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Le strade che uccidono nell’inchiesta di Report: anche a Roma autovelox contestati e guardrail pericolosi

A Roma ogni giorno si corre e si rischia: controlli velocità contestati e barriere insicure. Report riaccende i riflettori su norme e responsabilità

Buche nelle strade di Roma

A Roma la strada non è solo un luogo: è tempo perso nel traffico, è fretta, è consegne, è ritorni notturni dal lavoro. E a volte è un punto nero che ti aspetta dietro una curva, uno spartitraffico, un guardrail vecchio. Quando un incidente finisce male, la notizia dura poche ore; poi restano il silenzio di una casa svegliata dai lampeggianti e la domanda più dura: si poteva evitare? Nel 2024 in Italia i morti sono stati 3.030, una media di oltre otto al giorno.

L’inchiesta di Report e la fotografia del caos: prevenzione che si perde nei ricorsi

La puntata di Report dedicata alla sicurezza stradale mette insieme due pezzi che, visti da vicino, somigliano a Roma più di quanto si creda: i controlli sulla velocità e le barriere che dovrebbero contenere l’urto. Quando le regole sono ambigue, tutto diventa discutibile: il verbale, il dispositivo, la segnaletica, perfino la finalità del controllo. E intanto, sulle arterie urbane e sulle consolari, basta un attimo: un sorpasso azzardato, una curva presa male, un impatto su una barriera pensata per le auto ma micidiale per chi cade in moto.

Autovelox a Roma: il confine sottile fra sicurezza e sfiducia

Il tema autovelox non è un dettaglio tecnico: è percezione pubblica. Se un romano pensa che il controllo serva solo a fare cassa, rallenta per paura della multa e accelera appena dopo. Se invece vede criteri chiari, cartelli leggibili, dati sugli incidenti del tratto e strumenti “a prova di contestazione”, cambia davvero stile di guida.
Il problema è che, a livello nazionale, la questione omologazione/approvazione ha alimentato un contenzioso enorme. L’ordinanza 10505/2024 della Cassazione ha marcato la differenza fra procedure, rendendo centrale il tema dell’omologazione e aprendo una stagione di incertezza operativa.

La mossa del Ministero: lista nazionale e censimento dei rilevatori

Per ridurre opacità, il MIT ha pubblicato nel 2025 la lista nazionale degli autovelox e ha chiesto il censimento dei dispositivi. È un passaggio che, sulla carta, aiuta: sapere dove sono i rilevatori, quali risultano registrati, con quali caratteristiche. Ma in città come Roma la domanda dei cittadini è più concreta: questa trasparenza porterà controlli meglio posizionati nei tratti a rischio reale, oppure resterà solo un archivio utile in caso di ricorso?

Guardrail e motociclisti: la ferita aperta delle barriere non protette

Roma e il suo territorio vivono anche di due ruote: scooter, moto, pendolari che entrano e escono dal GRA, dalla Pontina, dalle consolari. Il decreto sui dispositivi salva-motociclisti esiste dal 2019 e indica come intervenire sulle barriere, proprio per evitare che paletti e bordi metallici diventino un’arma in caso di scivolata.
Eppure, come racconta anche Report, la realtà è disomogenea: tratti aggiornati e tratti che sembrano fermi a un’altra epoca. ANAS, sul fronte tecnico, ha sviluppato e testato soluzioni dedicate, ma poi la differenza la fanno programmazione, fondi, priorità, controlli sullo stato delle infrastrutture.

L’obiettivo 2030 e la responsabilità locale: Roma non può restare spettatrice

L’Unione europea chiede di tagliare del 50% morti e feriti gravi entro il 2030: un traguardo che, per essere credibile, deve scendere dal piano dei comunicati a quello dei cantieri e delle scelte quotidiane.
Per Roma significa almeno tre cose: mappare i punti neri con dati pubblici e aggiornati; rendere i controlli velocità inattaccabili sul piano procedurale e comprensibili sul piano informativo; accelerare gli interventi sulle barriere nei tratti dove un impatto oggi può diventare una condanna. Perché la sicurezza non è uno slogan: è il diritto di tornare a casa.