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Turismo a Roma. Un dono che diamo scontato, ma il settore è improvvisato

Il confronto con le altre metropoli è impietoso, per quanto ancora potremo “campare di rendita” perché abbiamo il Colosseo?

Piazza di Spagna, Trinità dei Monti

Piazza di Spagna, Trinità dei Monti

Uno sviluppo potenziale incredibile si presenta alla Città Eterna. Sarà in grado di rispondere all’opportunità che le offre la crescita del turismo internazionale e nazionale? Molte sono le inefficienze e le carenze che possono limitare lo sviluppo dell’economia, legata a questo settore.

Turismo a Roma, un dono che diamo per scontato

In Italia, il turismo genera direttamente circa il 5% del PIL e incide indirettamente sul 13% dello stesso. Secondo Italiaindati.com, rappresenta direttamente il 6% e indirettamente il 15% dell’occupazione totale. L’imponenza di questo settore economico si deve all’enorme patrimonio artistico e naturalistico italiano. Nel 2020 si contano 4.265 musei e istituzioni similari aperti, pubblici e privati: 3.337 musei, 295 aree archeologiche e 633 monumenti o complessi monumentali. I Comuni italiani che ospitano almeno una struttura a carattere museale sono quasi 2.400. Vi sono inoltre migliaia di luoghi di culto, borghi medievali, palazzi e residenze di interesse storico disseminati su tutto il territorio nazionale.

Ad inizio 2022, siamo primi nella lista dei Paesi con più siti Patrimonio dell’Umanità riconosciuti dall’UNESCO: 58, seguiti dalla Cina con 56 e dalla Germania con 51.

Nel Mondo si contano 1.154 Patrimoni dell’Umanità in 167 Paesi, e l’Italia, che rappresenta lo 0,2% delle terre emerse, ne possiede il 5% di quei siti UNESCO.

Non siamo ancora la meta più gettonata

Non stupisce quindi che per il 2023 si prospetti un anno boom per il turismo italiano. La cosa, oltre a fare piacere per le nostre casse, pone una serie di interrogativi alle amministrazioni locali affinché questo trend positivo si solidifichi in una crescita che possa rappresentare ottimi profitti e opportunità di occupazione. Archiviate le restrizioni della pandemia i turisti sono tornati a viaggiare in sicurezza.

Anche se l’Italia non è la meta più gettonata.

Molto ancora ci sarebbe da fare per risalire le posizioni in classifica, che potrebbero migliorare la nostra bilancia commerciale. Siamo quinti dopo Francia, Spagna, Stati Uniti e Cina e davanti a Turchia, Messico e Germania. Come si può investire per incrementare il turismo, la vera industria petrolifera del Paese? Tra l’altro un volano con enormi benefici economici per l’artigianato, la gastronomia, la moda e altre industrie del Made in Italy. E quali sono le città italiane verso le quali si dirigono i turisti stranieri?

Roma tra le mete favorite del turismo

Perché le nostre città non sono nei primi posti tra le più visitate al mondo? Per il tipo di domanda potenziale potremmo aspirare a posizioni di maggior prestigio ed è ampio il cammino da fare per crescere in questa classifica. Londra risulta al momento stabilmente la metropoli più ricercata dal turismo internazionale, seguita da un quartetto asiatico: Bangkok, Hong Kong, Singapore e Macao (quest’ultima ha superato Las Vegas come turismo del gioco d’azzardo) Roma è solo al sedicesimo posto e Milano al trentacinquesimo. (Fonte: Wikipedia)

Tuttavia, per restare a casa nostra, secondo una indagine del portale on line Vamonos-Vacanze.it, che ha analizzato le tendenze sui motori di ricerca e ha intervistato un campione di 4.000 viaggiatori di età compresa fra i 18 e i 65 anni, le città italiane più gettonate sono Roma (70%), Firenze (68%), Venezia (65%), Napoli (62%) e Pisa (57%). Non è una novità, è una conferma che ci dà delle indicazioni che prima o poi qualcuno dovrà prendere in considerazione, per farne la base di un rilancio strategico del turismo e dei settori ad esso collegati.

Quali sono i luoghi europei più attrattivi per i turisti?

Musement è una piattaforma online per attività, tour, musei, spettacoli ed eventi artistici lanciata a marzo 2014. Un servizio inizialmente focalizzato in Europa e poi progressivamente in espansione nel resto del mondo. Musement aggrega attività e biglietti di terze parti che gli utenti possono prenotare online. In base al numero di recensioni ricevute dalle attrazioni turistiche su Google, Musement ha realizzato una ricerca (pubblicata su tg24.sky.it) per individuare le più popolari in Europa. Ai primi due posti della classifica sue mete romane: Fontana di Trevi, con oltre 345.000 recensioni e il Colosseo con più di 330.000 segnalazioni. La Torre Eiffel, altro luogo molto riconoscibile nel mondo, si classifica terzo con 328.000 recensioni: C’è sempre Parigi per la quarta posizione, con il Louvre che vanta 266.000 recensioni.  Ancora la capitale francese completa la top5, con Disneyland Paris con più di 259.000 recensioni.

