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27 Gennaio 2023

Pubblicato il

Cellulare in aereo durante il volo, dall’anno prossimo si può. Ecco perché

di Simone Fabi
Via libera della Commissione Europea per i paesi membri, che avranno tempo fino a giugno per l'assegnazione delle frequenze 5G
aereo in volo

Rispondere al cellulare in aereo durante il volo? A quanto pare non è più un’idea campata in aria. Appunto.

Sì, perché la Commissione Europea ha dato il proprio placet alla possibilità di utilizzare smartphone, tablet e computer durante il volo, all’interno del velivolo.

E’ dello scorso novembre la decisione arrivata da Bruxelles di aggiornare la legge del 2008, quella cioè che vieta l’utilizzo dei dati mobili a bordo dei velivoli. I Paesi membri dell’Unione Europea avranno tempo fino al 30 giugno 2023 per assegnare ai velivoli le frequenze 5G. La modalità garantirà navigazione e telefonate a bordo degli aerei in volo.

Pertanto, come si legge in una nota ufficiale della Commissione “i passeggeri in volo dentro l’Ue potranno così utilizzare lo smartphone al massimo delle potenzialità, comprese le chiamate“.

Tutto grazie alla tecnologia 5G. Essa consentirà agli apparecchi di agganciarsi alle antenne al suolo, in occasione di voli a bassa quota. In caso contrario invece, l’uso di devices sarà consentito grazie all’installazione di un’antenna dedicata (una pico-cellula) che garantiranno una connessione pari a quella sostenuta dal suolo.

Secondo alcune statistiche sembra che quasi la metà dei passeggeri, considerando una tratta breve siano propensi a effettuare telefonate durante il volo. La cosa sta già destando più di qualche polemica sui social network, relativamente a quello che da tutto ciò potrebbe derivare.

Secondo molti la possibilità di connettersi aumenterà la percentuale di continuo e morboso chiacchiericcio di qualche passeggero. Senza considerare la possibilità di effettuare call di lavoro, ritenute importanti e soprattutto non procrastinabili. La faccenda perciò rischia di causare una mancata serenità dei passeggeri.

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Pilota d’aereo

Ma, apre alla possibilità di un’ulteriore riflessione. In questa maniera saremo dunque sempre rintracciabili? In quale misura stiamo avvicinando le nostre relazioni, in quale invece stiamo perdendo la concezione della nostra libertà?

Con l’avvento dei devices e della modernità sono davvero pochi i momenti rimasti in cui non siamo dipendenti al nostro telefonino o in qualche modo connessi. Prendere un aereo era appunto uno dei pochi momenti rimasti nei quali riuscivamo a garantire l’umana assenza del segnale. In barba agli effetti di una tendenza alla iperconnessione, non sempre sinonimo di opportunità.

Pensandoci poi, il tempo trascorso su un velivolo, non essendo più sganciato dalla possibilità di una connessione, potrebbe essere anche destinato allo svolgimento di mansioni lavorative. E questo, perlomeno nella maggioranza dei casi, non è certo un bene. Ci sarebbe anche un’altra questione. Quanto è probabile che un cambiamento del genere possa comportare litigi tra i passeggeri? Secondo i primi riscontri di sondaggi effettuati su un campione di addetti ai lavori nel personale di bordo, decisamente molto. E la ragione è facilmente individuabile.

Ala di un aereo

Già nove anni fa, un un provvedimento non tanto diverso da questo è stato oggetto di discussione anche negli Stati Uniti, ai tempi della presidenza Obama. Un tentativo, ritenuto non adatto e di conseguenza bocciato sia dalle compagnie che dall’ente federale per l’aviazione (Faa).  

La decisione, fu attuata proprio in relazione ai numerosi dubbi che suscitava in relazione alla qualità del viaggio di passeggeri e addetti ai lavori.

 
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