25 Settembre 2021

Pubblicato il

T.r.i.p., Travel Routes In Photography, in mostra a Roma FOT

di Redazione
Dal 19 ottobre al 18 dicembre al Complesso Monumentale delle Terme di Diocleziano‏

Il tema è il viaggio. Inteso come ricerca del sé e dell'altro. E' la voglia di viaggiare dentro e fuori se stessi che ha spinto Pieter Hugo, Narelle Autio e Alessandro Rizzi a viaggiare in tre diversi continenti e a raccontare la loro esperienza attraverso le immagini, che saranno in mostra dal 19 ottobre al 18 dicembre al Museo Nazionale Romano.

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Gli scatti dai tre fotografi contemporanei noti in tutto il panorama internazionale hanno dato vita alla seconda edizione di T.R.I.P. Travel Routes in Photography, un format di mostre che nasce nel 2013 come costola di The Trip, un magazine indipendente di letteratura di viaggio e fotografia. 

Le immagini, selezionate da Arianna Rinaldo, curatrice della mostra, raccontano luoghi, volti e paesaggi contemporanei, e sono collocate magistralmente nei suggestivi spazi del complesso monumentale delle Terme di Diocleziano, dove danno vita ad un dialogo coinvolgente tra antichità e contemporaneità. Dal Sud Africa, all'Australia, passando per il Giappone gli artisti raccontano attraverso le immagini segreti, stereotipi e contraddizioni di questi Paesi.

Narelle Autio, australiana, fotografa un'estate in giro per il suo paese natale e racconta l'Oceano che bagna le coste dove ha passato la sua infanzia, spinta dal bisogno di tornare nei suoi luoghi di origine. I corpi che fluttuano tra le acque dell'Oceano fotografati dalla Autio mostrano l'uguaglianza della condizione umana, la voglia di sfidare se stessi, di ritrovare la propria solitudine e di tornare bambini al contempo.

E' una città da decifrare, invece, la Tokyo che ci racconta Alessandro Rizzi, street photographer di fama internazionale, che attraverso i suoi paesaggi ci mostra la stratificazione dei "gesti" di una Tokyo in cui una tradizione ancestrale convive con la velocità e la materialità della vita contemporanea. Un lavoro durato otto anni (2004-2012) nel quale l'artista ha trovato nella capitale Giapponese la rappresentazione di una città in cui la percezione di un mondo lontano che sembra non poter esistere più rivive nei gesti quotidiani e ne alimenta la poesia.

Ed infine il Sud Africa, con i volti segnati dal sole del fotografo sudafricano Pieter Hugo, che, tramite un processo digitale di trasformazione del colore al bianco e nero, enfatizza la produzione di melanina della pelle per dimostrare che siamo tutti esseri umani, identici anche se con diverse variazioni di questi livelli. Così i volti caucasici vengono anneriti: e il risultato è un canone estetico antitetico alle immagini ritoccate che determinano i modelli di bellezza contemporanei, che va in profondità, sotto la pelle, a cercare di curare le ferite di un Paese che per anni è stato martoriato dagli scontri razziali.
 
I paesaggi e la società di questi luoghi vengono decodificati dagli artisti attraverso un'indagine intima ed emotiva che coinvolge lo spettatore in un viaggio alla ricerca del senso più profondo della quotidianità. La mostra è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ed è prodotta e organizzata da the trip magazine. 

Noi di Romait l'abbiamo vista in anteprima per voi e ve la consigliamo: da non perdere! 

 
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