Prima pagina » Cronaca » Truffe online, stretta a Roma: 171 denunciati e 185mila euro recuperati dai Carabinieri

Truffe online, stretta a Roma: 171 denunciati e 185mila euro recuperati dai Carabinieri

Cittadini convinti di parlare con la banca, acquirenti rimandati su link fasulli, utenti finiti su portali che imitavano siti affidabili

Truffe online, maxi operazione dei Carabinieri

Truffe online, maxi operazione dei Carabinieri

Un messaggio sul telefono, l’ansia che sale e quella frase che spinge ad agire subito: “operazione sospetta”. È spesso così che comincia il raggiro online. A Roma, i Carabinieri della Compagnia Roma Parioli hanno messo in fila decine di denunce e, da ottobre 2025 a gennaio 2026, hanno condotto un’attività investigativa che ha portato a 171 persone denunciate e a 185.000 euro recuperati e restituiti alle vittime.

Stretta sulle truffe digitali a Roma: denuncia dopo denuncia, scatta l’operazione

Il punto di partenza non è stato un singolo caso “eclatante”, ma un mosaico di episodi simili: cittadini convinti di parlare con la banca, acquirenti rimandati su link fasulli, utenti finiti su portali che imitavano siti affidabili. Le Stazioni dipendenti dalla Compagnia hanno intensificato controlli e accertamenti, fino a delineare un quadro che, secondo l’ipotesi investigativa, riconduce a 171 soggetti gravemente indiziati di truffa aggravata: 149 italiani e 22 stranieri.

La pista del denaro: conti, carte, tabulati e social network

Il lavoro più complesso, quello che di solito non si vede, è stato seguire i pagamenti: ricostruire la filiera delle transazioni, incrociare dati bancari, verificare carte di credito, analizzare profili social usati come “gancio”. In parallelo, tabulati telefonici e monitoraggio dei flussi finanziari presso i gestori hanno consentito di attribuire movimenti di denaro a conti correnti considerati riconducibili ai presunti responsabili.

Il trucco del falso antifrode: “non chiamare nessuno, fai subito il bonifico”

Una tecnica emersa con frequenza è quella dei messaggi ingannevoli che sembrano arrivare da istituti bancari. La persona, spinta a “mettere in sicurezza” il conto, viene invitata a telefonare a un sedicente ufficio antifrode. Qui il raggiro diventa una sceneggiatura: urgenza, toni perentori, divieti (“non parlare con la polizia”, “non chiamare la banca vera”), fino al passaggio decisivo: il bonifico immediato verso un conto indicato come “sicuro”.

Credenziali dell’home banking e pagamenti ripetuti: i conti svuotati con metodo

In alcuni casi, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i malviventi sarebbero arrivati alle credenziali dell’home banking, svuotando i conti direttamente. In altri, la pressione spingeva la vittima a effettuare trasferimenti successivi. Il fattore comune è l’uso del tempo come arma: pochi minuti per decidere, pochi secondi per cliccare, pochissimo spazio per verificare.

Finti ritardi nelle consegne, portali ticket “clone” e assicurazioni inventate

Non solo finte banche. Le indagini hanno evidenziato raggiri legati a presunti ritardi nella consegna di acquisti online, con link verso siti-trappola dove inserire dati o pagare di nuovo. Sono stati inoltre individuati falsi portali di biglietti per spettacoli, costruiti con interfacce simili a piattaforme note, e siti che proponevano coperture assicurative “a prezzo stracciato”, finalizzate esclusivamente a incassare soldi.

Recuperati 185mila euro: la parte che conta per chi ha perso risparmi

Accanto alle denunce, c’è un risultato che restituisce ossigeno: 185.000 euro recuperati e già restituiti alle vittime. È la dimostrazione pratica di quanto conti intervenire subito, segnalare, bloccare pagamenti, ricostruire velocemente il percorso del denaro. La risposta dell’Arma mette al centro un obiettivo concreto: ridurre il danno e interrompere i circuiti della criminalità digitale.