Torrevecchia, spari contro il bus 46B: proiettile attraversa l’autobus, passeggeri fatti scendere dall’autista
Paura a Torrevecchia: colpo d’arma da fuoco contro un bus Atac 46B. Vetro in frantumi, proiettile attraversa il mezzo. Nessun ferito, indagini e linea sospesa
La sera del 21 gennaio 2026, a Torrevecchia, per pochi istanti è bastato un rumore secco e un vetro che esplode per cambiare l’aria dentro un autobus. Erano circa le 19.50–20.00 quando un bus Atac della linea 46B, in transito lungo via Francesco Giovanni Commendone, è stato centrato da un colpo d’arma da fuoco: il proiettile ha bucato un finestrino laterale, ha attraversato l’interno del mezzo ed è uscito dal lato opposto. Nessuno è rimasto ferito, ma il margine che separa un danno da una tragedia, questa volta, è stato sottilissimo.
Spari sul 46B a Torrevecchia: la reazione immediata dell’autista
Chi era a bordo racconta di attimi concitati, della corsa degli sguardi verso i finestrini, della domanda ripetuta a voce bassa: “Che è stato?”. Il conducente, però, non ha esitato: ha accostato, ha aperto le porte e ha fatto scendere i passeggeri, portandoli fuori dal mezzo per metterli al riparo da eventuali altri colpi. Poi l’allarme, l’intervento delle pattuglie e l’area presidiata mentre la situazione veniva messa in sicurezza. Un gesto pratico, da professionista, che ha evitato che la paura diventasse caos.
Il “Bronx” di Torrevecchia e la scia di episodi violenti nei mesi recenti
Quella zona, che molti residenti chiamano “Bronx”, è da tempo sotto i riflettori per dinamiche di degrado e illegalità. Negli ultimi mesi si è parlato di bande di spacciatori e di attentati negli androni dei palazzi con ordigni artigianali, bombe carta, messaggi lasciati con rumore e paura. Lo sparo contro il 46B si inserisce in un quadro già teso: un colpo in strada non è mai “solo” un colpo, perché modifica la percezione di chi vive lì e di chi, ogni giorno, attraversa quelle vie per lavoro, scuola, spesa, visite mediche.
Indagini della Polizia: rilievi sul bus e caccia al punto di sparo
Sul posto sono arrivati gli agenti e gli specialisti della Scientifica per i rilievi: fotografia dei fori, misurazioni, ricerca di eventuali frammenti, verifica della traiettoria. Un lavoro paziente, spesso invisibile, che serve a dare un nome e un volto a chi ha premuto il grilletto. Le verifiche si concentrano anche sulle telecamere di zona, utili per capire da dove sia partito lo sparo e se qualcuno si sia allontanato subito dopo.
Atac: “Gesto inqualificabile”, servizio sospeso e possibili deviazioni
Atac, in una nota, parla senza giri di parole: “gesto inqualificabile” che ha messo a rischio l’incolumità di passeggeri e conducente, creando disagi per l’intero quartiere e imponendo la sospensione temporanea del servizio sulla linea. L’azienda aggiunge che sta collaborando “attivamente” alle indagini e che agirà insieme agli uffici competenti di Roma Capitale e alle autorità di pubblica sicurezza per garantire tutele al personale e agli utenti. C’è un passaggio che pesa: se atti del genere dovessero ripetersi, si potrebbe arrivare perfino alla deviazione temporanea delle linee nelle aree più colpite, con un danno diretto per chi il bus lo usa ogni giorno.
Nella stessa serata un altro attacco: vetro rotto da una sassata sulla 46B
A rendere il quadro ancora più amaro, diverse ricostruzioni riferiscono che, poche ore dopo, un altro mezzo della stessa linea sarebbe stato colpito da una sassata in zona Primavalle, con un finestrino infranto e nessun ferito anche in quel caso. Episodi distinti, ma un messaggio simile: il trasporto pubblico diventa bersaglio e chi paga il conto sono autisti e passeggeri.
Cosa resta il giorno dopo: la vita che riparte, con più domande
Il giorno dopo, Torrevecchia torna a muoversi: serrande alzate, scuole, fermate, anziani con le buste, ragazzi con lo zaino. Ma resta una domanda semplice e dura: quanto deve essere normale salire su un autobus e chiedersi se si arriverà a destinazione senza finire dentro un fatto di cronaca? Le indagini chiariranno movente e responsabilità. Intanto, l’immagine di quel finestrino spaccato e della corsa a scendere dal 46B resta appesa alle strade del quartiere, come un promemoria che non si può archiviare con una scrollata di spalle.
