Dal 24 al 27 settembre 2026 Roma torna a raccontare la propria storia nel luogo in cui quella storia è ancora fisicamente presente, con Piazza di Pietra e il Tempio di Vibia Sabina e Adriano a fare da scenario alla quinta edizione del Roma Storia Festival. Il titolo scelto quest’anno, “I giorni di Roma”, anticipa la formula: partire da date precise, da avvenimenti che si sono svolti nella Capitale e da protagonisti che hanno attraversato epoche lontanissime per comprendere quanto Roma abbia inciso sulla storia italiana, europea e mondiale. In programma ci sono 16 lezioni magistrali inedite e gratuite, alle quali si aggiunge un debate con gli studenti romani, con studiosi e autori come Luciano Canfora, Andrea Carandini, Benedetta Tobagi, Andrea Riccardi, Miguel Gotor, Michela Ponzani, Valeria Palumbo, Giulia Albanese e Francesca Cenerini.
La manifestazione è promossa e organizzata dalla Camera di Commercio di Roma e ideata e progettata dagli Editori Laterza, con il patrocinio della Commissione Europea e di Roma Capitale, Assessorato alla Cultura. Gli appuntamenti saranno distribuiti fra Piazza di Pietra, la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano e la Sala del Consiglio della Camera di Commercio. Tutti gli incontri saranno introdotti da Marta Bulgherini.
Roma raccontata attraverso le date che hanno cambiato la storia
L’idea del Festival funziona perché sottrae la storia alla successione astratta degli avvenimenti e la riporta nei luoghi della città. La Roma dell’antichità convive nel programma con quella medievale, rinascimentale, risorgimentale e contemporanea. Si parlerà dell’uccisione di Cicerone, della battaglia di Ponte Milvio, dell’incoronazione di Federico II e dell’arrivo di Cristina di Svezia, per arrivare alla breccia di Porta Pia, alla marcia su Roma, a Valle Giulia, al sequestro Moro e a via Rasella.
È anche un modo per ricordare quanto spesso ciò che è accaduto a Roma abbia superato immediatamente i confini della città. L’elezione di un imperatore, uno scontro militare, una decisione del pontefice, una manifestazione studentesca o un attentato avvenuto nelle strade della Capitale sono diventati, in epoche diverse, eventi capaci di modificare equilibri politici e culturali molto più ampi.
Il pubblico sembra avere compreso bene questa impostazione. L’edizione 2025 ha raccolto oltre 10 mila presenze fisiche nelle quattro giornate e altrettante persone collegate in streaming, oltre a migliaia di interazioni sui social. Per il presidente della Camera di Commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti, investire nella cultura significa contribuire direttamente alla qualità e all’attrattività della Capitale; Giuseppe Laterza ha invece sottolineato il ruolo della conoscenza storica come strumento per leggere il presente e costruire il futuro.
Giovedì 24 settembre: Cicerone, Porta Pia e Valle Giulia
Ad aprire il Festival sarà Luciano Canfora, giovedì 24 settembre alle 17.15 in Piazza di Pietra, con “7 dicembre 43 a.C. L’uccisione di Cicerone, quando il potere prescrive i suoi nemici”. Il racconto ricostruirà l’isolamento politico dell’oratore romano e la vendetta di Marco Antonio che si conclude con la sua uccisione.
Alle 18.15 sarà la volta di Alberto Mario Banti, con “20 settembre 1870. La breccia di Porta Pia”, una delle date che hanno modificato definitivamente la storia della Capitale e i rapporti fra il nuovo Stato italiano e il papato.
La prima giornata terminerà alle 19.30 con Benedetta Tobagi e “1 marzo 1968. Valle Giulia”. Al centro dell’incontro gli scontri avvenuti intorno alla facoltà di Architettura della Sapienza e il significato che quella giornata ha assunto nella memoria del Sessantotto italiano.
Venerdì 25 settembre: Carlo Magno, Adriano, Wojtyla e Cristina di Svezia
La seconda giornata comincerà alle 10.30 nella Sala del Consiglio con una formula diversa. Due gruppi di studenti del Liceo scientifico Plinio Seniore e del Liceo scientifico S. Cannizzaro si confronteranno nel debate “25 dicembre 800 d.C. L’incoronazione di Carlo Magno. L’inizio dell’Europa?”, introdotto da Graziano Perillo e coordinato da Chiara Mancini.
Alle 16.30, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, Andrea Carandini dialogherà con il giornalista Paolo Conti su “21 aprile 121 d.C. Adriano rifonda Roma e l’Impero”, partendo dall’inaugurazione del Tempio di Venere e Roma e dalla concezione politica dell’imperatore Adriano.
