01 Agosto 2021

Pubblicato il

Teatro: “Peccato fosse puttana”, storia di un amore impossibile

di Redazione

Dall’8 al 13 febbraio ha risuonato tra le mura del Teatro Studio “Eleonora Duse”, “Peccato fosse puttana” il celebre testo dell’autore inglese John Ford

Dall’8 al 13 febbraio ha risuonato tra le mura del Teatro Studio “Eleonora Duse”, “Peccato fosse puttana” il celebre testo dell’autore inglese John Ford, tradotto da Nadia Fusini, diretto da Valentino Villa e interpretato dagli allievi del III anno dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.

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La tragedia sentimentale tinteggiata di sangue, crudeltà e corruzione, è mossa dalla meravigliosa impossibilità della storia d’amore tra Annabella e Giovanni, fratelli e genitori di una scomoda gravidanza.

Il loro amore incestuoso tenta di sopravvivere all’umiliazione e alle sfide che la norma sociale della viziosa Parma del 1963 impone, attraverso un meccanismo del doppio ideato appositamente dal regista: due sono le attrici che interpretano Annabella, due i Giovanni, due i Soranzo; e due sono gli specchi nella scenografia, che rimandano la doppia verità e i doppi sentimenti dei personaggi.

Giovanni una volta trovatosi di fronte al pentimento della sorella che gli si nega, la uccide estirpandone il cuore. Con questo gesto l’apparenza cede completamente al disinganno: i veri crimini contrari alla natura in quest’opera sono commessi dai personaggi di più nobile rispettabilità.

Grazie alla preziosa collaborazione tra l’Accademia e il Centro Sperimentale di Cinematografia, e al M° Maurizio Millenotti che ha coordinato le studentesse del Corso di Costume, i costumi hanno riprodotto meticolosamente il quadro seicentesco elisabettiano e hanno aiutato notevolmente gli attori, di per sé energici e chiari nelle azioni, a determinare i loro personaggi.

È stato un breve passo quello dei conflitti e della complessità psicologica dei singoli personaggi di Ford, per arrivare a noi, generazione incline, oggi più che mai, a ricercare valori alternativi e a lasciar libero di essere senza riserve, tutto ciò che è peccaminoso, debole, perverso, diverso, ribelle.

 
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