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24 Ottobre 2020

Pubblicato il

Cosa c'è da festeggiare?

Giornata della Terra 2020: Mario Tozzi e la verità sulla salute del pianeta

di Giulia Bertotto

La pandemia da Sars-coV-2 ci mette di fronte a verità sconvenienti con cui dobbiamo al più presto fare i conti

Mario Tozzi
Mario Tozzi

Oggi si celebra la giornata della terra 2020, Earth Day, nel suo 50esimo anno di ricorrenza. Il 22 aprile del 1970 nelle università, nelle piazze e davanti agli uffici amministrativi si riversarono folle di americani che chiedevano al governo di includere nei loro programmi delle politiche di sviluppo sostenibili per il pianeta.

La celebrazione è quindi istituita dalle Nazioni Unite proprio in questa data per sesnsibilizzare al rispetto e alla convivenza pacifica con il pianeta e le altre creature. Quest’anno il suo tema centrale è il cambiamento climatico, un insieme di effetti combinati che derivano da diversi modi di sfuttare e manipolare il pianeta: deforestazione, estrazione, urbanizzazione, terraformazione, inquinamento, allevamento intensivo, crescita demografica esasperata, rifiuti in quantità impressionanti.

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Gli eventi della Giornata della Terra

La ricorrenza cade oggi in un momento sconvolgente ma anche di intensa riflessione sulle sorti dell’uomo e della vita sul pianeta, in piena pandemia da Sars-coV-2. Tantissime le iniziative in streaming e quelle invece su Sky Tv per seguire approfondimenti, documentari e partecipare anche attivamente alle iniziative della giornata.

Le parole del geologo Mario Tozzi

Secondo Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, nella Giornata della Terra 2020, “C’è poco da festeggiare”, infatti “la pandemia che stiamo subendo ci rattrista tutti ma ci mette anche di fronte ad una sconveniente verità, e cioè che la gran parte delle ultime pandemie sono state causate dalle nostre sciagurate attività produttive, lo stato di stress in cui facciamo piombare il mondo naturale, ha un riflesso nel carico virale che alcune specie come i pipistrelli riversano su specie serbatoio o direttamente sull’uomo”.

“I pipistrelli, perdono a causa nostra il loro habitat naturale, e siccome hanno un ottimo sistema immunitario sono relativamente salvi dalle malattie, ma le scaricano in maniera piuttosto facile su chi hanno vicino la colpa fondamentalmente è nostra. Il pianeta ha 4 miliardi e e mezzo di anni e fino a diecimila anni fa dei sapiens neanche l’ombra, da quel momento è cambiato”.

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Una diversa via di sviluppo per la Terra

E conclude: “Forse potremmo imparare da questo, in occasione della giornata mondiale della terra, a comportarci in modo diverso con il mondo naturale. Dimentichiamo che senza una biosfera sana non esiste nemmeno un sistema economico, non può esistere. Esiste solo un mondo in cui gli uomini non possono sopravvivere. Già oggi siamo al limite delle nostre risorse, non fa piacere ricordarlo ma è così. Se oggi volessimo far avere a tutti gli abitanti della terra la stessa quantità di risorse, già oggi ci vorrebbero altri due pianeti”.

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“Per questo la pandemia ci mette di fronte ai nostri comportamenti sciagurati e ci indica una via diversa di sviluppo. In queste giornate l’aria è più pulita, le acque sono più limpide, un passo indietro dell’uomo ha permesso un passo avanti della natura e questo non è un problema ma un vantaggio perché finché la vita è ricca intorno a noi potremo sopravvivere, da soli non andiamo da nessuna parte. Quando si pensa alla terra si pensa anche al benessere degli uomini, ma non è invece possibile pensare al benessere degli uomini senza quello della terra. Auguri alla terra e agli uomini”.

 
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