Alle 17.45 in Piazza di Pietra toccherà ad Andrea Riccardi, con “16 ottobre 1978. L’elezione di papa Wojtyla”. L’arrivo di Karol Wojtyla al soglio pontificio segnò la scelta del primo papa non italiano dal 1523 e aprì una fase destinata a incidere profondamente anche negli equilibri internazionali della seconda metà del Novecento.
Alle 19.15 Lisa Roscioni ricostruirà invece il 20 dicembre 1655, data dell’arrivo nella Capitale di Cristina di Svezia, regina che aveva abdicato e si era convertita al cattolicesimo, accolta a Roma con un complesso apparato religioso, politico e spettacolare.
Sabato 26 settembre: Federico II, il Grand Tour, i Colonnesi e Ponte Milvio
Sabato si comincia alle 15 nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano con Fulvio Delle Donne e “22 novembre 1220. L’incoronazione imperiale di Federico II”. La giornata romana in cui Federico II venne incoronato imperatore offre la possibilità di tornare su una delle figure più importanti e discusse del Medioevo europeo.
Alle 16.15 Francesca Sgorbati Bosi parlerà de “I giorni del Grand Tour”, ripercorrendo il rapporto spesso contraddittorio degli intellettuali e viaggiatori britannici con Roma e con le sue rovine.
Il Festival tornerà poi in Piazza di Pietra. Alle 17.30 Antonio Forcellino racconterà “20 settembre 1526. Il sacco dei Colonnesi”, l’assalto condotto dal cardinale Pompeo Colonna contro la residenza pontificia di Clemente VII, episodio che anticipò di pochi mesi il ben più drammatico Sacco di Roma del 1527.
Alle 18.45 Andrea Giardina affronterà invece il “28 ottobre 312 d.C. La battaglia di Ponte Milvio”, lo scontro fra Costantino e Massenzio che ebbe conseguenze decisive per il destino dell’Impero e per la successiva affermazione del cristianesimo.
Domenica 27 settembre: da San Francesco al voto delle donne, fino a Moro e via Rasella
La giornata conclusiva partirà alle 10.30, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, con Amedeo Feniello e “16 aprile 1209. San Francesco al Laterano”, dedicato al rapporto di Francesco d’Assisi con Roma e con la Chiesa del suo tempo.
Alle 12 Valeria Palumbo affronterà una svolta decisiva della storia civile italiana con “10 marzo 1946. Il voto alle donne”, ricostruendo il lungo percorso che consentì alle italiane di partecipare pienamente alla vita elettorale e politica.
Alle 15.30 Giulia Albanese parlerà del “31 ottobre 1922. La marcia su Roma”, analizzandone preparazione, realizzazione e conseguenze sulla trasformazione delle istituzioni italiane.
Alle 17 in Piazza di Pietra uno degli incontri destinati probabilmente a richiamare maggiore attenzione sarà quello con Miguel Gotor sul “16 marzo 1978. Il sequestro Moro”. Via Fani, l’uccisione dei cinque uomini della scorta di Aldo Moro e il rapimento del presidente della Democrazia Cristiana saranno riletti attraverso la ricostruzione storica di una giornata rimasta centrale nella memoria repubblicana.
Alle 18.15 Francesca Cenerini riporterà il Festival alla Roma antica con “17 gennaio 38 a.C. Le nozze politiche tra Ottaviano e Livia”, un matrimonio nel quale legami familiari e costruzione del potere si intrecciarono nella fase che avrebbe condotto alla nascita del principato augusteo.
La chiusura, alle 19.30, sarà affidata a Michela Ponzani con “23 marzo 1944. Via Rasella”. L’attacco dei Gap contro una colonna del Polizei-Regiment Bozen e la successiva rappresaglia nazista delle Fosse Ardeatine verranno affrontati attraverso documenti, memorie e processi, tornando su una delle vicende della Resistenza romana che ancora oggi continuano ad alimentare discussioni sulla memoria storica italiana.
Roma Storia Festival 2026, come partecipare agli incontri
Gli appuntamenti del Roma Storia Festival sono gratuiti e aperti al pubblico fino a esaurimento dei posti disponibili. Il portale ufficiale segnala attualmente che la registrazione per l’ingresso prioritario è terminata; chi non è riuscito a registrarsi può comunque presentarsi all’incontro scelto con almeno 15 minuti di anticipo, per verificare la disponibilità dei posti non prenotabili o eventualmente liberati. Gli eventi potranno inoltre essere seguiti in streaming.
Per quattro giorni, dunque, la storia uscirà ancora una volta dai libri per tornare dentro Roma, collegando monumenti, strade e piazze a persone e avvenimenti che continuano a spiegare una parte importante della città contemporanea. Ed è probabilmente questa la ragione della crescita del Festival: ascoltare il passato esattamente nei luoghi nei quali quel passato ha lasciato le proprie tracce permette di guardare Roma con maggiore consapevolezza anche mentre la si attraversa ogni giorno.