Ruby Ter: assolto Silvio Berlusconi dalle accuse di corruzione

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Il fatto non sussiste”. È questo il verdetto dell’ultima riesamina dello scorso 6 ottobre di uno dei filoni del processo Ruby Ter, che aveva visto l’ex premier Silvio Berlusconi e il pianista Danilo Mariani accusati per corruzione in atti giudiziari.

Processo senese

In merito ad alcune testimonianze raccolte al processo Ruby, nel 2017 il Tribunale di Milano aveva deciso di trasmettere il fascicolo a Siena per motivi di competenza territoriale, in quanto il “pianista di Arcore” Danilo Mariani era residente a Sarteano, un comune in provincia di Siena.

Infatti, secondo i pm di Milano sarebbe avvenuto a Siena l’ultimo pagamento effettuato dall’ex premier Silvio Berlusconi al pianista Danilo Mariani per edulcorare le testimonianze.

Secondo l’accusa i bonifici effettuati come rimborso spese, pari a circa 170mila euro dal 2011 al 2013, sarebbero stati effettuati da Berlusconi per indurre il pianista alla falsa testimonianza.

In merito a ciò, erano stati richiesti 4 anni e 10 mesi per il premier e 4 anni e 6 mesi per il pianista. Quest’ultimo già condannato il 13 maggio a 2 anni per falsa testimonianza, in quanto avesse dichiarato che “non c’erano contatti fisici tra Berlusconi e le sue ospiti ma solo strette di mano”.

Il processo prima di arrivare al suo culmine nella giornata di ieri, 21 ottobre, era stato rinviato a giudizio otto volte. Tutti rinvii ai quali il premier non si era mai presentato, poiché secondo i suoi legali vi era una “legittima impossibilità” per condizioni di salute.

La difesa si era sempre battuta, per combattere l’accusa, avallando la tesi che attribuiva i pagamenti avvenuti a Mariani al frutto della sua attività lavorativa di musicista. Una versione confermata al banco dei testimoni dai commercialisti Andrea Perini e Gianfranco Santolini e dal ragioniere Giuseppe Spinelli.

“Grandissimo risultato, tutti e due assolti con formula piena: sono veramente contento. Non stupito: è il giusto epilogo di questo processo che forse si doveva fermare un po’ prima” afferma Enrico De martino, uno dei legali del premier dopo la decisione del pm Simone Spada.

Questa “vittoria” è soltanto uno dei verdetti attesi tra i numerosi altri filoni aperti dal processo Ruby. Un processo già concluso tempo fa con lo scagionamento del premier al reato di concussione e prostituzione minorile.