Un abbonamento ai mezzi pubblici per tutti i residenti in città al costo annuale di 50 euro. È l’idea avanzata da Roberto Gualtieri, Sindaco dem di Roma, nella veste di Presidente di ALI, l’associazione delle Autonomie Locali Italiane. Un’iniziativa anche lodevole, ma che da sola non sarebbe minimamente risolutiva.

Mezzi pubblici a 50 euro?
Come riporta il Corsera, il titolare del Campidoglio stima i costi del proprio progetto in 5 miliardi l’anno. Le coperture, aggiunge AffarItaliani, potrebbero derivare dal dirottamento dei fondi governativi stanziati per la riduzione delle accise sul diesel. Risorse che, come ha spiegato l’ex Ministro dell’Economia, verrebbero usate «per rendere strutturalmente più conveniente il trasporto pubblico e dare ai cittadini una vera alternativa all’automobile».

La premessa, ça va sans dire, è che il taglio alle (perennizzate) tasse di scopo dovrebbe diventare permanente. In tal caso, come rileva Rai News, si potrebbero destinare 3 miliardi alle card agevolate, e altri 2 al potenziamento della flotta, delle frequenze e del personale. E c’è pure chi è andato oltre, come Radiocolonna che ha lanciato una controproposta: una tessera Atac gratuita per tutti gli abitanti dell’Urbe e della provincia.

Sommessamente, ci limitiamo a considerare che prima le metro, gli autobus, i treni, i Cotral et similia dovrebbero funzionare come un orologio svizzero. Perché, infatti, si dovrebbe lasciare la macchina in garage sapendo già che ritardi, cancellazioni, sovraffollamento dei mezzi pubblici non sono un’eccezione, bensì la norma? La priorità, dunque, dovrebbe essere il superamento di disservizi e inefficienza cronica: altrimenti, almeno nella Capitale, in molti non si servirebbero del TPL neanche a costo zero.



