Ucraina, Greco (Aixia) avverte: “Rischi anche da armi con Intelligenza Artificiale”

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Gianluigi Greco, ordinario di Informatica all’Università della Calabria e Presidente dell’Aixia (Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale), è intervenuto ai microfoni dell’Adnkronos in merito alla guerra tra Russia e Ucraina. L’informatico ed esperto di Intelligenza Artificiale, si è espresso sui rischi rappresentati dall’IA, in aggiunta, ovviamente, a quelli legati al nucleare.

Armi autonome, robot killer e carri armati intelligenti

“Coloro che lavorano sull’Intelligenza Artificiale, unanimemente, stanno da più tempo sottolineando che prima o poi diventerà un vero problema l’utilizzo delle armi intelligenti. Anche se questi scenari al momento non sembrano così concreti, si stanno drammaticamente avvicinando così come sta ritornando il rischio nucleare. Si sta mettendo in evidenza anche con un possibile uso di armi autonome, robot killer, carri armati intelligenti che si muovono sul terreno senza uomini a bordo. Queste armi sono basate su sistemi di intelligenza artificiale e questi scenari comportano gravi rischi. Molti strumenti che noi non vediamo nemmeno utilizzano sistemi di intelligenza artificiale e possono essere messi al servizio della guerra”.

“Con l’IA potrebbe non essere chiaro chi prende le decisioni”

“I droni che volano in autonomia sono solo degli esempi che abbiamo visto tragicamente già all’opera in altri scenari di guerra. Ma i problemi possono arrivare da nuove armi a cui si sta lavorando, armi da terra come carri armati completamente intelligenti che, senza nessun intervento umano e dotati di Intelligenza Artificiale, potrebbero muoversi sul terreno e porre un rischio concreto per l’umanità. Il rischio è perdere completamente la catena del comando. Potrebbe non essere chiaro chi prende le decisioni e chi va a mettere in un profondo pericolo l’umanità. Anche nelle atrocità insite di una guerra più tradizionale c’è comunque l’elemento umano che potrebbe prendere decisioni meno devastanti per le popolazioni e le comunità civili”.

“Serve una regolamentazione internazionale”

“Non siamo così preparati a una guerra basata su armi tecnologiche, armi completamente autonome, sistemi basati sull’intelligenza artificiale. Per questo serve una regolamentazione internazionale, condivisa. Esistono però delle resistenze oggettive di alcuni Paesi che ancora ‘non vedono’ la minaccia delle armi tecnologiche e non sono interessate ad una regolamentazione internazionale. La Comunità Europea che sta analizzando, da ormai un anno, una proposta di regolamento, approvata nelle sue linee generali, circa l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nella nostra vita quotidiana, non fa alcuna menzione riguardo l’uso dell’IA nelle armi belliche. L’intenzione è di rimandare il tema ad un’altra regolamentazione eppure noi abbiamo bisogno di fare in fretta una riflessione”.

La situazione in Italia

“Anche il nostro Parlamento sta analizzando, a sua volta, la proposta europea di regolamento. Auspico che faccia un richiamo sull’uso dell’IA nelle armi belliche quando si pronuncerà. Sono stato anche consultato come presidente dell’Aixia alla Camera. Ho iniziato l’incontro, forse in maniera non del tutto ortodossa, parlando proprio del tema dell’IA nelle armi belliche. Ho trovato su questo molta sensibilità nelle relatrici alla Camera. Spero quindi che a fine marzo, nel presentare la valutazione italiana sulla proposta Ue della regolazione dell’IA, il Parlamento italiano dica qualcosa anche sull’uso dell’Intelligenza Artificiale negli armamenti bellici”.