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Lazio-Genoa 3-2, notte da film all’Olimpico vuoto: Pedro e Taylor avanti, rimonta rossoblù, poi Cataldi al 100’

Notte pazza all’Olimpico vuoto: la Lazio va 2-0 con Pedro e Taylor, il Genoa riprende con Malinovskyi e Vitinha, poi Cataldi firma il 3-2 al 100’

Roma l’ha guardata in un silenzio strano, quasi da teatro prima che si alzi il sipario. L’Olimpico, svuotato dalla protesta, ha fatto da sfondo a una partita che sembrava destinata a scorrere via senza mordente e invece, nel giro di un quarto d’ora, ha cambiato pelle tre volte. Alla fine la Lazio vince 3-2 sul Genoa con un rigore al 100’: un epilogo da stringere i denti, come se ogni scelta avesse un peso doppio quando intorno non c’è il rumore della curva.

Lo stadio vuoto e l’aria di contestazione: una serata surreale a Roma

La prima fotografia è quella degli spalti: pochi tifosi, tanti seggiolini liberi, una contestazione che arriva fino al prato senza bisogno di cori. In questo scenario la squadra di Sarri prova a restare dentro la partita con ordine, ma per larghi tratti la gara non decolla: possesso, qualche accelerazione, poche emozioni vere. Sembra una di quelle notti in cui basta un episodio per far saltare il banco. Ed è esattamente quello che succede.

Pedro dal dischetto: l’1-0 che rompe il ghiaccio nella ripresa

Dopo un primo tempo avaro di fiammate, la ripresa si apre con un rigore che cambia l’umore della partita: Pedro si presenta sul dischetto e trasforma, portando avanti la Lazio. La rete arriva come un colpo di luce: improvvisamente i biancocelesti trovano più coraggio, il Genoa arretra di qualche metro, e ogni pallone che arriva in area diventa un potenziale allarme.

Taylor segna il primo gol con la Lazio: 2-0 e sensazione di controllo

Il raddoppio ha una storia ancora più gustosa: errore in uscita, pressione, recupero e palla comoda per Taylor, che non spreca. È il suo primo gol in biancoceleste, un momento che avrebbe meritato un boato vero e invece si consuma in un Olimpico quasi muto, con i compagni che corrono ad abbracciarlo come per riempire quel vuoto. A quel punto il 2-0 sembra una garanzia. Ma dura poco.

Il Genoa non ci sta: Malinovskyi su rigore e Vitinha rimettono tutto in pari

Il Genoa reagisce con rabbia e concretezza. Arriva un altro rigore, questa volta per i rossoblù: Malinovskyi accorcia e riapre la partita. La Lazio comincia a sfilacciarsi, perde distanze, concede qualche corridoio. Il pareggio lo firma Vitinha: in pochi minuti si passa dalla gestione comoda alla sensazione che la serata possa scappare di mano. E nel silenzio dell’Olimpico ogni errore fa più rumore.

Il 100’ e il rigore che decide tutto: Cataldi, sangue freddo e tre punti

Nel finale il match diventa nervoso, spezzettato, pieno di proteste e ripartenze interrotte. Poi, quando si è già oltre il novantesimo e la gara sembra inchiodata sul 2-2, ecco l’ultimo episodio: rigore per la Lazio nei minuti di recupero. Cataldi va sul dischetto e fa 3-2 al 100’. Un gol che libera la panchina e spegne il Genoa, che aveva creduto di poterla addirittura ribaltare.

Le parole dopo il fischio: Sarri e De Rossi raccontano un’Olimpico diverso

Nel dopogara Sarri insiste sul valore della vittoria e sul significato del vuoto sugli spalti, letto come un gesto che nasce da un amore enorme anche quando si trasforma in protesta. De Rossi, con la battuta amara sull’atmosfera, fotografa bene l’assurdità della serata e rivendica la prova del suo Genoa, capace di rientrare dopo lo 0-2. Roma, intanto, si tiene i tre punti e una domanda che resta appesa: che Lazio sarà, quando l’Olimpico tornerà pieno davvero?