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27 Ottobre 2020

Pubblicato il

Ci sono le prove

Inquinamento Europa: 11.000 decessi in meno durante il lockdown

di Redazione

Il confinamento per combattere il coronavirus porta a una diminuzione del consumo di combustibili fossili e in Europa ci sono stati 11.000 decessi in meno

Inquinamento Europa durante il Lockdown
Inquinamento Europa durante il Lockdown

Inquinamento: in Europa sono stati registrati 11.000 decessi in meno durante il lockdown. Il confinamento per combattere il coronavirus porta ad una diminuzione del consumo di combustibili fossili. Con la diminuzione di quest’ultimi cala notevolmente l’inquinamento e le morti causate da esso. Sono dati del Center for Research on Energy and Clean Air (CREA) in relazione al recente studio effettuato sulla qualità dell’aria e sulle conseguenze sulla salute. Non è la prima analisi, in questo periodo, a muoversi in questa direzione.

Il commento dell’amministratore ecologista

A commentare i dati del CREA è stato anche Dario Pulcini, ecologista e Assessore alle Politiche Ambientali del V Municipio. “ Scienziati e studiosi di tutto il mondo hanno analizzato le conseguenze dovute alla diminuzione, registrata dalle centraline, di smog e inquinamento atmosferico a causa della quarantena imposta per contenere l’epidemia da SARS-COV 2. Le persone sono costrette a stare a casa e questo vuol dire meno traffico veicolare e meno consumi. Quindi riduzioni, senza precedenti, nella combustione di carbone e petrolio. Lo studio del CREA conferma che questi combustibili fossili rappresentano le principali fonti di inquinamento da biossido di azoto. L’ NO2 è un inquinante ad ampia diffusione che ha effetti negativi sulla salute umana. Inoltre, insieme al monossido di azoto, contribuisce ai fenomeni di smog fotochimico, soprattutto in Europa”.

L’analisi del Crea sull’inquinamento in Europa

Venendo quindi all’analisi sull’inquinamento in Europa, condotta dal CREA la produzione di energia dal carbone è diminuita del 37% e il consumo di petrolio è calato di circa ⅓ negli ultimi 30 giorni. Ciò ha portato, di conseguenza, alla riduzione di circa il 40% del livello medio di inquinamento da biossido di azoto (NO2) e del 10% del livello medio di inquinamento da particolato nell’ultimo mese. Essendo l’inquinamento responsabile di molteplici problemi alla salute, questo dato si traduce, secondo i dati  del CREA, in 11mila vittime in meno in un solo mese.
Nel nostro paese, il calo dell’inquinamento da NO2 è stato addirittura più alto della media europea (43%), mentre quello del particolato è stato del 5%.
L’inquinamento atmosferico è la più grande minaccia per la salute ambientale in Europa. Il CREA riporta alcuni dati a sostegno della tesi: nel 2016, in Europa, ben 400mila morti sono state attribuite all’esposizione da pm 2.5 e 71mila decessi al NO2. Lo studio del CREA si è basato sul monitoraggio orario della concentrazione di pm 2,5 in ben 1285 stazioni e sul monitoraggio di presenza di NO2  in ben 1953 stazioni.

Quali sono i danni alla salute

I danni alla salute dovuti all’esposizione di queste sostanze sono molteplici e sono stati evidenziati, negli anni, da molti scienziati. Queste sostanze vanno a colpire, infatti, in maniera aggressiva principalmente occhi, naso e gola causando alterazioni della funzionalità respiratoria. Sempre dallo studio del CREA emergono conseguenze dirette anche su altre malattie. La riduzione dell’inquinamento che si è registrata in questo mese ha evitato 6.000 nuovi casi di asma nei bambini e anche 600 nascite pretermine in meno. Al biossido di azoto si imputano, infatti, nascite premature, disturbi in gravidanza, asma e altre patologie respiratorie. Ma non solo: secondo alcuni studi, concentrazioni elevate di biossido di azoto sarebbero anche responsabili di deficit nello sviluppo cognitivo dei più piccoli.

