Bamba del mese, la riforma della giustizia non è uguale per tutti
Nuova edizione, ancora in versione trigesimale, dell’anti-premio ideato dall’attuale direttore editoriale de “Il Giornale” Vittorio Feltri: con tre casi amari innescati dal referendum del 22-23 marzo
Bamba del mese (© Chivista / Wikimedia Commons)
Ritorna il “Bamba del mese”, versione trigesimale dell’anti-premio ideato dall’attuale direttore editoriale de Il Giornale Vittorio Feltri come ironico omaggio al meglio del peggio del recente passato. Come sempre, sono stati selezionati tre “casi amari”: che evidenziano come la riforma della giustizia non sia uguale per tutti.

Un caso hors catégorie
Nuova edizione, quindi, del “Bamba del mese” che, in analogia con l’omologo settimanale, si apre con una vicenda considerata hors catégorie per lasciare suspense alla surreale competizione. È l’epic fail del Presidente americano Donald Trump che, come riferisce l’Adnkronos, al Forum di Davos ha citato più volte l’Islanda al posto della bramata Groenlandia. D’altronde si sa che il tycoon preferisce l’ICE al green.
Il “Bamba del mese”
Ci riporta in Italia l’ormai famigerato video del professor Alessandro Barbero oscurato da Facebook perché conteneva gravi inesattezze (per usare un eufemismo). Per esempio, scrive Open, non veniva analizzato il testo approntato dall’attuale Guardasigilli Carlo Nordio, bensì quello presentato dall’esecutivo dell’allora Premier Silvio Berlusconi nel 2011 (e mai approvato). E ringraziamo che il Magister, da noto medievista, non abbia discettato sulla Riforma di Martin Lutero.

Frattanto, spiega Il Fatto Quotidiano, il fronte del No alla consultazione del 22-23 marzo ha attaccato il Ministero dell’Istruzione per un’iniziativa formativa, ritenuta propagandistica, nei licei catanzaresi. Galeotta fu la constatazione che il progetto è co-organizzato dall’Osservatorio Miur, che però, aggiunge Il Giornale, non è un organo del Dicastero, bensì della locale Camera Penale. A dimostrazione che, più che un campo largo, servirebbe un campo scuola.

Ha fatto comunque di peggio Barbara Floridia, Presidente della Commissione di Vigilanza RAI, in un cinguettio poi maldestramente rimosso (sempre come se non esistessero gli screenshot). Nel quale la senatrice pentastellata scriveva che, contro la proposta del titolare di via Arenula, «esiste uno strumento concreto» che «si chiama referendum abrogativo». Peccato che, come ricorda Libero, le norme di revisione della Costituzione possano essere sottoposte unicamente a un voto popolare confermativo.

Uno strafalcione istituzionale che fa venire il dubbio che i grillini siano passati dalla battaglia contro la casta a quella contro la Carta. E si merita di diritto il “Bamba del mese”.







