Come reagire alle difficoltà? Imparare dall’ostrica che le trasforma in perla

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Tutti noi vorremmo una vita serena, senza difficoltà, senza ostacoli, dove ogni nostro obiettivo si possa realizzare senza sforzi, consapevoli però di vivere in un sogno! Cosa fa un’ostrica perlifera quando un agente esterno entra nel suo organismo? Lo trasforma in una meravigliosa perla. Ma andiamo con ordine.

Le difficoltà: lezioni inevitabili

Tutti vorremmo una vita serena ma in realtà ognuno di noi durante l’arco della propria vita ha dovuto superare momenti di forte crisi, di perdita, d’insuccesso e nonostante ciò può dirsi fiero di esserne uscito ma superando delle difficoltà. Le prove della vita sono una corsa ad ostacoli, bisogna allenarsi, muoversi, saltare e non fermarsi fino al raggiungimento della meta. Dobbiamo agire da soli e non cercare l’aiuto di nessuno perché solo attraverso grandi sforzi forgiamo la nostra personalità e diventiamo capaci di obiettivi superiori.

Agire come l’ostrica con la perla

Agire come l’ostrica perlifera è il modo migliore per affrontare eventi spiacevoli. L’ostrica fabbrica tanta bellezza proprio a causa di un evento spiacevole.

Quando all’interno della conchiglia entra un corpo estraneo, un granello di sabbia ad esempio, lei lo riconosce, le crea fastidio, irritazione e non sa come espellerlo dal suo guscio. Si agiterà e cercherà di trovare soluzioni per allontanarlo ma senza successo. Allora la natura meravigliosa decide di trasformare un disagio in una grande ricchezza. L’ostrica avvia un lungo lavoro di trasformazione del granello di sabbia e inizia a rivestire il corpo estraneo di un composto luminoso e liscio.

La perla: l’insegnamento dell’ostrica all’umanità

Col passare degli anni si forma una o più perle naturali e la conchiglia può mostrare al mondo la sua bellezza. Riuscire a trasformare un disagio in opportunità è un insegnamento che dobbiamo fare nostro e utilizzarlo nel vissuto quotidiano.

Una grande lezione che l’ostrica da millenni ci invita a emulare davanti a situazioni sgradevoli, offese, difficoltà di rapporti sia lavorativi sia familiari, davanti ai limiti della pandemia. Lamentarsi, arrabbiarsi, isolarsi o peggio deprimersi non sono atteggiamenti positivi. Quindi davanti a una difficoltà bisogna reagire con coraggio e lavorare per trasformare la difficoltà in opportunità con la stessa resilienza della conchiglia. La cosiddetta “metafora dell’ostrica” è divenuta celebre grazie a I Malavoglia di Giovanni Verga.

Dalla malattia alle stelle

Ci sono persone che dopo una grave malattia ci confidano di sentirsi persone nuove, con un grande amore per la vita e tanti nuovi progetti da realizzare. Durante la malattia alcuni hanno scoperto delle doti sconosciute e hanno avuto modo di conoscere persone positive che hanno arricchito il vissuto personale di sofferenza. Un esempio diffuso è la voglia di scrivere un libro dopo un evento luttuoso o un’invalidità temporanea.

Anche i genitori devono imparare a non agire davanti alle piccole difficoltà che i figli incontrano nella loro vita. E’ necessario che imparino ad affrontare situazioni stressanti e a trovare il modo per risolverle senza l’aiuto dell’adulto. Seneca diceva “Per aspera sic itur ad astra.”ovvero attraverso le asperità sino alle stelle.

La storia della farfalla che voleva volare prima del tempo

Sempre facendo riferimento alla natura meravigliosa c’è una bellissima storia di una farfalla che cercava di uscire dal suo bozzolo e si dimenava per riuscirci fino a quando un contadino vedendola in difficoltà allargò il foro e la fece uscire.

Purtroppo però lei non era ancora pronta a volare e i suoi sforzi per uscire dal guscio erano indispensabili a costruire ali forti in grado di librare in aria;

un altro bell’esempio di come dai nostri sforzi, dalla pazienza e con il nostro impegno riusciamo ad arrivare al risultato desiderato e a prendere il volo.

Inoltre questa bella storia ci fa riflettere anche sul comportamento del contadino che in buona fede ha alleviato le difficoltà dell’animale facendogli del male. Molti genitori fanno lo stesso errore con i figli e non permettono ai ragazzi di sperimentare la frustrazione. E ciò accade anche nella vita di coppia dove chi è più forte cerca di aiutare l’altro ma tale atteggiamento non farà altro che rendere il partner totalmente dipendente.

Il percorso è lungo e tortuoso ma la strada è tracciata, spetta a noi trovare, giorno dopo giorno, il modo per superare le avversità, continuando a camminare, inciampando, cadendo ma sempre in grado di rialzarci e riprendere la via.