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04 Dicembre 2022

Pubblicato il

Il cuore non basta

Tanto cuore e poca fortuna: Lazio-Sturm Graz termina 2-2

di Patrizio Trecca
Tra Lazio e Sturm Graz termina 2-2. Il gruppo F di Europa League vede quattro squadre a pari punti lottare per il primo posto
Ciro Immobile prende la rincorsa per calciare il rigore che porterà la Lazio sull'1-0

La quarta giornata del gruppo F di Europa League era molto importante per la Lazio di Maurizio Sarri, soprattutto alla luce del risultato finale tra Feyenoord e Midtjylland, che hanno chiuso sul 2-2. Era fondamentale per i biancocelesti ottenere i 3 punti e trovarsi così in testa alla classifica. Tuttavia al netto di una prestazione molto più convincente di quella dell’andata, la Lazio ha dovuto fare i conti con uno Sturm Graz cattivo e molto bravo a innervosire i ragazzi di Sarri. L’arbitro della partita non ha saputo tenere il polso della situazione e si è trovato a dispensare cartellini molto discutibili, come il secondo giallo rifilato a Lazzari al termine del primo tempo. I primi 25 minuti di gioco sono stati padroneggiati da una fase di studio con poche occasioni, anche se lo Sturm avrebbe potuto trovare il goal con un tiro che è finito in curva. La Lazio poi fornisce una prestazione di carattere, sopratutto dopo essere rimasta in 10. Quella di oggi è stata una squadra che Sarri potrà solo lodare, poiché ha messo il cuore in ogni centimetro di campo e, forse, poca furbizia nel gestire i nervi. Non era facile tenere sui binari giusti una partita giocata per metà in inferiorità numerica e lo Sturm Graz ha trovato il pareggio grazie all’individualità di Boving, più che per merito di una partita preparata bene. Ilzer sicuramente esce soddisfatto dall’Olimpico, con un punto che mette tutte e quattro le squadre del girone a pari punti (5). Le prossime due partite saranno decisive per la Lazio: qualificarsi come primi è fondamentale.

Primo Tempo

La prima frazione di gioco non è divertente per almeno 25 minuti, poi comincia a ravvivarsi grazie a una Lazio che prende le misure alla squadra di Ilzer. Al 36′ Pedro, dopo essersi liberato in area, lascia partire un siluro che colpisce in pieno la traversa. Al 43′ dopo una bella azione iniziata dallo stesso Pedro è Zaccagni a divincolarsi bene nell’area avversaria, la difesa dello Sturm Graz non può che atterrarlo e commettere fallo da rigore. Ciro Immobile è infallibile dal dischetto al minuto 45. Proprio nel migliore momento dei biancocelesti l’arbitro Siegemann vede in un accenno di reazione da parte di Lazzari un gesto da sanzionare con il giallo, così da espellere il terzino. Da qui si scatena una rissa che coinvolge sia giocatori in campo che membri dello staff in panchina. L’arbitro perde il controllo e chiude il primo tempo senza attendere che il tempo di recupero termini.

Secondo Tempo

Il secondo tempo comincia con uno Sturm Graz che trova il tiro in porta nel primo minuto, con Provedel che para prontamente. Al 56′ Boving trova il goal del pareggio per lo Sturm Graz e la Lazio passa i seguenti 10 minuti con una certa confusione in testa. Sarri manda in campo l’artiglieria pesante inserendo Milinkovic Savic, Vecino e Felipe Anderson e le cose cominciano a cambiare. Il serbo illumina come al solito grazie a intuizioni che portano la Lazio ad alzare il baricentro. Dopo una bella azione è Felipe Anderson a servire con uno splendido colpo di tacco il suo compagno di reparto Pedro, che insacca al 71′ anche grazie a una parata non proprio irresistibile del portiere austriaco. Al 77′ la Lazio ha la possibilità di allungare, ma Ciro Immobile è molto sfortunato, perché il suo tiro a pochi passi dalla porta si infrange sulle gambe di Felipe Anderson. La partita volge al termine, ma Boving stasera risulta essere il mattatore della Lazio, perché con un tiro ben calibrato beffa Provedel sul suo palo. Al minuto 83 lo Sturm Graz riporta il risultato in parità. La partita termina con un pareggio che accontenta soprattutto lo Sturm Graz e delude un poco la Lazio, anche se stavolta la prestazione c’è stata.

