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07 Dicembre 2021

Pubblicato il

Tutti contro il Partito Animalista Europeo

di Redazione
Le senatrici della Repubblica Cirinnà (PD) e Fattori (M5S) denunciano per diffamazione il presidente del PAE Fuccelli

“Cirinnà (PD) e Fattori (M5S) devono rispondere delle loro azioni al popolo che le ha elette, pertanto non intendo assolutamente rimuovere le note”, ha dichiarato Stefano Fuccelli, presidente del Partito Animalista Europeo, dopo aver saputo d’esser stato denunciato per diffamazione dalle due senatrici.

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“Rimango sorpreso nell’apprendere di essere stato denunciato per diffamazione  –  afferma Fuccelli  –  soltanto per aver riportato notizie da fonti ufficiali. Ben vengano le denunce, così la Magistratura potrà valutare la veridicità delle nostre affermazioni che comunque resteranno pubblicate nel nostra pagina ufficiale Facebook”.

Le accuse, che hanno fatto infuriare le parlamentari, partono dalla rete a seguito di “atteggiamenti ben precisi e ostili agli animali”, come si legge sulla pagina del Parito Animalista Europeo. Nello specifico, racconta il presidente, “abbiamo contestato la Fattori in quanto proponente e relatrice di un atto che recepisce la direttiva 63/2010, nuova legge sulla vivisezione, non tenendo conto delle ‘modifiche Brambilla’ del 2013. La senatrice si è giustificata dicendo che era necessario adeguarsi rapidamente per non rischiare la procedura d’infrazione, eppure  –  osserva Fuccelli  –  tra i punti del programma del Movimento c’è anche l’abolizione della vivisezione”.

La Cirinnà, invece, è stata chiamata in causa per due motivi. In primis per i costumi alimentari, affatto in linea agli ideali animalisti, di suo marito, Esterino Montino. Stando a quanto sembra emergere dall’indagine sulle ‘spese pazze Pd Lazio’, l’ex capogruppo dem, oggi sindaco di Fiumicino, frequentava ‘banchetti elettorali’ a base di “25 fagiani centrati dalle proprie doppiette e poi serviti in tavola, totale 50 coperti”, accusa il Pae in una nota. E non solo questo, la Cirinnà, dal suo canto, avrebbe votato a favore della depenalizzazione dei 112 reati, tra cui, ironia della sorte, anche quelli contro gli animali. Secondo la Cirinnà questa accusa “è doppiamente falsa: non vi è stato alcun voto in Senato in merito e, anzi, mi sono molto impegnata affinché anche solo l’ipotesi di un simile provvedimento fosse scongiurata”.

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