Vaiolo delle scimmie: ecco il primo vaccino contro il virus

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Francia, arriva il primo vaccino contro il vaiolo delle scimmie. Dopo aver riscontrato tre casi nel Paese l’Autorità nazionale per la salute (Has), ha annunciato di voler attuare una strategia di vaccinazione per il vaiolo delle scimmie. Per il momento il vaccino è rivolto al personale sanitario e alle persone fragili a rischio di esposizione al virus detto “monkeypox”.

Chi può essere vaccinato e come viene somministrato

Il vaccino, di terza generazione, deve essere somministrato solo nei quattro giorni successivi al contatto fino ad un massimo di 14 giorni. Il programma vaccinale proposto prevede la somministrazione di due dosi o tre dosi per i pazienti immunocompromessi, e da somministrare a distanza di 28 giorni l’una. La Has si è raccomandata che la somministrazione dei vaccini verrà intrapresa solo dopo aver ricevuto i dati epidemiologici e clinici.

Inoltre l’Autorità nazionale per la salute ha spiegato la necessità di attuare un monitoraggio dei casi certi di vaiolo, di un sistema per ricevere informazioni dettagliate sulla trasmissione dei contagi certificati e di dati certi sull’efficacia del vaccino. Inoltre si deve attuare un paino di monitoraggio anche per la dose di richiamo per coloro che sono stati già vaccinati contro il vaiolo umano.

Sintomi Vaiolo delle scimmie

I sintomi

Il vaiolo delle scimmie solitamente provoca una lieve febbre e un’eruzione cutanea irregolare. È trasmessa solitamente dagli animali selvatici, ma è possibile la trasmissione uomo-uomo. Riscontrato per la prima volta nella Repubblica Democratica del Congo, il nome deriva dalla scoperta di questo in una colonia di scimmie nel 1958.

Secondo l’Oms, organizzazione Mondiale della Sanità i sintomi principali sono: febbre, mal di testa, dolori muscolari, dolore alla schiena, scarsa energia, linfonodi ingrossati, eruzioni cutanee. Le eruzioni cutanee si sviluppano prima sul viso, poi sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi ed infine in altre parti del corpo. La durata dei sintomi varia dalle 2 alle 4 settimane, e la maggior parte delle persone guarisce senza trattamenti. I pazienti più a rischio sono i neonati, i bambini e le persone con carenze immunitarie.