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Meno inquinamento, meno spesa sanitaria

L’analisi dell’impatto sulla salute evidenzia anche come la riduzione dell’inquinamento atmosferico stia contribuendo ad alleggerire il carico sul sistema sanitario, che si trova già in profonda crisi a causa dell’epidemia in corso e da politiche erronee nel passato che hanno ridotto gli investimenti pubblici in favore del settore privato, dimostratosi più caro, meno efficiente, meno accessibile. Come infatti aveva evidenziato nei giorni scorsi uno studio di Harvard, l’inquinamento genera problemi respiratori che vanno a peggiorare i sintomi delle persone affette da Sars-Cov 2 causandone, spesso, anche il decesso.

I dati in Europa: meno inquinamento, meno decessi

Alla luce di quanto emerso Pulcini ha affermato: “Partiamo dall’evidenza ormai scientifica: i combustibili fossili generano inquinamento. E l’inquinamento è una delle maggiori cause di morte al mondo. PM 2.5 e NO2 sono sostanze che provano problemi respiratori e colpiscono tutte le fasce d’età. Secondo un’analisi condotta dalla SIMA il PM 2.5 contribuisce alla propagazione del virus fungendo da vettore. Secondo uno studio di Harvard, determina un peggioramento dei sintomi del virus. Lo studio del CREA ci dice che diminuendo l’inquinamento diminuiscono anche le malattie e i decessi. In questo periodo siamo tutti più sensibili all’emergenza sanitaria, ma ricordiamo che l’inquinamento causa, oltre ai virus, altri innumerevoli problemi alla salute di ogni essere vivente”.

Inquinamento, ipotesi di soluzione

L’Assessore ha parlato anche di soluzioni: “La causa, ma anche la soluzione, è l’essere umano. Producendo e utilizzando combustibili fossili siamo noi stessi i responsabili delle emissioni nocive nell’atmosfera. La buona notizia è che interrompere il sistema si può, adottando nuovi modelli di produzione, consumo e sviluppo.  Il sistema economico lineare che i paesi hanno adottato fino ad ora può funzionare solo con la menzogna di avere risorse infinite sul pianeta. Il rammarico è che, alcuni, solo “grazie” alla pandemia si sono resi conto che questo modello di sviluppo economico non è più sostenibile. Il WWF in uno studio approfondito afferma che le pandemie sono un effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi effettuata dall’uomo. Il Movimento 5 Stelle ha, da sempre, portato avanti l’esigenza di salvaguardare l’ambiente e di farlo adottando nuove politiche e pratiche ecosostenibli. Ho cercato di sensibilizzare il maggior numero di persone del territorio su queste problematiche.

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E’ l’uomo il responsabile della salute del Pianeta

Ho organizzato incontri nei quali si parla di impronta ecologica, promuovendo iniziative di riciclo e riuso dei materiali, ideando una mobilità sostenibile. Ho finanziato, con la Giunta, progetti che si basano sulla permacultura e sull’economia circolare, rispettando così la natura e tutti gli esseri viventi”. L’Assessore ha quindi dichiarato: “La pandemia ci ha messo di fronte ad una verità inconfutabile. Le attività antropiche provocano e/o accelerano processi irreversibili. L’inquinamento, la perdita di biodiversità e di interi ecosistemi con conseguenze letali per tutte le specie viventi. I Governi devono sfruttare tale occasione per ripensare al futuro. E’ necessario mettere al centro di ogni politica la tutela del pianeta e la qualità della vita degli esseri viventi. Siamo parte della natura e siamo tutti corresponsabili del nostro futuro. Per questo non possono che essere condivisibili le recenti affermazioni in tal senso da parte del premier Conte e della Sindaca Raggi”.

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