18 Aprile 2021

Pubblicato il

Tv, il discreto ritorno della valletta nei programmi

di Marco Vittiglio

Oggi di questo ruolo televisivo non c'è più traccia, è stato sostituito da una sorta di figura comprimaria

In voga negli anni 70, il ruolo della valletta televisiva, per circa un un trentennio ha lasciato spazio a gruppi di collaboratrici che seppur con appellativi diversi: veline, meteorine, letterine, etc… etc… Certamente non rivestivano ruoli rilevanti nei format televisivi. Negli ultimi tempi però assistiamo sempre più ad un ritorno all'antico, dal momento che in quasi tutti i programmi, dai talk politici all intrattenimento più leggero notiamo sempre più assiduamente la presenza di gradevoli comprimarie le quali, più che fare da spalla ai conduttori principi delle trasmissioni, ne diventano a mano a mano, sempre più parte integrante. Esempi lampanti sono rappresentati da Quinta Colonna, dalla vostra parte a quarto grado per passare a Sbandati, Rai cult e tanti altri format tv.

Non riusciamo sinceramente a comprendere molte delle scelte autorali, che per tantissimi anni hanno ritenuto opportuno assegnare il ruolo di superstar solo e soltanto ai conduttori dei  programmi ritenendo opportuno non concedere spazio alle cosiddette “vallette”, creando così una sorta di nostalgia televisiva nei confronti di volti familiari, rappresentati una volta da Sabina Ciuffini, storica valletta di Mike Bongiorno, in Rischiatutto a Dora Moroni nelle prime edizioni di Domenica in, per passare a Paola Barale, Antonella Elia e tante altre. Oggi di questo ruolo televisivo non c'è più traccia, è stato sostituito da una sorta di figura comprimaria che di tanto in tanto entra in gioco nel corso delle trasmissioni e si erge a conduttrice, seppur sconosciuta al grande pubblico. Ci chiediamo se l'attuale formula sia migliore della precedente o dobbiamo auspicarci un ritorno all'antico, quando si poteva incorrere nel rischio di poter ascoltare le papere e i tripli sensi della simpaticissima Antonella Elia, oppure continuare a vedere e ascoltare delle professioniste della tv che seppur  molto preparate e gradevoli appaiono sempre più veri e propri automi, spesso incapaci di trasmettere e provare  emozioni. Probabilmente i vecchi detti non sbagliano, "Si stava meglio quando si stava peggio".

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