La prima città fuori dal binomio Roma-Parigi, per il sesto posto delle attrazioni più popolari d’Europa, è Barcellona, con la Sagrada Familia, l’opera incompiuta di Gaudì ha ricevuto infatti più di 200.000 recensioni. Di nuovo si torna a Parigi per il settimo posto, occupato dall’Arco di Trionfo con 197.000 recensioni e di nuovo a Roma, per l’ottavo posto, con le 190.000 recensioni riservate al Pantheon, un monumento giunto a noi tra i più intatti dell’antichità.

Infine per la nona posizione un’altra attrazione spagnola, questa volta a Madrid per il Parco del Retiro, con 164.000 recensioni.

Ritorniamo a Barcellona per la decima posizione, occupata dal Parc Güell con le sue 162.845 recensioni. Tra l’altro da qui si può inoltre godere di una splendida vista sulla città catalana. Roma, Parigi, Barcellona, Madrid. Questa classifica, compilata dagli stessi turisti in visita alle più belle capitali europee, ci dà la dimensione dell’interesse per i luoghi storici di Roma e ci fa capire, in relazione ad altre statistiche, quale sarebbe il potenziale della Città Eterna per quanto riguarda la crescita di questo comparto economico.

Da quali paesi arrivano i turisti?

Da quali Paesi provengono i turisti stranieri che scelgono di venire in Italia? A livello europeo nel 2022 ci sono i francesi (78%), i tedeschi (73%) e gli inglesi (66%). Seguono gli olandesi (54%,) gli svizzeri (48%), gli austriaci (43%) e gli spagnoli (35%). Se guardiamo ai viaggiatori che arrivano da paesi non europei, nelle prime posizioni della classifica troviamo gli statunitensi (60%), seguiti dai brasiliani (58%) e cinesi (49%). Seguono gli indiani (45%), i sudcoreani (42%), i giapponesi (41%) e gli argentini (35%) (Fonte: initalia.virgilio.it) In base all’anno e alle differenti modalità della ricerca i dati complessivi possono variare ma non di molto. Nei primi posti del turismo straniero in Italia, magari alternandosi, ci sono sempre francesi, tedeschi, americani e inglesi. Questo dato dovrebbe far riflettere i detrattori dell’Unione Europea e  fautori di una nostra eventuale uscita dal contesto di questi paesi.

Nel 2019 Roma aveva 31 milioni di turisti l’anno

In base all’ultimo rilevamento Istat, quello del 2019, ante pandemia, le presenze turistiche vedono una classifica leggermente diversa, con Roma sempre in testa con quasi 31 milioni di presenze, seguita da Venezia con quasi 13 milioni. La città lagunare è la più romantica per antonomasia ed una delle mete preferite degli sposi novelli. In terza posizione c’è Milano con oltre 12 milioni, probabilmente dovuti al forte richiamo della moda e del business. Un’altra città d’arte segue al quarto posto, Firenze con quasi 11 milioni di presenze. Firenze è un museo a cielo aperto, con gli Uffizi al ventesimo posto delle gallerie d’arte più visitate al mondo.

Le posizioni che seguono riguardano per lo più le città vacanziere dell’Adriatico, con Rimini in testa grazie ai 7,5 milioni di presenze, seguita da Cavallino (Venezia) con oltre 6 milioni, una assoluta eccellenza turistica, una delle principali mete di tedeschi, austriaci, cechi e slovacchi. Lo stesso discorso vale per le altre località venete che ospitano milioni di villeggianti estivi come San Michele al Tagliamento, Jesolo, Caorle, inserita tra i borghi storici più belli d’Italia. Solo decima arriva Napoli con 3,7 milioni di presenze e via via le altre mete estive romagnole e poi città come Torino, Bologna, Ravenna e Verona.

Turismo matrimoniale in ascesa a Roma

Roma, con Firenze e Venezia, sono da sempre città di turismo internazionale e nazionale. Negli ultimi anni sono diventate mete anche di turismo matrimoniale. Sono moltissime le coppie di sposi che decidono di passare la luna di miele nelle nostre città d’arte. Roma in testa. Pantheon, Colosseo, Fontana di Trevi e le 2000 fontane cittadine, Piazza San Pietro, il Foro Romano, le chiese, le ville, i musei, i capolavori del rinascimento, i tanti scorci che ricordano le scenografie dei film, lo shopping elegante nel centro, i ristoranti stellati, le viste panoramiche mozzafiato, i dintorni storici, insomma Roma ha tanto da offrire.

