Multe a Roma, cambia il Codice della Strada: verbali in 30 giorni e stop agli aumenti

Multe, allo studio notifiche in 30 giorni, stop agli aumenti automatici, procedure più semplici per i verbali errati e sanzioni proporzionate
Di Simone Fabi
Polizia stradale ferma auto

A Roma la riforma del Codice della Strada potrebbe farsi sentire soprattutto nel portafoglio degli automobilisti. Il pacchetto di 15 modifiche allo studio interviene infatti in modo deciso sulle multe: i verbali degli accertamenti da remoto potrebbero arrivare entro 30 giorni anziché 90, gli importi non aumenterebbero più automaticamente con l’inflazione e diventerebbe più semplice chiedere l’annullamento delle sanzioni errate. In una città di ZTL, telecamere, autovelox e milioni di spostamenti ogni giorno, è probabilmente il capitolo destinato a produrre le conseguenze più immediate.

Multe notificate in un mese: per i romani cambia tutto

Novanta giorni possono essere lunghi quando bisogna ricordare un ingresso in ZTL, uno spostamento sulla Tangenziale, un passaggio davanti a una telecamera oppure chi guidasse un’automobile utilizzata da più componenti della stessa famiglia.

La proposta riduce il termine per la notifica delle violazioni accertate a distanza da 90 a 30 giorni.

Per gli automobilisti romani il vantaggio sarebbe evidente: conoscere rapidamente l’esistenza di una multa e poter controllare subito i dettagli.

A distanza di un mese è ancora possibile ricostruire con facilità uno spostamento. Dopo tre mesi la situazione può diventare più complicata, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’auto attraversando quartieri diversi e zone sottoposte a discipline differenti.

La modifica avrebbe quindi un effetto che va oltre il semplice accorciamento burocratico dei tempi.

Stop alle multe che aumentano automaticamente con l’inflazione

Il secondo cambiamento riguarda direttamente gli importi.

Nel progetto compare lo stop all’aumento automatico delle sanzioni legato all’inflazione. Le multe non crescerebbero quindi periodicamente soltanto perché aumenta il livello generale dei prezzi.

Per chi guida a Roma è un tema tutt’altro che marginale. Parcheggi, corsie riservate, limiti di velocità, ZTL e numerose altre regole espongono ogni giorno migliaia di automobilisti al rischio di una contestazione.

L’obiettivo della revisione è rendere le sanzioni più proporzionate alla gravità effettiva dell’infrazione.

Le condotte più pericolose resterebbero colpite in maniera severa. Nei casi meno gravi, invece, si punta a ridurre automatismi che possono far lievitare l’importo oltre la reale rilevanza della violazione.

Hai sbagliato di poco il pagamento? Potrebbero cambiare le conseguenze

Uno degli aspetti più interessanti riguarda i piccoli errori.

Il sistema attuale può trasformare una differenza minima nell’importo versato o una svista formale in un problema più ampio. La revisione punta a introdurre maggiore proporzionalità anche in questi casi.

L’idea è distinguere chi non paga volontariamente da chi effettua il pagamento ma commette un errore di modesta entità.

Per il cittadino significherebbe evitare che una piccola inesattezza generi aumenti, ulteriori notifiche e procedure amministrative sproporzionate.

Per Roma sarebbe anche un modo per alleggerire il carico degli uffici, perché molte contestazioni nascono proprio da errori facilmente verificabili e correggibili.

Multe sbagliate, la richiesta di annullamento dovrebbe diventare più semplice

Capita che un verbale contenga un errore. Può riguardare una targa, un’autorizzazione, un pagamento registrato male oppure una circostanza oggettivamente verificabile.

La revisione interviene sull’autotutela, cioè sulla possibilità per l’amministrazione di correggere direttamente l’errore senza costringere il cittadino a percorsi inutilmente lunghi.

Il sistema dovrebbe diventare più semplice e accessibile.

È previsto inoltre un potenziamento del ricorso al prefetto. Per l’automobilista significa disporre di strumenti più chiari per contestare una sanzione ritenuta illegittima.