Menzione speciale per:

PATRIC – Lo spagnolo è stato quasi insultato fino a due anni fa e vederlo oggi non può che far piacere. Sarri lo ha plasmato e dandogli la titolarità stasera ha confermato le sue intenzioni di farlo diventare un leader come Romagnoli. Patric è cresciuto in prestazioni, ma soprattutto nel carattere e nella sicurezza in sé stesso, merita la titolarità.

Pagelle

Provedel – 6

Il portiere biondo para quando c’è da parare, ma sui tiri di Boving non poteva fare molto di più.

Lazzari – 5

Certamente è vero che sia stato provocato per tutto il primo tempo e, anche se la seconda ammonizione è discutibile, è caduto nella trappola del nervosismo provocato dagli austriaci.

Gila – 6,5

Si è comportato molto bene negli anticipi e con prontezza nelle ripartenze. Rapido e tecnico come piace a Sarri.

Patric – 6,5

Si conferma un leader in fin dei conti. La curva lo ama e non sbaglia praticamente niente, se non un po’ di superficialità in copertura sul secondo goal di Boving. Di certo però non ha colpe.

Hysaj – 6

Il terzino si è comportato molto bene sia in fase difensiva che offensiva. Si è preso gli applausi della curva quando, da solo, si è messo a lottare con tutta la difesa avversaria.

Basic – 5

Distratto e impreciso. Il croato non riesce a entrare negli schemi di Sarri e forse subisce troppo la pressione e l’aspettativa che c’è nei suoi confronti.

Cataldi – 5

E’ venuto meno nella freddezza e nella gestione del pallone. Il passaggio sbagliato nel secondo tempo ha innescato l’azione che ha portato al primo goal del pareggio austriaco.

Luis Alberto – 5,5

Dallo spagnolo ci si aspettava di più. Non commette errori, ma nemmeno incide come dovrebbe. Stasera doveva essere lui l’anima creativa della squadra, ma non è riuscito nella missione.

Pedro – 7

A 35 anni è uno spettacolo vederlo correre fino al 93′. Propizia l’azione che porta al rigore e segna il goal del 2-1, non c’è bisogno di dire altro.

Immobile – 6

Segna il rigore e si esprime con alcuni tecnicismi sublimi. Tuttavia appare nervoso e a tratti scarico, complice il fatto che gioca quasi tutte le partite. Stanco.

Zaccagni – 6

Come sempre è impossibile fermarlo e grazie ai suoi dribbling sconquassa la difesa avversaria. Grazie a questa sua peculiarità porta al rigore che mette la Lazio sull’1-0. Poi purtroppo viene sostituito per esigenze tattiche dopo l’espulsione di Lazzari.

Milinkovic Savic – 6,5

Entra con il giusto piglio e nel gioco aereo arriva sempre per primo. Serve bene i compagni e soprattutto lotta come un leone facendo il lavoro di due persone.

Felipe Anderson – 6

Si comporta bene anche in disagio tattico dovuto all’inferiorità numerica. E’ lui a servire l’assist per il 2-1 firmato da Pedro, ma poi sbaglia alcune cose elementari che avrebbero potuto portare la Lazio a un vantaggio più ampio.

Vecino – 5,5

Il centrocampista ex Inter appare un poco rallentato rispetto al solito e a volte compie falli non necessari.

Marusic – 6

C’era preoccupazione per le sue condizioni, ma entra in campo e risponde da professionista qual è. Svolge un compito difficile che lo porta a fare il doppio lavoro per sopperire all’inferiorità.

Cancellieri – 5

Entra male e svogliato. Alla sua età dovrebbe bruciare il campo, soprattutto quando la squadra ha bisogno di forze fresche.

*Foto dal profilo Facebook S.S.Lazio

 

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