Il Milan torna primo, equilibrio tra Juve e Atalanta: la venticinquesima di Serie A

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In attesa di Spezia-Fiorentina che chiuderà il quadro della giornata di Serie A, dopo gli scontri diretti giocati arrivano preziose indicazioni su tutte le lotte in corso. Per Scudetto, quarto posto e salvezza la risposta è la stessa: è tutto molto aperto e incerto.

Napoli e Inter regalano la vetta della Serie A al Milan

L’Inter, che poteva dare una spallata importante al campionato, esce dalla doppia sfida a Milan e Napoli con un bilancio deficitario: un punto all’attivo e la testa della classifica persa momentaneamente al netto della partita da recuperare. Gli azzurri provano il sorpasso con un primo tempo fatto di ottima gestione del pallone e ritmo asfissiante. Non a caso il Napoli passa subito in vantaggio con un rigore procurato in maniera scaltra da Osihmen – che anticipa De Vrij e viene steso – trasformato da Insigne. Dopo il primo quarto d’ora arriva anche il palo di Zielinski con un tiro dal limite più due occasioni con Osihmen protagonista. L’Inter mette la testa fuori solo negli ultimi 10 minuti del primo tempo ma riesce a rimettere le cose a posto solo dopo l’intervallo.

Tutto il buono del Napoli del primo tempo viene annullato dopo 80 secondi della ripresa con Edin Dzeko, che su cross di Lautaro non colpisce bene di testa ma agevolato da un rimpallo spara imparabilmente sotto la traversa per il suo 14° gol stagionale, il 10° in Serie A. Da lì la partita regna su un sostanziale equilibrio ed un finale “patto di non belligeranza” che restituisce l’equilibrio tra le prime tre in questo momento.

Il Milan ne approfitta e va in testa, a +1 sull’Inter e a +2 sul Napoli. Basta un gol contro la Sampdoria, arrivato con due tra i protagonisti di questo momento rossonero. Maignan in versione assistman, con un lancio di 60 metri imbecca Rafael Leao in velocità che salta di netto Bereszynski e fulmina Falcone. Lo stesso portiere blucerchiato ha poi evitato il raddoppio in più occasioni. Il Diavolo non chiude la partita ma rischia davvero poco e torna in testa, completando l’operazione sorpasso iniziata 8 giorni fa dal derby, seppur con l’asterisco dell’Inter.

Danilo riprende l’Atalanta: quarto posto ancora della Juventus

Altro big match, altro pareggio, altra conferma di grande equilibrio. Stavolta non per lo Scudetto ma per il quarto posto dove, sempre con un altro asterisco nerazzurro, la Juventus mantiene il quarto posto a discapito dell’Atalanta. In una partita spot del calcio per intensità e occasioni da una parte e dall’altra, l’equilibrio è massimo anche senza gol. In partite del genere lo 0-0 lo evitano le palle inattive. Il merito di aver sbloccato la partita ad un quarto d’ora dalla fine va a Ruslan Malinovsky, autore di uno delle suoi ormai proverbiali missili di sinistro da fuori area. Sono cinque i centri da lontano per il giocatore ucraino in questa Serie A. La Dea va vicinissima al raddoppio con una traversa clamorosa di Hateboer e una Juventus mai doma la riagguanta a 80 secondi dalla fine, sempre con una palla inattiva. Stavolta è il colpo di testa di Danilo da calcio d’angolo che impedisce a Gasperini di mettere la freccia. Lotta più che mai aperta e con le inseguitrici non ancora tagliate fuori. Una favorita allo stato attuale non c’è.

La Lazio si avvicina, la Roma no

I rallentamenti davanti consentono alla Lazio di riavvicinarsi. I biancocelesti senza grossi patemi annichiliscono il Bologna all’Olimpico portandosi a -2 dall’atalanta e a -4 dalla Juventus. Arriva in secondo 3-0 consecutivo in Serie A con due protagonisti principali: Ciro Immobile, che stappa la partita portandosi a un solo gol da Silvio Piola nella storia della Lazio, e Mattia Zaccagni, autore di una doppietta, la prima stagionale. Due gol abbastanza semplici (tocchi sotto porta) che testimoniano come la squadra di Sarri stia cominciando ad avere più continuità soprattutto nel macinare gioco. Merito dei giocatori aver rimosso la pessima figura patita in settimana contro il Milan in Coppa Italia.

12-02-2022 LAZIO vs BOLOGNA (Serie A ) Nella foto: ESULTANZA ZACCAGNI Foto Claudio Pasquazi

Lazio che stacca la Roma, che a Reggio Emilia continua a balbettare e si salva solo nel recupero. In un partita dai ritmi elevatissimi sono i giallorossi a passare in vantaggio prima dell’intervallo con il rigore di Abraham assegnato per un colpo con la mano di Chiriches. La Roma evidenzia nuovamente i suoi problemi ad approcciare la partita e nella ripresa dopo 90 secondi il Sassuolo pareggia con un cross di Traore deviato da Smalling che Rui Patricio goffamente non trattiene. A metà ripresa Traore si mette in proprio, raccoglie un cross a centro area anticipando Karsdorp e scarica in rete. La Roma si ritrova così come una settimana fa con un uomo in più e si riversa in avanti, trovando solo al 94′ il pareggio con un colpo di testa di Cristante da calcio d’angolo. Troppo poco in termini di gioco e di mentalità per poter rimanere attaccati al treno del quarto posto.

Centrogruppo: tra i pareggi spunta il colpo del Venezia

Se i big match in testa si sono conclusi entrambi con un 1-1, non fanno eccezione gli scontri per non retrocedere. Soprattutto Genoa e Salernitana si dividono la posta in palio rimanendo nei bassifondi della classifica: al tap-in di Destro hanno risposto i granata con la zampata a fine primo tempo di Bonazzoli. 1 a 1 anche tra Empoli e Cagliari con i sardi che riescono a pareggiare col solito Pavoletti a 6 dalla fine e sono al terzo risultato utile consecutivo, tornando però in zona rossa. Colpa del Venezia, che torna a galla con la preziosissima vittoria sul Torino arrivata con un finale rocambolesco dove il Toro sembrava aver pareggiato la sfida con un gol di Belotti poi annullato al Var. Partita clamorosa a Verona dove l’Hellas rifila quattro gol all’Udinese, ma con i friulani che nel corso del match hanno avuto 10 nitide palle gol, mentre i gialloblu sono stati mortiferi per un risultato quanto mai bugiardo.

PosSquadraPartitePunti
16)Sampdoria2523
17)Venezia2421
18)Cagliari2521
19)Genoa2515
20)Salernitana2412

Ci Piace e Non Ci Piace: i big match e il Var

Per questa giornata nessun premio specifico ma due considerazioni sul bello ed il brutto di questa Serie A. Due scontri diretti al vertice hanno espresso due partite molto intense, con ritmi alti ma anche difese organizzate che hanno neutralizzato molti grandi bomber del nostro campionato. Non è la prima volta che capita quest’anno, simbolo di qualità ed equilibrio tra le pretendenti alle posizioni di vertice.

Uno spettacolo che però può essere rovinato dal Var, non nello strumento in sé ma su alcune difficoltà ad applicarlo. Esempio lampante Torino-Venezia. Due episodi dubbi come il gol annullato a Belotti e l’espulsione di Okereke, al netto che non sono stati chiari, hanno comportato almeno 4 minuti a testa per la revisione. Risultato? Partita terminata oltre il minuto 100 con strascico di polemiche.