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Scippi e furti: la classifica delle città più borseggiate d’Italia

Secondo il Ministero dell’Interno, furti e scippi sono in calo: ecco la classifica delle città più derubate d’Italia

Borseggi Roma

I furti in città sono in calo ma resta un danno di immagine per il nostro Paese. Nei furti Roma è solo quinta, prima Milano, seconda Rimini. Come agiscono gli scippatori, le loro prede favorite, i luoghi che preferiscono, i consigli per difendersi.

Gli scippi sono un problema tipico delle grandi metropoli. Roma non ne è esente. Un tipo di reato molto comune perché rapido, abbastanza sicuro per il ladro, si può fare da soli, a qualsiasi ora. Può dare dei frutti molto buoni dal punto di vista della refurtiva.

Si tratta solo di essere bravi nella tecnica e di individuare la persona giusta. Ovviamente gli scippatori si addestrano, imparano, sanno eseguire alla perfezione i movimenti necessari. Le vittime più facili sono le signore anziane, specie quando escono dalle Poste o dalla Banca dove hanno ritirato la pensione. Lo scippatore agisce per strada, a piedi o su una moto preferibilmente.

Arriva alle spalle della vittima di soppiatto. Afferra il manico della borsa, uno strattone (lo strappo) e il bottino è nelle sue mani e la signora, per il contraccolpo, spesso finisce in terra.

Agiscono da soli o in gruppo come licaoni nella savana

Altri agiscono in gruppo. Lo fanno gli adolescenti, spesso zingari di varie nazionalità. La tecnica è l’assalto tipo licaoni o iene. In fondo siamo animali anche noi e la città è la nostra savana.

Un gruppo circonda il malcapitato e lo frastorna di spinte, al punto che lui non capisce più da che lato deve difendersi. Qualcuno gli strappa la borsa o il portafoglio dalla tasca. Gli psicologi lo spiegano bene. Se ti toccano più punti del corpo, la tua attenzione è sopraffatta dai segnali e non ti accorgi quando ti mettono una mano in tasca.

In genere attaccano nelle stazioni della Metropolitana. Preferiscono persone impreparate, turisti stranieri, per lo più i cinesi e giapponesi. Loro non pensano che una cosa del genere sia possibile. È inconcepibile. Se vai in un bar di Tokyo e lasci la tua borsa, con documenti, passaporto, soldi e macchina fotografica sulla sedia per andare al bagno, torni e tutto è lì dove l’hai lasciato.

Chi ha perso un telefono, un passaporto o una carta di credito ritrova tutto. Basta andare al posto di Polizia del quartiere. Incredibile vero? Una ragazza che aveva perso il suo bancomat non ricordava in che quartiere era successo.

Così neanche la Polizia riusciva a trovarla. La cosa incredibile fu che nessuno aveva usato la carta, neanche nei giorni successivi allo smarrimento. Sicuramente chi l’ha trovata l’ha portata al posto di Polizia più vicino. Quanto abbiamo da imparare dagli altri?

Furti e scippi, nessun nuovo Lupin: solo volgari ladri in città

Poche settimane fa i Carabinieri hanno bloccato dei cittadini egiziani che avevano estorto, con un coltello, a un 16enne, una collanina d’oro. È successo a Piazza Venezia. I tre responsabili sono stati bloccati a Largo Gaetana Agnesi. Tutti 19enni del Cairo. Avevano con loro tre collanine d’oro, fra cui quella del ragazzo romano, 6 grammi di hashish e 960 euro in contanti.

I militari pattugliano in particolare le stazioni della metro. È lì che di solito avvengono questo genere di reati. Una domenica sera hanno bloccato un cittadino romeno di 52 anni, senza fissa dimora, che si era appena impossessato del cellulare di un turista, sottratto dalla tasca della giacca.

Sono poi intervenuti alla fermata di Spagna, dove hanno arrestato un cittadino cileno di 23 anni, senza fissa dimora e con precedenti, che era riuscito a rubare il portafogli dalle tasche posteriori dei pantaloni di un turista. Una volta si chiamava furto con destrezza.