Ma il motore del turismo sono i desideri e le emozioni delle persone, che vogliono essere soddisfatti e stimolati da proposte e da offerte con standard elevati. Perché il turista venga a Roma molto fa la sua storia e la sua fama ma perché si senta soddisfatto occorrono altre cose.

Il confronto con altre metropoli moderne è impietoso

Tanti turisti, che si esprimono sul web, negli “sfogatoi” della rete, nelle interviste dei tour operator, si lamentano dell’accoglienza, delle strutture, dei servizi, della sporcizia soprattutto. Roma è una città bellissima ma è sporca. È la prima cosa che tutti noi notiamo viaggiando e non c’è una spiegazione facilmente comprensibile, perché tenere pulita una città è il primo compito di ogni amministrazione pubblica. Il turista non conosce i problemi di una città millenaria e il confronto con altre metropoli più moderne è ingiusto e impietoso ma del resto è così e sinceramente non ci si può più nascondere dietro delle scuse. Alla presenza fastidiosa dell’immondizia si aggiunge, per il turista, la totale incapacità a gestire il rapporto con il visitatore estero. I punti d’informazione sono rari.

Lo straniero spesso si trova spaesato anche per un traffico asfissiante e il mal funzionamento dei servizi pubblici, per la metropolitana affollata, i bus sporchi e con i borseggiatori in agguato. Pochi i taxi e la maleducazione diffusa, scarse le indicazioni stradali. Vero è che i passanti si prestano volentieri a fornire informazioni allo sconcertato turista ma non sarebbe una loro responsabilità, oltre tutto, da noi l’inglese non è così diffuso tra la popolazione. Investire su un’organizzazione adeguata dell’accoglienza si rende necessario da qui in avanti, per rispondere alle necessità del settore. La conoscenza delle lingue principali, la cortesia, il rispetto altrui e il privilegiare le esigenze dei turisti, per gli spostamenti e per gli accessi museali e i luoghi da visitare, l’ampliamento dei servizi, dovrebbero essere queste le direttive su cui puntare. La popolazione stessa, inoltre, dovrebbe essere resa partecipe del rinnovamento.

Un settore lasciato alla improvvisazione

Le cose di cui si rende subito conto lo straniero che visita Roma e le altre città d’arte, sono il pressapochismo, la casualità, la corruzione, l’inefficienza. I turisti sono tanti e spesso si formano code e calche infinite, che con la temperatura estiva si trasformano in torture inaccettabili. La gestione degli stessi monumenti lascia a desiderare. A un turista poco preparato possono sembrare un mucchio di sassi abbandonati. È il nostro patrimonio culturale, riconosciuto e tutelato anche dall’Unesco, ma è mal gestito e poco valorizzato. La nota dolente poi è, per di più, quella dei momenti di relax.

Quante volte abbiamo scoperto dalla cronaca quotidiana dei conti troppo alti di bar e ristoranti, che si approfittano della ingenuità degli stranieri. Anche in questo settore bisognerà intervenire, sia per alzare il livello dell’offerta dell’ospitalità, sia per migliorare quello della gastronomia. Una passeggiata per Via del Babbuino e Via Condotti farà restare a bocca aperta il passante davanti alle vetrine delle boutique di lusso. Una pausa dagli acquisti per un buon caffè in una delle caffetterie all’aperto, affacciata su una piazza pittoresca, oppure gustare un pranzo in uno dei ristoranti con terrazza panoramica e vista sulla città, sono tutte occasioni di godimento di una vacanza romana.

Il turista insoddisfatto non tornerà più

Tutto questo però diventa una cartolina che troppo spesso si traduce in una sofferenza. Il turista medio si trova, suo malgrado, travolto da una serie di inefficienze e colpe che hanno come esito un servizio inadeguato. Il commerciante tende a rastrellare soldi più che offrire un servizio di qualità e godibile. Ma le colpe non sono solo le sue. La burocrazia, le imposte eccessive, le miriadi di regolamenti e leggi che ne complicano l’attività fanno il resto.

Sembra quasi che ristoratori e albergatori di Roma, ma si potrebbe allargare a tante città, rappresentino l’ultimo anello di una trama che mira a conseguire il più possibile i vantaggi dal presente, fregandosene del futuro. Se vuoi crearti un mercato, incrementando il numero dei clienti, il primo e fondamentale obbiettivo è la qualità del servizio che offri. In questo senso albergatori e ristoratori, tassisti, commercianti tutti, vanno aiutati a svolgere al meglio le loro mansioni. Il turista resta convinto che la città sia bellissima ma con questo tipo di accoglienza, gli passa presto la voglia di tornare. Ce lo possiamo più permettere?