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L’infettivologo Spallanzani: “Vaccino attiva difese naturali, chi si vaccina è sicuro anche se incontra positivo”

Vaccino contro il Sars-coV-2: l’intervista all’infettivologo dell’istituto Lazzaro Spallanzani, eccellenza italiana nella cura al virus

Vaccino

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una corsa al vaccino, da parte di aziende farmaceutiche inglesi e italiane, sorpassate dalle americane Moderna e Pfizer, che a pochi giorni di distanza hanno annunciato di aver sperimentato un vaccino con efficacia al 95%. Abbiamo parlato con il dottor Mauro Zaccarelli, infettivologo dell’Istituto Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, eccellenza r italiana nella cura al Sars-coV-2.

“Il vaccino è una difesa naturale dalle infezioni. Cosa intendiamo per naturale? Quando si vaccina una persona, si stimola il sistema immunitario della stessa a produrre anticorpi specifici contro quel virus o altro agente patogeno. Il vaccino quindi, fa sì che l’organismo si difenda spontaneamente. E questo già è un aspetto che pochi evidenziano, anche nei dibattiti pubblici su questo tema.

Per fare questo si somministra al paziente l’informazione di come è fatto il nemico, in questo caso il Covid-19: l’informazione viene trasmessa tramite un virus inattivato o un frammento di acido nucleico, in modo che l’organismo, se e quando entrerà in contatto con il patogeno, possa difendersi. Una difesa più naturale e fisiologica di questa, che si affida a ciò che l’organismo sceglie di fare, probabilmente non esiste.

Durante questa stimolazione possono però insorgere dei problemi: nella storia dei vaccini, ce ne sono che hanno provocato danni lievi o più seri. Ma il numero di reazioni al vaccino è molto limitato rispetto ai danni causati dalla malattia. Purtroppo in biologia niente è esatto come un mero calcolo. I vaccini hanno cancellato dalla faccia della terra malattie come il vaiolo o la poliomielite che hanno causato migliaia di vittime. In cambio però c’è questo minimo rischio”.

Cosa accade quando una persona si vaccina?

“Quando una persona si vaccina, se viene a contatto con il virus, non sviluppa la malattia. La vaccinazione ha sia un effetto protettivo sulla persona, sia sulla popolazione.

Più persone sono vaccinate e meno il virus può circolare, e così di conseguenza meno malati gravi ci sono. Anche tra i non vaccinati. Dunque chi si vaccina protegge anche i non vaccinati.

Questo perché se una persona vaccinata e una che non lo è, si incontrano, non accade assolutamente nulla. Se invece entrambe incontrano il virus, una si ammala e una no. Purtroppo per arrivare a un’immunità cosiddetta di gregge, cioè a un numero di persone sufficiente per bloccare la circolazione del virus, ci vuole almeno l’80-90% delle persone vaccinate.

Alcuni studi sembrano anche dimostrare che chi è vaccinato contro l’influenza resiste meglio al coronavirus, perché il suo sistema immunitario è più elastico e attivo. Rifiutare di vaccinarsi è dunque una scelta piuttosto irrazionale, sia contro se stessi che contro la società. Significa anche essere complici dei morti che le malattie causano. Credo che dietro le follie no vax mai dimostrate vi sia la paura, non c’è di certo una conoscenza segreta che medici e ricercatori vorrebbero nascondere. Dentro i reparti vedo persone che non riescono a respirare e anche noi operatori sanitari rischiamo la salute e la vita”.

Quanto può durare l’effetto protettivo della vaccinazione dai coronavirus in genere e da questo?

“Ieri, 19 novembre, uno studio statunitense ha comunicato i suoi risultati: dopo la malattia da Covid-19 gli anticorpi resistono per molti mesi, forse molti anni. La perdita di anticorpi è lentissima e questa è un’ottima notizia. Significa che l’organismo è in grado di immunizzarsi dopo aver superato la malattia. Questa è un abuona notizia anche per il vaccino. I vaccini in preparazione hanno tutti un’efficacia molto alta, sopra il 90%. Significa che il 90% delle persone a cui vengono iniettati i patogeni inattivi sviluppano poi anticorpi utili ad affrontare la patologia. E anche il 10-5% se dovesse venire a contatto con il virus avrebbe un’infezione più blanda.

I vaccini da coronavirus hanno un rischio di effetti collaterali davvero molto basso e anche quando ne danno, sono davvero lievi come un leggero rialzo febbrile”.

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