In molti film del neorealismo e comici è stato citato e talvolta anche Totò ne ha fatto un tema delle sue storie, come in Totò e Carolina del 1953, regia di Mario Monicelli. In passato, oggi meno, siamo stati molto indulgenti verso il furto con destrezza, quasi un’arte. È un po’ quello che succede a chi froda lo Stato. Ottiene quasi un plauso dalla comunità. Dovremmo liberarci di questa cultura truffaldina, per cui chi è bravo a rubare ottiene il nostro consenso. Qui non si tratta né di Lupin né di Robin Hood, ma di volgari ladri che rubano a persone in difficoltà.

La Stazione Termini vale 3,5 milioni l’anno di refurtiva

Un’inchiesta di Augusto Parboni, su Il Tempo del maggio di quest’anno, sostiene che la Stazione Termini è ormai il terreno di caccia di bande di sudamericani e africani. Sono diventati l’incubo di pendolari e turisti che ogni giorno transitano tra la metropolitana, Termini e Piazza della Repubblica.

In un mese i malviventi riuscirebbero a mettersi in tasca fino a 300mila euro, il che farebbe pensare che quella piazza può fruttare fino a 3,5 milioni  di euro l’anno. Ovvero circa 10mila euro al giorno. Solo negli uffici della forze dell’ordine si presentano, in media, tra le 40 e le 50 persone, che denunciano di essere state derubate, pari quindi a 1.500 al mese. Ovviamente non siamo a Tokyo e la Polizia è in grande difficoltà a recuperare tutta questa refurtiva. Se non coglie il ladro sul fatto è difficile ritrovarlo a distanza di ore e su segnalazioni spesso imprecise dei turisti derubati.

Furti e scippi in città: che fare per evitare di essere derubati

La polizia fa quel che può ma bisognerebbe che il cittadino e il turista viaggiassero informati. Meglio prevenire. Per prima cosa fare fotocopie di ogni documento e andare in giro con quelle, non con l’originale che va lasciato a casa o in albergo.

Molti usano la cintura porta soldi. Meglio riporre lì i documenti e le banconote, piuttosto che in tasca. Meglio se spargete il denaro in varie tasche, non possono entrare in più di una per volta. Buona norma è adottare il low profile, ovvero basso profilo.

Mai indossare Rolex, catene e anelli preziosi, mai mettere in mostra l’I phone ultimo modello, mai contare i dollari per strada o tenere la fotocamera a tracolla. Non ci vuole molto. Però succede sempre che in parecchi se lo dimentichino.

Se scattate foto, riponete la scheda con la memoria delle foto a parte, non lasciatela nella macchina fotografica, almeno salvate le fotografie. Il cellulare è l’oggetto più ambito. Oggi ci sono sistemi antifurto e password sul telefono che per lo meno salvano i vostri dati. Ritrovarlo è impossibile. Loro sanno dove portarlo per renderlo riutilizzabile. Possibilmente fate di tutto per non apparire un turista spaesato, con la mappa della città in mano e la guida nell’altra. Se lo fate richiamate subito l’attenzione del ladro.

I posti preferiti dei borseggiatori: bus, ascensori, file, bar.

Dai borseggiatori è più difficile difendersi, specie se non vi si è abituati. In genere non agiscono da soli. Non sono vestiti male, tutto il contrario. Hanno un aspetto tranquillizzante. La difesa è spostarsi continuamente quando si è sul bus in attesa di scendere. Evitare sempre di stare troppo vicini a chi non si conosce. Toccarsi, ogni tanto, più tasche, sia quelle dove teniamo il portafogli o cose di valore sia altre per distrarre il ladro. Per le donne la difesa è tenere la borsa davanti a sé, mai di lato e tenerla chiusa!

I borseggiatori non agiscono solo sul tram. Li troviamo dove ci sono le attrazioni turistiche, nei musei, nei bar, nelle tavole calde, nei grandi magazzini. Ovunque c’è assembramento. Le loro vittime preferite sono gli asiatici: coreani, cinesi e giapponesi perché in genere sono i più spaesati, i più ingenui e anche ricchi. Se arrivano fin da noi! Ma come già detto anche gli anziani e i giovani soli.

Scippi o furti: vi fermano per le strade della città e un complice vi deruba

I trucchi che usano per derubare sono incredibilmente semplici. Se vi fermano dei volontari che chiedono oboli o firme per cause benefiche fate attenzione. Possono essere finti.

