Taxi, ultimatum al Governo: 10 giorni su RENT, FSE e carburanti o sarà sciopero nazionale

Taxi, 19 sigle lanciano l’ultimatum al Governo: 10 giorni per intervenire su RENT, FSE e caro carburante o sarà sciopero nazionale
Di Simone Fabi
Taxi romani davanti alla Piramide di Cestio
Taxi romani davanti alla Piramide di Cestio

Dieci giorni per ottenere risposte concrete dal Governo. Poi potrebbe scattare lo sciopero nazionale dei taxi, con astensione dal servizio. È l’ultimatum contenuto nella comunicazione inviata il 29 settembre da diciannove organizzazioni sindacali e associazioni nazionali del comparto taxi ai ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti, dell’Interno, delle Imprese e del Made in Italy e dell’Economia e delle Finanze, oltre che al Garante per la protezione dei dati personali e, per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio.

Una mobilitazione che, se proclamata, avrebbe inevitabilmente conseguenze anche a Roma, dove il servizio taxi rappresenta uno dei nodi più delicati della mobilità cittadina, in particolare nelle stazioni, negli aeroporti e nelle aree a maggiore presenza turistica.

La protesta nasce da tre questioni precise: piena operatività del RENT, Foglio di servizio elettronico degli NCC e aumento dei costi del carburante.

RENT, il registro esiste ma i tassisti chiedono controlli realmente utilizzabili su strada

Il primo punto riguarda il Registro Elettronico Nazionale Taxi e NCC, il RENT, previsto dalla normativa del 2019 e disciplinato con il decreto ministeriale n. 203 del 2 luglio 2024.

Il registro è stato pensato per costruire una banca dati nazionale delle licenze taxi e delle autorizzazioni NCC. Il MIT, nel settembre 2024, aveva aperto le procedure di iscrizione, indicando il 2 gennaio 2025 come data per l’ingresso del sistema a pieno regime.

Secondo le diciannove sigle, però, il problema oggi non è soltanto l’esistenza formale del registro. Quello che manca sarebbe una sua piena interoperabilità con gli strumenti utilizzati dagli organi di controllo, in modo da verificare rapidamente durante gli accertamenti su strada la regolarità delle autorizzazioni.

Le organizzazioni sostengono che questa lacuna renda più difficile individuare l’utilizzo irregolare di titoli NCC e documentazione eventualmente non conforme.

Ed è proprio sul terreno dei controlli che continua a giocarsi una parte importante del confronto fra taxi e noleggio con conducente.

Foglio di servizio elettronico, una vicenda che si trascina da anni

Ancora più complessa è la questione del Foglio di servizio elettronico, FSE o FDSE, destinato a registrare le informazioni necessarie per lo svolgimento delle corse degli NCC e a consentirne la verifica.

Un decreto era stato effettivamente adottato nell’ottobre 2024, il n. 226, ma la sua efficacia è stata prima sospesa e successivamente il provvedimento è stato annullato dal Tar del Lazio. Nell’agosto 2025 il tribunale amministrativo aveva ritenuto illegittime le disposizioni del decreto sotto diversi profili, compresi quelli relativi alla proporzionalità delle misure, alla protezione dei dati e ai limiti del potere regolamentare.

È dunque su un nuovo provvedimento attuativo che si concentra ora l’attenzione.

Nella comunicazione del 29 settembre, i rappresentanti dei taxi riferiscono che lo schema predisposto dal MIT sarebbe stato trasmesso al Garante della Privacy il primo luglio, per poi essere aggiornato il 3 agosto e il 9 settembre. Le sigle denunciano però l’assenza, al momento, di tempi certi per l’adozione definitiva.

Sul punto usano parole molto dure: secondo le organizzazioni firmatarie, l’attuale situazione favorirebbe modalità operative degli NCC ritenute non conformi alla disciplina prevista e, indirettamente, i modelli commerciali delle grandi piattaforme internazionali.

Si tratta di una posizione delle associazioni dei taxi, all’interno di un confronto che da anni vede contrapposte diverse interpretazioni sulle regole da applicare al mercato del trasporto pubblico non di linea.

Il terzo fronte: benzina e gasolio pesano sempre di più sui tassisti

Poi c’è un problema molto più immediato: il costo di lavorare ogni giorno.

Le associazioni mettono sul tavolo il caro carburante e, più in generale, l’aumento dei costi energetici. La particolarità del taxi è evidente: si tratta di un servizio sottoposto a tariffe amministrate, quindi l’operatore non può trasferire liberamente e immediatamente sui prezzi finali ogni aumento dei costi di esercizio.

Per questa ragione le sigle chiedono un intervento economico specifico del Governo, distinto dalla partita relativa a RENT e Foglio di servizio elettronico.

L’obiettivo è ottenere la convocazione urgente di un tavolo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero dell’Economia, nel quale affrontare misure straordinarie a sostegno della categoria.

Le tre richieste e l’ultimatum dei dieci giorni

Le richieste inviate al Governo sono quindi molto nette: rendere il RENT pienamente operativo anche ai fini dei controlli su strada, arrivare alla definitiva disciplina del Foglio di servizio elettronico e aprire immediatamente un confronto sul caro carburante.

A sottoscrivere la comunicazione sono CLAAI, UTI, UNIMPRESA, OR.S.A. TAXI, UGL-Taxi, Federtaxi Cisal, SITAN, Unione Artigiani, Fast Confsal Taxi, SATaM, TAM, USB-Taxi, Filt CGIL Taxi, ATLT, ConsulTaxi, SUL Taxi, AtiTaxi, AGCI e URITAXI.

La parte politicamente e sindacalmente più pesante del documento è però quella finale.

Le organizzazioni concedono dieci giorni dal ricevimento della comunicazione per ottenere un riscontro definito “celere, concreto e risolutivo”. In caso contrario annunciano l’avvio delle procedure per la proclamazione di uno sciopero nazionale con astensione dal servizio.

Non c’è quindi ancora una data dello stop. C’è però un conto alla rovescia formalmente aperto.

E per Roma, dove ogni protesta dei taxi può incidere immediatamente sugli spostamenti da Termini, Fiumicino, Ciampino e dalle zone centrali della Capitale, i prossimi giorni saranno decisivi per capire se il confronto con il Governo porterà a un accordo oppure a una nuova mobilitazione nazionale.

 
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