In una città dove i controlli vengono svolti sempre più spesso da sistemi automatici, la qualità delle procedure di correzione diventa importante quanto quella dell’accertamento.

ZTL e telecamere, il CUDE può evitare multe alle persone con disabilità

Il capitolo sanzioni si intreccia anche con la mobilità delle persone titolari del contrassegno disabili.

La proposta rende obbligatoria per i Comuni l’adesione alla piattaforma CUDE, che associa la targa al contrassegno e permette di riconoscerla anche durante gli spostamenti fuori dal Comune di residenza.

A Roma la questione riguarda soprattutto gli accessi nelle ZTL.

Un automobilista autorizzato proveniente da un altro Comune dovrebbe poter essere identificato dal sistema evitando il rischio di ricevere un verbale e dover poi dimostrare di aver diritto all’accesso.

La proposta prevede inoltre una conseguenza significativa per i Comuni che non aderissero alla piattaforma: non potrebbero utilizzare i dispositivi automatici per determinate violazioni collegate alle ZTL e agli spazi riservati.

Chi viaggia senza assicurazione rischia molto di più

Le multe diventerebbero più proporzionate, ma non per tutti.

Per chi circola senza assicurazione è prevista una stretta molto più forte. I controlli potrebbero essere effettuati incrociando le banche dati della Motorizzazione e il veicolo non regolare potrebbe essere sottoposto a un divieto di marcia digitale.

Se il proprietario non sistemasse la posizione, al primo controllo su strada potrebbe scattare il sequestro.

A Roma la misura potrebbe incidere soprattutto sui veicoli che continuano a circolare pur essendo formalmente privi della copertura obbligatoria.

La maggiore severità è legata alle conseguenze di un eventuale incidente: quando il responsabile non è assicurato, il problema non riguarda soltanto lui ma anche chi subisce il danno.

Multe degli stranieri, lo Stato punta a recuperarle fino a cinque anni dopo

Roma è una delle città italiane con il maggior numero di automobilisti e veicoli stranieri in circolazione.

La revisione punta quindi anche al recupero delle sanzioni rimaste insolute. La possibilità di riscossione potrebbe estendersi per cinque anni dalla violazione e riguardare il veicolo con il quale è stata commessa l’infrazione quando torna a circolare sul territorio italiano.

È un tentativo di ridurre una disparità molto percepita: il residente riceve e paga normalmente la multa, mentre recuperare somme da chi vive fuori dall’Italia può essere molto più difficile.

Con milioni di turisti ogni anno e un numero elevato di mezzi stranieri sulle strade della capitale, la nuova disciplina avrebbe a Roma un campo di applicazione particolarmente ampio.

Il 70% degli incassi dovrebbe essere utilizzato per rendere le strade più sicure

C’è poi una domanda che accompagna da sempre le polemiche sulle multe: dove finiscono i soldi?

La proposta prevede una ripartizione precisa. Il 70% dei proventi dovrebbe andare all’ente proprietario della strada ed essere reinvestito nella sicurezza; il restante 30% verrebbe destinato all’ente che ha effettuato l’accertamento, per sostenere controlli e notifiche.

A Roma la questione è particolarmente sensibile.

Buche, segnaletica, attraversamenti pedonali, illuminazione, manutenzione e sicurezza degli incroci costituiscono problemi quotidiani in molti quartieri. Collegare in modo più stringente gli introiti delle sanzioni agli interventi stradali renderebbe più trasparente anche la funzione stessa delle multe.

Le modifiche sono ancora allo studio e quindi nulla cambia immediatamente per chi guida oggi nella capitale. Restano in vigore tempi, importi e procedure attuali.

Se però la riforma arriverà all’approvazione mantenendo queste linee, il rapporto dei romani con le multe potrebbe cambiare sensibilmente: verbali più rapidi, aumenti meno automatici, maggiore facilità nel correggere gli errori e severità concentrata soprattutto sui comportamenti realmente pericolosi.

 
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