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19 Maggio 2022

Pubblicato il

Ipocrisia nel Tempio del Tennis

Wimbledon, il “doppio fallo” dell’esclusione degli atleti russi e bielorussi

di Mirko Ciminiello
Djokovic e Panatta contro il bando degli organizzatori londinesi: “La politica non interferisca con lo sport”. Ma Roma vorrebbe accodarsi (anche se tecnicamente sarebbe molto difficile)
Campi di Wimbledon
Campi di Wimbledon

Wimbledon, il Tempio londinese del tennis, ha deciso di escludere gli atleti di Mosca e Minsk dal torneo che inizierà il prossimo 27 giugno. Un provvedimento insensato, che non risponde ad alcuna esigenza reale, ma solo alle il-logiche del politically correct. Tant’è che il Governo italiano, sovente in prima linea quando si tratta di assurdità, sta valutando di accodarsi – anche se incontrerebbe ostacoli decisamente maggiori.

Campi di Wimbledon
Campi di Wimbledon

Il bando degli atleti russi e bielorussi da Wimbledon

Di fronte a una «aggressione militare ingiustificata e senza precedenti, sarebbe inaccettabile che il regime russo ricavasse benefici dalla partecipazione di giocatori russi e bielorussi ai Championships. È dunque nostra intenzione, con profondo rammarico, negare l’iscrizione a Wimbledon ai giocatori russi e bielorussi».

Daniil Medvedev
Daniil Medvedev

Così una nota ufficiale dell’All England Club, comitato organizzatore del torneo di tennis più importante in assoluto. Che quindi per l’edizione 2022 applicherà un “bando bellico” ad alcuni dei principali atleti al mondo. Tra cui, in campo maschile, il numero 2 della classifica ATP Daniil Medvedev, Campione degli US Open 2021, e il numero 8 Andrej Rublëv. In campo femminile, la numero 4 della graduatoria WTA Aryna Sabalenka, semifinalista a Wimbledon 2021, e la ex leader mondiale Viktoryja Azarenka.

Secondo La Repubblica, il Premier Mario Draghi starebbe pensando a una disposizione analoga per il Master 1000 di Roma, al via il prossimo 2 maggio. Tuttavia, mentre l’organizzazione del terzo Slam della stagione è demandata a privati, quella degli Internazionali d’Italia dipende dalle associazioni dei giocatori professionisti. Le quali, come scrive la Gazzetta dello Sport, ritengono che la fuga in avanti di Church Road sia «ingiusta» e possa «rappresentare un pericoloso precedente». Per questo, aggiunge il Corsera, stanno già pensando a delle sanzioni – e col Foro Italico potrebbero avere la mano perfino più pesante.

Mario Draghi con la mano sul viso
Mario Draghi

Le polemiche per il “bando bellico”

La scelta ha prevedibilmente scatenato una ridda di polemiche, con Adriano Panatta che, come riporta Sport Mediaset, l’ha definita senza mezzi termini «una str…ata». Ricordando inoltre che «Medvedev e Rublëv tra l’altro mi pare abbiano già dissentito da quanto sta facendo» la Russia.

Adriano Panatta
Adriano Panatta

Di «decisione folle» ha parlato invece, come riferisce Sky TG24, il numero al mondo (e detentore del titolo sull’erba inglese), il serbo Novak Djokovic. Nole, quest’anno ostracizzato a sua volta dall’Australian Open per la diatriba vaccinale, come rileva l’AdnKronos ha precisato che «non sosterrò mai la guerra, essendo io stesso figlio della guerra». Tuttavia, «gli atleti non c’entrano niente con la guerra. Quando la politica interferisce con lo sport, il risultato non è buono».

Novak Djokovic in azione a Wimbledon nel 2021
Novak Djokovic in azione a Wimbledon nel 2021

Oltretutto, questa misura in particolare è anche fortemente ipocrita, perché non si possono mettere nel mirino i conflitti a targhe alterne. Se si penalizzano degli sportivi per la guerra in Ucraina, lo si dovrebbe fare con tutti gli appartenenti a Nazioni che hanno ingaggiato dei combattimenti, cominciando dagli Usa. Altrimenti si tratta solo di un insopportabile doppiopesismo: o, per dirla in termini tennistici, di un clamoroso doppio fallo.

 

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