Ottobre al mare a Ostia? Spiagge ancora piene, ma sui lidi parte il conto alla rovescia per chiudere la stagione

Settembre riempie ancora le spiagge di Ostia, ma sull’apertura di ottobre i balneari si dividono: ecco perché il mare di Roma rischia di fermarsi
Di Alessandra Monti
Spiaggia di Ostia al tramonto

È domenica 6 settembre e sulle spiagge di Ostia, Castelporziano e Capocotta l’estate non sembra affatto finita. Famiglie, bambini, anziani, ombrelloni e bagni in mare raccontano una realtà molto diversa dal calendario. Eppure, mentre i romani continuano a raggiungere il litorale, negli stabilimenti è già cominciata un’altra discussione: che cosa succederà dal primo ottobre?

Una risposta unica, al momento, non esiste. Una parte dei balneari sostiene che prolungare la stagione non convenga perché tenere aperto significa continuare a sostenere costi di personale e servizi quando la clientela diminuisce. Altri operatori, invece, intendono chiedere la possibilità di continuare fino alla fine di ottobre. Ed è importante chiarire un punto: Roma Capitale questa possibilità l’ha già prevista.

L’ordinanza consente di arrivare fino al 30 ottobre

L’ordinanza numero 63 firmata da Roberto Gualtieri stabilisce ufficialmente che la stagione balneare 2026 termina il 30 settembre. Lo stesso provvedimento, però, prevede che gli operatori possano assicurare i servizi di assistenza alla balneazione dal primo maggio fino al 30 ottobre, comunicandolo preventivamente all’Amministrazione.

Dunque non esiste una serranda collettiva che il Campidoglio obbliga ad abbassare alla mezzanotte del 30 settembre.

La scelta si gioca soprattutto sulla convenienza economica e sull’organizzazione delle singole strutture. Diversi concessionari spiegano che mantenere in funzione uno stabilimento durante ottobre richiede spese difficili da recuperare, soprattutto nei giorni dal lunedì al venerdì. Inoltre, per alcuni lidi il mese dovrebbe coincidere con l’inizio delle operazioni necessarie a rimuovere strutture e manufatti temporanei presenti sull’arenile.

Ma sulle spiagge di Roma settembre è partito con il pienone

La fotografia di queste ore rende però il problema ancora più interessante.

A Castelporziano il primo fine settimana di settembre ha visto una presenza consistente di famiglie e anziani. Nei Cancelli proseguono anche iniziative rivolte ai centri anziani della Capitale, mentre diversi stabilimenti e chioschi stanno programmando attività sociali, culturali e inclusive. A Capocotta e lungo altri tratti del litorale l’affluenza rimane sostenuta.

Il presidente del Consorzio Castelporziano, Antonio Corrado, ha già manifestato l’intenzione di chiedere la prosecuzione fino a ottobre, condizioni meteorologiche permettendo. Anche diversi operatori di Ostia starebbero preparando richieste analoghe dalla metà del mese.

Massimo Muzzarelli, presidente di Federbalneari, guarda soprattutto alle presenze dei giorni feriali: saranno quelle a indicare se proseguire potrà avere un senso economico.

Il dato più significativo riferito dagli operatori è però un altro: l’affluenza della stagione sarebbe diminuita almeno del 20% rispetto all’anno precedente, un calo collegato anche all’incertezza che ha accompagnato l’avvio dell’estate, con cambi di gestione, lavori, verifiche e rimozioni necessarie per l’apertura di diversi lidi.

La destagionalizzazione non può dipendere soltanto dal bel tempo

Ed è questo il punto che riguarda direttamente i romani.

Da anni Ostia prova a liberarsi dall’idea di essere semplicemente la spiaggia estiva della Capitale. Il litorale ha ristoranti, attività sportive, passeggiate, patrimonio naturalistico, aree archeologiche e una costa che potrebbe attrarre visitatori ben oltre luglio e agosto.

La destagionalizzazione, però, non si realizza soltanto permettendo formalmente agli stabilimenti di restare aperti. Occorre che farlo sia economicamente possibile.

Se un concessionario deve mantenere praticamente gli stessi costi di una giornata di agosto con una presenza molto inferiore di clienti, la possibilità prevista da un’ordinanza rischia di rimanere inutilizzata. Se invece esiste ancora una domanda significativa nei weekend di ottobre, una formula di apertura più flessibile potrebbe diventare interessante sia per le imprese sia per la città.

Il mare di Roma non dovrebbe avere una data di scadenza

C’è infine una questione che va oltre gli stabilimenti.

Roma possiede qualcosa che molte grandi capitali europee non hanno: una costa estesa, facilmente raggiungibile e utilizzabile come parte integrante dell’offerta turistica della città. E negli ultimi anni il confine climatico dell’estate si è spostato sempre più avanti.

Pensare ancora al mare esclusivamente dal primo maggio al 30 settembre rischia quindi di appartenere a un modello ormai superato.

Non significa immaginare ombrelloni e bagnini obbligatori dodici mesi l’anno. Significa costruire un litorale capace di funzionare diversamente a seconda delle stagioni, conservando servizi, ristorazione, attività sportive e spazi fruibili anche quando l’estate propriamente detta è terminata.

Per capire che cosa accadrà realmente bisognerà aspettare le prossime settimane. Alcuni stabilimenti potrebbero fermarsi il 30 settembre, altri continuare. Castelporziano sembra già guardare con maggiore convinzione a ottobre.

Ma una domanda resta, ed è quella sulla quale probabilmente molti romani avranno qualcosa da dire: se a ottobre c’è ancora il sole, c’è ancora gente sulla spiaggia e il mare è a disposizione, perché Ostia dovrebbe considerare conclusa la propria stagione?

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista