16 Maggio 2021

Pubblicato il

Mafie sui vaccini

Recovery Fund e vaccini nel mirino della mafia, uno scenario poco rassicurante

di Redazione

L'allarme arriva dall'Osservatorio del Viminale

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L'ombra della mafia sui vaccini

Il quarto report dello speciale Osservatorio del Viminale mette in guardia dai rischi di infiltrazione mafiosa nell’economia legale duramente colpita dall’emergenza sanitaria. E non esclude nemmeno che la criminalità organizzata sfrutti il disagio sociale per acquisire consenso. La mafia è determinata a sfruttare fino in fondo “la grande opportunità” offerta dal Covid, il Recovery Fund e i vaccini. 

La grande opportunità offerta dal Covid

Gli aiuti ai comparti economici e agli operatori più danneggiati dal lockdown. Le risorse promesse del Recovery Fund. La distribuzione dei vaccini: c’è questo e molto altro ancora nel mirino della mafia.

L’allarme arriva dal quarto report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, presieduto dal prefetto Vittorio Rizzi. 

‘Ndrangheta, Cosa nostra e Camorra

Novantotto pagine di analisi e dati che disegnano uno scenario poco rassicurante, nel quale ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra sono impegnate a ritagliarsi spazi sempre più ampi.

 Le recenti indagini – spiega il documento – confermano il tentativo di “accedere illecitamente alle misure di sostegno all’economia, con modalità del tutto assimilabili a quelle adottate dalla più generale criminalità economico-finanziaria.

Falsificazione di documenti fiscali, utilizzazione strumentale di società cartiere, coinvolgimento di esperti giuridico-contabili”. “Ottenere, da parte delle strutture sanitarie interessate, il pagamento di prestazioni rese da aziende contigue attraverso condotte corruttive”. “Infiltrarsi nei servizi di sanificazione che interessano le strutture turistico alberghiere e commerciali”.

Concreto anche “il rischio che la criminalità organizzata tenti di ‘accreditarsi’ presso gli imprenditori in crisi di liquidità per imporre il ricorso a forme di welfare mediante misure di sostegno finanziario.

Una modalità di operare nell’ottica di salvaguardare la continuità aziendale e di subentrare poi negli asset proprietari o di controllo. Concreto è anche il rischio che eserciti forme oppressive di usura verso le fasce più deboli della popolazione”.

Diffusione dei vaccini, l’interesse della mafia

Non solo: “la prossima diffusione dei vaccini potrebbe costituire l’area di interesse dei gruppi criminali in funzione dell’elevata domanda e della fisiologica bassa offerta iniziale”.

A rischio sono tutti quei settori economici “resi maggiormente attrattivi dal protrarsi della pandemia e quelli più colpiti dal protrarsi della crisi, acuita dalle misure restrittive adottate.”

Tra i primi settori vi sono quelli legati alla richiesta di presidi medico-sanitari, all’utilizzo dell’e-commerce, alla vendita al dettaglio di prodotti alimentari e ai servizi di pulizia e funebri. Tra i settori più colpiti vi sono “il commercio al dettaglio, turismo, trasporti e attività di intrattenimento”.

Mafia sfrutta disagio sociale del momento

L’Osservatorio non esclude nemmeno “il rischio che la criminalità organizzata possa sfruttare il disagio sociale esternato nelle manifestazioni” di protesta legate alle misure anti Covid, manifestazioni a volte “degenerate in gravi episodi di scontro con le forze di polizia”.

Non a caso investigatori ed intelligence “stanno monitorando le dinamiche dei contesti sociali al fine di scongiurare possibili saldature tra il malcontento diffuso, generato da situazioni di difficoltà, ed il tentativo di gruppi criminali di mettere a rischio la tenuta dell’ordine pubblico”.

“L’attuale periodo di difficoltà e incertezza costituisce il contesto per la proliferazione dei sodalizi mafiosi interessati a lucrare sulle ingenti risorse economiche destinate a porre rimedio alla sfavorevole congiuntura economica.

“La fase delicata che il Paese sta affrontando potrebbe ancor di più esporre gli amministratori locali a forme di contestazione. Un dissenso che talvolta sfocia in atti di intimidazione da parte di attori che agiscono per ottenere una visibilità mediatica amplificata dalle proteste di piazza”. (Agi Agenzia)

 
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