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09 Dicembre 2022

Pubblicato il

Covid

Cartabellotta (Gimbe): “Difficilmente faremo a meno della mascherina al chiuso”

di Lorenzo Villanetti
"Serve consapevolezza di stare all’interno di una pandemia. La politica deve essere più tempestiva nel prendere decisioni"
Nino Cartabellotta volto
Nino Cartabellotta

Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto nel corso della trasmissione L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus, esprimendosi sull’andamento della pandemia in Italia e sulla campagna vaccinale. Per l’esperto, nei prossimi mesi “difficilmente faremo a meno della mascherina al chiuso”.

Casi giornalieri

“Stiamo vedendo la flessione dei nuovi casi giornalieri. Intorno al 20 gennaio avevamo circa 180mila casi al giorno e ieri sera invece 140mila. Siamo in una fase discendente ma ci sono differenze importanti a livello territoriale e per fasce d’età. Ad esempio, per la fascia 0-9 anni i contagi continuano a crescere. La percentuale di posti letto occupati, seppur molto lentamente, comincia a scendere ma anche qui ci sono delle differenze a seconda del territorio in esame”.

Campagna vaccinale

“Campagna vaccinale? Le persone da vaccinare e quelle in attesa della terza dose sono sempre meno” prosegue Cartabellotta. “Nella settimana 24-30 gennaio abbiamo somministrato 3 milioni e mezzo di dosi, di cui oltre due milioni e mezzo di booster. Si vede invece un calo nel trend di nuovi vaccinati. Mi preoccupa la fascia 5-11: nelle ultime tre settimane abbiamo fatto 260mila, 172mila e 126mila vaccini. Uno dei motivi di questo calo di nuovi vaccinati è il sistema di gestione della quarantena a scuola a causa della quale molti ragazzi e ragazze, seppur negativi, non possono recarsi a fare il vaccino”. 

Mascherine al chiuso

“Abbiamo ancora però 7 milioni e mezzo di persone senza dosi e tra questi quasi due milioni sono over 50. Difficilmente nei prossimi mesi faremo a meno della mascherina al chiuso. Serve consapevolezza di stare all’interno di una pandemia. Bisogna abituarsi a momenti in cui serrare le fila ed altri durante i quali sentirsi più liberi. La politica deve essere più tempestiva nel prendere decisioni” conclude.

 

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