laddove, da sempre, l’unica legge è quella del più forte. E intendiamoci, che dittatori come il venezuelano Nicolás Maduro e l’iraniano Ali Khamenei non possano più far danni, in generale, è senz’altro un’ottima notizia. Anche se l’autentico obiettivo di quella che è già stata ribattezzata “dottrina Donroe” è indebolire la Cina, principale acquirente del petrolio sia di Caracas che di Teheran.

Piuttosto, è che non se ne può proprio più del fatto che gli Stati Uniti si sentano i padroni del globo terracqueo. E che pertanto, anche col patetico pretesto della cosiddetta esportazione della democrazia, pretendano la licenza di interferire negli affari interni di altre Nazioni. Anche perché, se oggi è il Dies Iran e ieri era toccato al Líder Mínimo, chi ci assicura che domani non saremo presi di mira pure noi?

E quindi è certamente vero che il mondo è un posto migliore senza gli eredi dell’Asse del Male. Ma ciò non toglie che gli Usa, con la loro arroganza da autoproclamati “poliziotti del pianeta”, abbiano realmente stufato.




