Dalla Nations League buone notizie per l’Italia: il “work in progress” va avanti

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Al giro di boa del Gruppo 3 di Lega A della Nations League, l’Italia conserva il primo posto grazie al doppio pareggio nel terzo turno degli azzurri a Wolverhampton e della Germania in Ungheria. Il tutto con un’Italia ancora sperimentale.

Fase di gioco di Inghilterra-Italia di Nations League
Inghilterra-Italia, Nations League (© Azzurri Twitter Page)

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La nuova Italia gioca e non molla, attacca a volte anche in maniera disordinata ma è sempre in partita. Lo ha dimostrato contro squadre ben strutturate che avranno ambizioni importanti al mondiale in Qatar tra 5 mesi. Così come con la Germania, anche in casa dei vice campioni d’Europa dell’Inghilterra ha risposto colpo su colpo, con alcune occasioni enormi non sfruttate in un primo tempo spettacolare.

Dopo 100 secondi l’ottima triangolazione tra Pessina, Pellegrini e Frattesi, con il centrocampista del Sassuolo che manda a lato di poco. A metà primo tempo l’occasionissima di Tonali su un’altra buona trama: lancio lungo a cambiare fascia da Locatelli a Di Lorenzo che mette in mezzo, Pellegrini lascia per il rimorchio da centro area del centrocampista milanista che spara sul corpo di Ramsdale. A fine primo tempo la girata alta di Scamacca, il tiro dal limite deviato in angolo di Pessina.

Contro l’Ungheria, quando il pronostico era favorevole, una mezz’ora di leggera sofferenza viene conclusa con il vantaggio di Barella con il destro all’angolino dal limite. Il gol sblocca l’Italia che raddoppia prima dell’intervallo. La traversa su tiro di Politano impedisce il 3-0, poi l’Ungheria dimezza lo svantaggio a causa dello sfortunato autogol di Mancini, ma gli azzurri non rischiano più nulla. Una squadra che ha carattere.

Rotazione, esperimenti e punti fermi

Manca ancora la partita di mercoledì in Germania, ma dopo la Finalissima con l’Argentina, nelle tre partite di Nations League Mancini ha schierato ben 28 giocatori diversi, con gli esordi di 9 elementi: Gnonto, Gatti, Esposito, Frattesi, Cancellieri, Dimarco, Pobega, Zerbin e Ricci. Buona parte di questi, non gioca attualmente in Serie A: anche questo è un messaggio del commissario tecnico per il futuro del campionato nostrano. Tuttavia Mancini sembra aver individuato la nuova ossatura, al netto di alcuni senatori qui assenti ma che non hanno terminato la propria carriera in Nazionale. Partendo da lontano dalla porta si tratta di Donnarumma, Bastoni, Tonali, Pellegrini e Scamacca.

Il portiere del PSG era forse il nome più scontato, ma in questa campagna estiva non è scontata la sua presenza, tra l’altro con la fascia da capitano e nonostante una stecca tra il mignolo e l’anulare. A centrocampo potrebbero arrivare i problemi di abbondanza per Mancini. Con Jorginho, Verratti, Locatelli, Barella, Tonali e Pellegrini, più i vari Pessina (brillante ieri) e Cristante, non sarà facile per il ct inserirli nel giusto contesto tattico. Scamacca, se Immobile non sarà più “azzurrabile” è il centravanti da cui partire, ma l’adattamento sarà lungo.