Controtempo, nuova rubrica su RomaIT: nel D-Day della pittura
Di 23 gennaio nascevano Manet e lo scrittore Stendhal (da cui la celebre sindrome artistica), e morivano Munch e Dalì: inoltre, questa data ha importanti risvolti storici, come quella di domani
Controtempo, orologi distorti al tramonto
Col nuovo anno, RomaIT inaugura una nuova rubrica, intitolata “Controtempo” e pensata per omaggiare le date, coi personaggi e gli eventi ad esse correlati. Quella odierna, per esempio, rappresenta un vero e proprio D-Day per la pittura. Ed ha anche importanti risvolti storici, benché – forse – non alla stessa stregua della successiva.

Controtempo, la nuova rubrica di RomaIT
Di 23 gennaio, nasceva nel 1832 Édouard Manet, considerato il ponte tra il Realismo e l’Impressionismo, al quale non volle mai aderire malgrado l’amicizia con Claude Monet. Di cui comunque lo infastidiva la quasi omonimia che confondeva il pubblico – e pure il protagonista del film Ocean’s Eleven. Incarnò il concetto di épater le bourgeois, sia con dipinti come Colazione sull’erba sia conducendo un’esistenza da donnaiolo, che pagò contraendo la sifilide che doveva essergli fatale.

Nella stessa giornata, ma nel 1783, veniva al mondo Marie-Henri Beyle, meglio noto con lo pseudonimo di Stendhal, uno dei giganti della letteratura francese. Amante dell’Italia, sulla sua lapide a Montmartre volle fosse scritto nella nostra lingua l’epitaffio “Arrigo Beyle / Milanese / Scrisse / Amò / Visse”. A Firenze, nel 1817, fu colpito dalla sindrome che avrebbe preso il suo nome, un malessere psicofisico causato dalla contemplazione di opere d’arte di eccezionale bellezza.

Il 23 gennaio è il giorno della pittura
Oggi, inoltre, è anche l’anniversario della morte di Edvard Munch (nel 1944) e di Salvador Dalì (nel 1989). Il primo, pioniere dell’Espressionismo, era definito “l’uomo più affascinante di tutta la Norvegia”, al punto che per un biennio venne inseguito da una spasimante per tutta l’Europa. Tuttavia, soffriva di attacchi di panico, uno dei quali gli ispirò il quadro L’urlo, curiosamente rubato due volte in appena dieci anni, nel 1994 e nel 2004.

Il maestro del Surrealismo è stato autore di capolavori immortali come La persistenza della memoria, a cui fa riferimento l’immagine di copertina. Genio e sregolatezza, venne espulso dall’Accademia di belle arti di Madrid per aver affermato che nessuno era abbastanza competente da esaminare qualcuno come lui.

Progettò il logo Chupa Chups e, come ha rivelato la sua musa Amanda Lear, truffò la musicista Yoko Ono vendendole un finto pelo dei suoi celeberrimi baffi. Anche lui è legato al Belpaese, tra l’altro per tramite del figlio José Van Roy Dalì, che ha aperto una galleria a Velletri, in provincia di Roma.

Controtempo nella Storia
Risale invece al 1378, quando (nel medesimo giorno) Zhu Yuanzhang salì al trono come Imperatore Hongwu, l’inizio del dominio sulla Cina della famosa dinastia Ming. Di cui ci restano i rinomatissimi vasi di colore blu cobalto e bianco, considerati l’apice della tradizione ceramica del Paese del Dragone.

Per i destini dell’Occidente, però, un avvenimento ben più rilevante occorse il 24 gennaio (VIIII. Kal. Febr., riporta Svetonio) del 41 a.C. Quando il princeps romano Caligola, inizialmente acclamato come benefattore dell’Urbe e successivamente impazzito al punto da nominare Senatore il proprio cavallo Incitato, veniva assassinato dalla guardia pretoriana.

Gli succedeva suo zio Claudio, unico maschio adulto della famiglia ancora in vita, scampato alle purghe dei predecessori probabilmente perché non era ritenuto una minaccia. Era infatti zoppo e balbuziente e forse aveva qualche deficit mentale, tanto che, se sua madre Antonia minore disprezzava qualcuno, lo definiva «più scemo di mio figlio». Questi, tuttavia, ottenuto il potere mostrò più forza e audacia di quanto chiunque avesse immaginato, conquistando la Britannia e prendendosi una bella rivincita sui suoi detrattori.