Mentre firmate la petizione vi rubano il portafogli. Sulla metro e sul bus vi strappano di mano il telefono e balzano fuori in un attimo, prima che si chiuda la porta. Il bus parte e voi restate a guardare. Ogni volta che qualcuno vi ferma per chiedere cose o offrirvi aiuto, per trasportare valigie, pacchi o altro, ci sarà chi, a vostra insaputa, vi deruba indisturbato.

Lo avrete visto nei film di 007 e altri: urtare qualcuno per derubarlo. Lo fanno davvero. L’urto alla spalla vi distrae dalla mano che fruga nella tasca della giacca. Resterete offesi dal fatto che non vi abbia chiesto scusa ma il peggio lo dovrete ancora scoprire. In ascensore succede come sul bus. Quando vi spingono per scendere quello è il momento favorevole al furto. Se vi chiedono indicazioni, aprite bene gli occhi e attenti alle vostre spalle. Al bancomat e quando fate il biglietto del treno chiunque si avvicini è un possibile ladro. Vi fermate e lo pregate di allontanarsi per favore.

Dovreste evitare qualsiasi fila, assembramento, capannello

Il turista gentile è quello che si china a raccogliere una cosa caduta ad un signore che gli cammina davanti. Il turista non si accorge che è un trucco per distrarlo e derubarlo. Se una persona non passa ai tornelli della metro e vi dice che c’è un guasto, cambiate subito fila, quella sosta potrebbe essere voluta proprio per derubarvi.

Se un artista di strada attira la vostra attenzione ricordate che dovete diffidare degli assembramenti. Sono i momenti perfetti per derubare qualcuno. L’artista non ha responsabilità ovviamente ma è l’occasione che crea l’opportunità. Ugualmente una rissa potrebbe attirarvi. Magari per fare da paciere. Potrebbe essere orchestrata ad arte per formare un capannello e agire indisturbati.

Non ci dobbiamo più fidare di nessuno? Non dico questo ma prima di fidarsi di uno sconosciuto state bene attenti.

Scippi e furti: la classifica delle città più borseggiate d’Italia

Dai dati più recenti del dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, i furti per scippo risultano in calo nell’intera Penisola. Tuttavia sorprende che tra le città italiane con il maggior tasso di furti, nel 2022, Roma sia solo quinta, dopo Milano, Rimini, Torino e Bologna. Napoli è solo decima, la precedono Imperia (sesta) e poi Firenze, Prato, Livorno. Curioso vero?  I nostri pregiudizi su Roma e Napoli vanno alle ortiche. Il primato di Milano riguarda i furti, i furti con destrezza, appunto i borseggi, e quelli nei negozi: 5.985 denunce su 100.000 abitanti. Rimini ne ha 5.502 e Torino 5.057.  Per poterle equiparare il conteggio è stato fatto in proporzione ai 100.000 abitanti, altrimenti è chiaro che Rimini ne avrebbe avuti molti meno in rapporto a Milano e Torino.

I primati negativi delle città d’Italia

Una inchiesta del Sole 24 ore ha assegnato alcuni primati alle città italiane. La diminuzione dei furti viene confermata nelle aree metropolitane di Milano, Roma, Firenze, Venezia e Bologna che presentano la flessione più marcata. Cosa che non succede, invece, in una decina di province. Tra queste per esempio, Piacenza e Isernia suscitano molta meraviglia. La provincia emiliana è in testa per le rapine in casa e per gli omicidi stradali. Ma ha anche un altro pessimo primato: è tra le peggiori d’Italia per le violenze sessuali e le violenze sessuali su minori di 14 anni. Isernia, invece, pur trovandosi a metà della classifica generale (49esimo posto) dei reati denunciati in rapporto alla popolazione, nel 2021 ha registrato reati in crescita dell’8,8% sul 2019. Inoltre, proprio come per Piacenza, sul conto della provincia molisana pesano gli omicidi stradali, ai quali si aggiungono le associazioni per delinquere e gli incendi. Tra gli altri dati Barletta è prima nei furti d’auto. Napoli è prima nei furti con strappo e nei motorini rubati. Vibo Valentia è prima nelle minacce. La Spezia per lo spaccio di stupefacenti. Matera per i piromani. Enna vince negli omicidi volontari seguita da… non lo indovinereste mai: Aosta! Gorizia è prima per truffe e frodi. Biella per le estorsioni e Ragusa per l’usura. Che Bel Paese eh?