25 Ottobre 2021

Pubblicato il

Giornata 4

Juve-Milan pari, Inter devastante, brusco stop Roma: la quarta giornata di Serie A

di Enrico Salvi
Con il pareggio dei rossoneri e la sconfitta della Roma, il Napoli stasera può andare da solo in testa alla classifica. Lazio ancora a fatica, dietro risalgono Verona e Spezia
Lautaro Martinez esulta al primo gol dell'Inter sul Bologna

In attesa di Udinese-Napoli – con cui gli azzurri potrebbero andare in testa da soli – l’analisi della quarta giornata di Serie A non può che iniziare dalla sfida che poteva avere pesanti ripercussioni per due big, ossia Juventus-Milan.

Juventus e Milan si annullano

Nel big match della domenica sera all’Allianz Stadium Juventus e Milan pareggiano 1-1. In una partita intensa e dura sotto il profilo fisico, latitano le occasioni da rete, nonostante il risultato si sblocchi dopo nemmeno 4 minuti con Morata che dopo un corner del Milan s’invola per 50 metri palla al piede da solo prima di superare Maignan. Dopo il gol preso i rossoneri non mollano e lottano su ogni palla, senza però scardinare lo scacchiere di Allegri. Nella ripresa sale ancora l’agonismo, salgono i colpi duri, soprattutto tra Rebic e Chiellini, la sfida nella sfida. Ma il croato, chiamato a sostituire come prima punta Ibrahimovic e Giroud e circondato dalla coppia di centrali campione d’Europa, vince la sua sfida sgusciando da corner e incornando sul palo interno il cross di Tonali. Pari e patta, con il Milan che mantiene l’imbattibilità ma non è più a punteggio pieno e manca l’occasione di affossare ulteriormente la Juventus in classifica. Per i bianconeri il rammarico di prendere uno scalpo importante e cominciare la risalita: la Vecchia Signora è al 18° posto in classifica, attualmente in zona retrocessione.

Inter rullo compressore, Atalanta corsara a Salerno

Nella giornata di sabato vincono le squadre nerazzurre post-Champions in maniera completamente opposta. L’Inter riscatta una settimana non semplice dal punto di vista dei risultati. Dopo il pareggio a Marassi e la sconfitta – immeritata – la squadra di Inzaghi di rabbia si abbatte nella prima mezz’ora su un Bologna molto ridimensionato rispetto all’ottimo inizio di stagione. Oltre alle realizzazioni di Lautaro (dal primo minuto) e di Dzeko (subentrato), impressiona alla prima da titolare Dumfries, imprendibile per tutta la partita. Tre gol in mezz’ora, altri tre nella ripresa: al netto del gol concesso sul finale, un bel segnale a tutte le rivali.

Poche ore dopo risponde l’Atalanta, che sbanca Salerno dopo una partita a tratti di grande sofferenza. Prosegue il momento a corrente alternata della Dea, ma in questo periodo vincere senza subire gol è importante per Gasperini. A risolvere la contesa è stata la combinazione ripetuta tra Zapata e Ilicic ad un quarto d’ora dalla fine: bergamaschi che tornano dalla parte sinistra della classifica.

Le nuove panchine fermano le romane

Prima grande frenata della Roma di Mourinho, che per la prima volta in stagione non vince e anzi, cade al Bentegodi. Se alcuni episodi erano stati favorevoli col Sassuolo, stavolta la ruota ha girato un po’ nel senso inverso e i giallorossi non sono riusciti a riprendere definitivamente una partita stravolta nella ripresa. Roma avanti con la certificazione del momento magico di Lorenzo Pellegrini, autore di un gran gol di tacco, ma nel secondo tempo soffre sulla sinistra e in 20 minuti tre gol dell’Hellas di Tudor, all’esordio dopo l’esonero di Di Francesco. Barak in tap in, Caprari (cresciuto nel vivaio della Roma) col rasoterra e Faraoni con un botta al volo sotto la traversa ribaltano tutto. Mou prova l’assalto disperato con l’inserimento di 4 attaccanti più Pellegrini, ma senza effetto grazie alla trincea veronese e anche un po’ di egoismo tra i giallorossi.

Dall’altra parte di Roma non si può certo ridere, in quanto la Lazio continua a non ingranare e manca la vittoria da ormai 4 partite. I biancocelesti avanti con il – solito – Immobile di campionato con un’incornata allo scadere del primo tempo. Appena rientrati in campo la squadra di Mazzarri pareggia con Joao e poi la ribalta con l’ex di turno Keità Balde sempre su assist di Joao Pedro. Con il centrocampo che prosegue il momento di difficoltà l’inseguimento è complicato. Immobile colpisce una traversa con il tocco di Cragno, poi il destro esplosivo del neoentrato Cataldi permette il pareggio, ma l’assedio finale anche in questo caso non è bastato: Lazio a quota 7 in classifica.

Centrogruppo: la sveglia di Tudor e Mazzarri, si sblocca lo Spezia

Dalla parte destra pesano i risultati delle nuove panchine all’esordio: il Verona di Tudor batte la Roma capolista e si tira fuori dalla zona rossa, mentre il Cagliari di Mazzarri (che ha sostituito Semplici) ottiene un punto d’oro a Roma con la Lazio, con il rammarico di essere stato in vantaggio fino a 10 dalla fine. Belle vittorie in trasferta per Fiorentina sul campo del Genoa e del Torino a Reggio Emilia col Sassuolo: rispetto all’anno scorso l’inversione di tendenza sembra netta per due grandi piazze del nostro calcio. La Sampdoria continua il buon momento con un tris sul campo dell’Empoli, mentre il capolavoro di Bourabia (sinistro dai trenta metri all’ultimo minuto) sblocca lo Spezia, che prende tre punti importanti a Venezia. Chi non si sblocca è la Salernitana, ancora a quota zero punti ma che con l’atalanta ha dato segnali di vita.

Ci Piace e Non Ci Piace: Caputo e lo “spezzatino”

Passato alla Sampdoria negli ultimi giorni di mercato, Ciccio Caputo comincia già a prendersi Genova. Dopo le prime tre giornate a secco, il bomber si sblocca contro l’Empoli, per una doppietta d’autore. Con Quagliarella potremmo vederne delle belle.

A proposito di vedere il nostro “Non Ci Piace” va ad una dinamica a cui bisogna rassegnarsi, ossia il cosiddetto “calcio spezzatino”. Questa quarta giornata si è aperta venerdì con Sassuolo-Torino (squadra a cui non serviva giocare così in anticipo per le coppe europee) e si chiuderà questa sera, mentre il turno infrasettimanale che avremo davanti prevede tre partite martedì, quattro mercoledì e tre giovedì. Considerando anche il cambio dei diritti tv e le difficoltà annesse, una cosa difficilmente tollerabile al momento.

 
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