Leone XIV: segreti ed indiscrezioni del tema più scottante del nostro tempo

Si terrà oggi, sabato 21 marzo, alle ore 16.00, all’hotel Saint John l’incontro-conferenza con Andrea Cionci, autore del saggio best seller “Codice Ratzinger”
Di Redazione
Leone XIV

Si terrà oggi, sabato 21 marzo, alle ore 16.00, all’hotel Saint John l’incontro-conferenza con Andrea Cionci, autore del saggio best seller “Codice Ratzinger”. Al centro dell’agenda, la plausibile, ma non certa, ripristinata successione petrina nella persona di Leone XIV.

E’ ormai partito il conto alla rovescia per l’incontro-conferenza “Leone XIV: Papa o Antipapa?”: alle ore 16 di oggi 21 marzo, nella sala conferenze dell’hotel Saint John in via Matteo Maria Boiardo a Roma, Andrea Cionci, autore dell’inchiesta “Codice Ratzinger” (ByoBlu, 2022), ripercorrerà una storia che non è mai stata ufficialmente raccontata nella sua totalità.

Il giornalista e saggista capitolino ripercorrerà il pontificato di Leone XIV alla luce di un avvenimento che molti continuano a sottovalutare nella sua pur enorme portata di natura storica e giuridica: la Declaratio pronunciata da Benedetto XVI nella mattinata dell’11 febbraio 2013. Come ricostruito da Cionci insieme a latinisti, giuristi, storici della Chiesa e canonisti, la Declaratio, ben lungi dall’essere un’abdicazione, era un coerente annuncio di sede impedita (condizione nella quale il papa, in questo caso Benedetto XVI, perde il potere pratico ma mantiene il titolo pontificale) e addirittura una decisio, decreto penale inappellabile emesso in maniera esclusiva dal successore di Pietro per punire i reati più gravi commessi contro la Fede.

La Declaratio ratzingeriana ha così reso nullo ed invalido il Conclave del 2013, in quanto il papa è sempre rimasto Benedetto XVI, pur non essendo più “nel pieno possesso delle funzioni”. Pertanto, papa Francesco non è mai stato il legittimo successore del papa bavarese e tutti i suoi atti e le sue nomine sono nulle ed invalide.

Sarà doveroso dedicare ampio spazio al Conclave dello scorso maggio, viziato da almeno 3 evidenti segni di irregolarità (e che renderebbe dunque nulla l’elezione l’elezione di Leone XIV). In primo luogo, vi avrebbero partecipato 133 cardinali elettori (ben 13 in più rispetto ai 120 prescritti dalla Universi Dominici Gregis, costituzione apostolica promulgata nel 1996 da Giovanni Paolo II e che regola tutti gli aspetti dell’elezione papale), di cui 108 creati illecitamente da Bergoglio.

Inoltre, come riportato nel libro “L’elezione di papa Leone XIV” dei giornalisti Gerard O’Connell ed Elisabetta Piquè, nella serata del 7 maggio i sistemi di sicurezza avrebbero rilevato che uno dei porporati elettori avrebbe dimenticato in tasca il suo cellulare, contravvenendo ancora una volta alle norme della Universi Dominici Gregis.

Tuttavia, commenta Cionci: “la sua elezione è ipso facto non regolare, in quanto vi hanno partecipato al Conclave 108 porporati di elevazione antipapale, quindi invalidi. Tuttavia, ci sono notevoli indizi che fanno pensare al fatto che Leone XIV possa essere stato confermato a seguito di uno scrutinio deliberativo riservato ai soli 25 cardinali creati da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”.

Ciò sembra essere implicitamente suggerito dall’indiscrezione riportata nello scorso giugno da Luigi Bisignani sulle colonne de Il Tempo, secondo la quale Prevost sarebbe stato eletto due volte, oltre che dal tweet, di contenuto pressoché analogo, del teologo e vaticanista statunitense Rich Raho.

In quest’ottica si spiega anche il clamoroso scoop di cui ci informa Repubblica: secondo Iacopo Scaramuzzi, infatti, Prevost non si sarebbe recato a pranzo con gli altri cardinali nella tarda mattinata dell’8 maggio per scrivere il discorso che avrebbe poi letto una volta affacciatosi dalla Loggia delle Benedizioni dopo l’elezione. Evidentemente, Prevost aveva già raggiunto il quorum dei ⅔ necessari per l’elezione negli scrutini consultivi aperti a tutti e 133 i cardinali e attendeva solo di essere confermato dalle 25 porpore create da Wojtyla e Ratzinger, le uniche legittimamente titolate a tal scopo.

Questo scrutinio deliberativo, che avrebbe canonicamente reso Prevost successore di San Pietro ed al quale ha velatamente alluso lo stesso Leone XIV in un recente discorso nella parrocchia di Santa Maria della Presentazione, non è stato smentito dalla Santa Sede, ma ciò non è sufficiente per dimostrare la legittima elezione del papa statunitense: in mancanza dell’apertura del verbale che racchiude i risultati dei vari scrutini dello scorso Conclave, Leone XIV è da considerarsi un antipapa, in quanto, secondo la versione ufficiale sarebbe stato eletto anche dai ben 108 cardinali di nomina bergogliana, dunque illeciti.

Tutte le successive riappropriazioni di numerose prerogative pontificie da parte di Leone XIV rappresentano certamente un segnale incoraggiante, ma non definitivamente probatorio, della sua elezione “canonice factam”. Questa potrà essere, appunto, dimostrata solo dall’apertura del documento che tiene conto dell’esito di ciascuno scrutinio attualmente conservato nell’Archivio della Segreteria di Stato.

Molta carne al fuoco, quindi, per la conferenza di questo pomeriggio. Per prenotarsi, occorre scrivere una mail all’indirizzo infocardinali@libero.it. L’ingresso è a offerta libera.

Davide De Vincentiis

 
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Cronaca

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