24 Febbraio 2021

Pubblicato il

Silvia Lorenzi, la voce è uno strumento che non mente mai

di Redazione

Che cos’è lo stile del bel canto? Come si usa la voce affinché l’emissione per un cantante, uno speaker, un docente, un oratore possa essere ottimale?

Quando gli antichi romani arrivarono in Africa si trovarono davanti un grande animale: sembrava un cammello per la grandezza e un leopardo per il colore; lo denominarono “Camaleopardo”, come per gli esseri non ben definiti, ma in realtà era semplicemente una giraffa. Francesco Guccini ci racconta che lo stesso accadde per i cantautori: “maestri di musica, con voci ben diverse dallo stile del bel canto, però con forti vocazioni letterarie, essi si imposero e crearono un fenomeno che si provò a definire: è cantante, è autore: sia cantautore e non ci si pensi più.”

Che cos’è lo stile del bel canto? Come si usa la voce affinché l’emissione per un cantante, uno speaker, un docente, un oratore e chiunque la utilizza professionalmente possa essere ottimale, senza rovinare le corde vocali e senza arrivare ad essere afoni, senza voce? Attraverso distinte sezioni e con una chiarezza cristallina possiamo entrare nel mondo affascinante della Voce a tutto tondo. Conoscerne gli aspetti storici e la cura, gli esercizi e anche attraverso testimonianze quali Caterina Scotti, Stefano Gervasoni,  Silvia Infascelli, Franco Mussida.

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Nell’introduzione il conosciuto direttore d’orchestra Bruno Santori, cita Jane Austin, per dire come ogni espressione vocale artistica sia “sentimento e ragione”. In un versante c’è “l’artista come comunicatore di emozioni, con le sue capacità istintuali, l’attitudine interpretativa, il suo modo di saper fare arte, con il suo essere dentro la melodia e dentro il brano; dall’altro lato, invece, stanno gli aspetti del codice.” Il soprano di fama Silvia Lorenzi, si è appassionata all’ emissione vocale e ha approfondito l’argomento in tutti gli aspetti dell’espressioni stilistica; ha studiato la voce in tutte le sue potenzialità espressive, la sua storia la sua filosofa, la sua arte affinché, in qualità di Maestra, potesse dare ai suoi tanti allievi cantanti, la possibilità di crescere con la consapevolezza di quel che fanno con il loro apparato fonatorio. In qualità di Vocal Coach facilita così, l’emergere del sé come artista e dice di loro che  “Acquisiscono controllo sulla propria voce e sulla propria performance  e quindi efficacia nel rendimento della prestazione artistica”.

Il testo si snoda poi attraverso l’incontro con la voce come atto creativo d’arte, della poesia e dell’ inconscio, parla della nota blu; della voce come nutrimento, del conoscere e curare la voce; troviamo consigli sulla tecnica, sulla postura, sul respiro. Fa poi un excursus dal lirico al pop, al belting. Ci racconta di come nasce un cantante e dell’imprinting.

Silvia Lorenzi, Svelare la voce, confessioni di un vocal Coach, Mondadori.

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