Elon Musk all’attacco: non (già) di Twitter, ma dell’intera cultura liberal

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Il multimiliardario Elon Musk è tornato all’attacco sul tema della libertà di espressione. E ancora una volta ha puntato il dito contro Twitter, il social network di cui sta trattando l’acquisto. Anche se, a ben vedere, il suo j’accuse è molto più esteso, perché di fatto mette sul banco degli imputati l’intera cultura, anzi ideologia liberal.

Elon Musk
Elon Musk

Elon Musk (di nuovo) all’attacco

Ormai è acclarato che, quando Elon Musk parla (o cinguetta), non è mai banale. Soprattutto perché, avendo una predilezione pseudo-volteriana per il diritto di parola, le sue dichiarazioni si discostano spesso da quelle rilasciate in fotocopia dai megafoni del pensiero unico. È stato così anche per le proteste abortiste che, come raccontavamo, stanno mettendo a ferro e fuoco gli Stati Uniti.

Proteste abortiste negli Usa, Politically correct
Proteste abortiste negli Usa

Più precisamente, l’uomo più ricco del mondo era stato sollecitato dal commentatore americano Mike Cernovich a esprimersi sul “doppio standard” della piattaforma dei 280 caratteri. Che sembra disposta a tollerare l’incitamento alla violenza, anche da parte di un account verificato, purché si tratti di “violenza politically correct”.

Al che, come riferisce il New York Post, il Ceo di Tesla e SpaceX ha replicato laconico: «Ovviamente Twitter ha un forte pregiudizio di sinistra». Aggiungendo, tanto per essere chiaro sulla questione della censura, che «la mia preferenza è l’allineamento alle leggi dei Paesi in cui Twitter opera. Se i cittadini vogliono che qualcosa sia vietato», che venga approvata una norma apposita, «altrimenti dovrebbe essere permesso».

Tempi duri per il politically correct?

Probabilmente non è un caso che a queste parole abbia fatto eco un’altra, importante presa di posizione: quella sull’anti-democratica proscrizione del Presidente Usa in carica Donald Trump.

Donald Trump
Donald Trump

«Penso che sia stato un errore, perché ha allontanato una grande parte del Paese» ha affermato Musk secondo quanto riporta Sky News. «Penso che i ban permanenti minino la fiducia in Twitter» ha quindi rincarato la dose l’imprenditore sudafricano. Definendo la decisione «immorale e totalmente stupida», e assicurando che lui la annullerebbe.

La censura di Twitter
La censura di Twitter

Insomma, in nome del free speech sembrano prospettarsi tempi duri per il politicamente corretto. Ed era davvero ora!