Roma, 15 milioni per i Sassat: interrogazione urgente su via Colombo. Santori: “Chi entrerà e quanto costerà?”

Roma, interrogazione urgente di Santori sui Sassat e su via Colombo 1500: sotto esame 15 milioni, costi degli alloggi e criteri di accesso
Di Lina Gelsi
Fabrizio Santori
Fabrizio Santori

Quindici milioni di euro programmati per l’assistenza abitativa, tre immobili inizialmente individuati e una serie di domande che ora arrivano direttamente in Campidoglio. Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, annuncia un’interrogazione urgente sul sistema Sassat e concentra l’attenzione soprattutto sull’immobile di via Cristoforo Colombo 1500.

Il punto sollevato dal consigliere riguarda il passaggio dai vecchi Caat, Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea, ai Sassat, Servizi di Assistenza e Sostegno Socio Alloggiativo Temporaneo.

Secondo Roma Capitale, il Sassat è destinato ai nuclei familiari già presenti nei Caat che, dopo le verifiche previste, non dispongono delle condizioni sufficienti per ricorrere al “Buono Casa”. L’accoglienza dovrebbe avere una durata massima di 24 mesi, periodo nel quale i servizi sociali territoriali sono chiamati ad accompagnare le famiglie verso una soluzione abitativa autonoma.

Santori: «Cambiano le sigle, ma rischia di tornare il vecchio modello»

La contestazione politica della Lega riguarda soprattutto le dimensioni delle strutture utilizzate.

«Prima lo slogan sul superamento dei grandi centri di assistenza abitativa, poi milioni di euro pubblici per concentrare nuovamente decine di famiglie negli stessi complessi. Cambiano le sigle, da Caat a Sassat, ma rischia di tornare il vecchio modello dei residence», afferma Santori.

Il superamento del sistema dei residence era stato indicato esplicitamente da Roma Capitale già al momento della presentazione del nuovo modello Sassat, con l’obiettivo dichiarato di procedere alla graduale dismissione dei Caat e accompagnare le famiglie verso l’autonomia.

Gli immobili indicati nella documentazione richiamata nell’interrogazione sono via Cristoforo Colombo 1500, via Tovaglieri 29 e via della Cerquetta 99. Una ricostruzione degli atti amministrativi segnala inoltre che il limite massimo previsto per un singolo complesso era stato portato da 40 a 50 alloggi.

I 15 milioni e la domanda: quanto è stato realmente speso?

È il capitolo economico a rappresentare uno dei punti principali dell’interrogazione.

Secondo la documentazione citata da Santori, erano stati previsti 5 milioni di euro per ciascuna annualità del triennio 2023-2025, per un totale di 15 milioni. Dopo l’individuazione dei primi tre immobili, sarebbero stati mantenuti 1,5 milioni l’anno, 4,5 milioni complessivi, mentre 10,5 milioni sarebbero stati destinati alla ricerca di ulteriori strutture. La documentazione disponibile distingue tuttavia gli stanziamenti e gli impegni dalle somme materialmente liquidate: proprio il valore della spesa effettiva è uno dei chiarimenti richiesti alla Giunta.

Un precedente avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel 2022 aveva già messo a disposizione 5 milioni di euro per ciascuna annualità per il reperimento degli alloggi destinati ai nuclei aventi i requisiti per accedere al Sassat.

Santori chiede quindi di conoscere «quanto sia stato effettivamente speso, dato a chi e per quanti appartamenti».

Via Colombo 1500, il nodo dei circa 60 appartamenti

L’interrogazione si concentra soprattutto sul complesso di via Cristoforo Colombo 1500.

Santori riferisce che, sulla base di segnalazioni dei residenti, sarebbero circa 60 gli appartamenti pronti ad accogliere altrettante famiglie. Il numero non risulta però certificato nella documentazione amministrativa finora resa pubblica e dovrà quindi essere verificato attraverso la risposta del Campidoglio.

Da qui le domande poste dal capogruppo della Lega: «Chi entrerà? Con quali criteri? Quanto costerà ogni appartamento ai romani?».

Sono interrogativi che spostano il confronto dal principio generale dell’assistenza abitativa ai numeri concreti dell’operazione: quanti alloggi saranno effettivamente disponibili, quanto pagherà Roma Capitale, quali saranno i contratti sottoscritti e quanti nuclei verranno ospitati.

La questione delle famiglie provenienti dalle occupazioni

Santori pone inoltre una domanda sulla possibile presenza, nei nuovi alloggi, di nuclei provenienti da immobili occupati abusivamente.

«Nessuna corsia preferenziale può essere concessa a chi occupa a discapito di chi rispetta le regole e attende nelle procedure ordinarie», sostiene il consigliere.

Su questo aspetto è necessario attendere la risposta dell’amministrazione. Gli atti finora esaminati non dimostrano infatti l’esistenza di un automatismo o di una corsia preferenziale per chi proviene da occupazioni abusive. Roma Capitale pubblica inoltre gli elenchi delle domande di assistenza alloggiativa temporanea non ancora accolte secondo l’ordine cronologico previsto dalle procedure.

L’interrogazione urgente porta quindi in Assemblea Capitolina una richiesta precisa: conoscere spesa effettiva, numero degli appartamenti, soggetti beneficiari dei pagamenti, famiglie accolte e criteri di assegnazione.

La risposta della Giunta dovrà chiarire soprattutto un punto: se il nuovo Sassat stia funzionando secondo il modello temporaneo e diffuso previsto dall’amministrazione oppure se, in alcuni immobili, la concentrazione degli alloggi stia assumendo dimensioni diverse da quelle che avevano accompagnato l’annunciato superamento dei vecchi residence.

 
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