06 Maggio 2021

Pubblicato il

Rinascita

Tutti con Bitti, la nostra striscia a fumetti sull’alluvione in Sardegna

di Chiara Giorgi

Bitti travolto da fango e detriti. Oggi le strade rivedono la luce, grazie al lavoro estenuante di cittadini e vigili del fuoco

Tutti con Bitti
Tutti con Bitti

Una spiacevole vicenda avvenuta questa volta nella zona sarda. Un evento che si ripete. A farne le spese, tre vittime e altrettanti sfollati.

28 Novembre, Sardegna. Nella zona del Nuorese una violenta ondata di maltempo ha causato la morte di tre persone e danneggiato molti paesi, tra cui il più colpito è Bitti. Il paese si è svegliato travolto da fango e detriti. Dopo quattro giorni, le prime strade e piazze rivedono la luce, grazie al lavoro estenuante dei cittadini insieme all’aiuto dei vigili del fuoco, dei volontari e degli uomini dell’esercito e della protezione civile. Sono tante però le vie e case ancora sepolte dal fango, per l’esattezza 400 per un totale di 68 sfollati nel solo paese.

Intanto il governo ha stanziato 2 milioni di euro a carico del Fondo per le emergenze nazionali ma si prevede una cifra complessiva di 40 milioni di euro. La diocesi di Nuoro ha stanziato 20mila euro. Il comune di Bitti ha invece lanciato da poco un codice IBAN accompagnato dall’ hashtag #TUTTIconBITTI :

IT84N0101585250000000011498 Causale Alluvione 2020

Ma non è la prima volta, nel 2013 ci fu una seconda alluvione causata dal ciclone Cleopatra dove ad essere danneggiato era sempre lo stesso paese. L’ondata, questa volta ha avuto una forza cinquanta volte maggiore della prima di quell’anno. Tra queste due date, 20 milioni di euro destinati a lavori di riqualificazione del territorio per prevenire altre situazioni del genere. Soldi mai usati che a detta del sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, non sarebbero stati utili per contrastare un evento di tale portata, dato che le risorse erano state tarate per un’alluvione minore come quella di Cleopatra. Il primo cittadino a gran voce chiede quindi risorse maggiori e non è l’unico.

E’ dal 2016 che l’Ordine dei Geologi della Sardegna aveva ribadito più volte la mancanza di una efficace politica di difesa del territorio, incentrata sulla prevenzione del dissesto tramite interventi efficaci sulle zone in questione. Quindi, non sapremo mai se l’utilizzo di questi 20 milioni potevano essere utili o meno a contrastare una catastrofe del genere, che seppur di portata maggiore si è trovata la strada spianata, priva di interventi volti a mettere in sicurezza un paese colpito e devastato per la seconda volta.

La comunità ha perso tre concittadini

Una comunità che questa volta perde tre concittadini: Lia Orunesu, 89 anni, morta mentre stava uscendo dalla porta di casa travolta da un’onda. Il suo corpo corpo è stato l’ultimo ad essere trovato, a distanza di un chilometro dalla sua abitazione. Insieme a lei, Giuseppe Mannu, 55 anni. Ha messo al primo posto la sua azienda agricola e nel momento in cui si stava precipitando a controllarne i danni, a bordo della sua auto, un albero si è abbattuto sulla vettura, uccidendolo sul colpo.

La terza vittima è Giuseppe Carsedda, 90 anni. Non è riuscito a scappare dalla sua abitazione invasa dall’acqua, anche a causa della sua salute, che lo ha costretto a rimanere a letto, facendolo morire affogato. Chi non ha agito in tempo, chi non ha dato retta alle continue dichiarazioni dei geologi e delle varie persone addette, forse avrà sulla coscienza queste persone e la disperazione di un paese e di altri limitrofi che seppur hanno subito meno danni, si affiancano al dolore del paese, insieme al resto dell’Italia.

Articolo di Marta Giorgi, disegni di Chiara Giorgi.

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