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Sì, l’Europa si sta suicidando: la prova arriva dal Medio Oriente

Mentre si tace ipocritamente sulle proteste anti-regime in Iran, gli Emirati Arabi Uniti tagliano i fondi per studiare in UK per timore che i giovani si radicalizzino: sulla minaccia woke aveva ragione Trump

Suicidio woke dell’Europa

Suicidio woke dell’Europa (immagine dal profilo LinkedIn di Jacob Mchangama)

Era lo scorso dicembre quando la nuova Strategia di sicurezza nazionale Usa, firmata dal Presidente Donald Trump, lanciava l’allarme sul rischio di «cancellazione della civiltà» dell’Europa. Puntuale era partito il coro pavloviano delle prefiche euroinomani che si stracciavano le vesti per “lesa bruxellesità”. Peccato che ora un paio di casi di cronaca di origine mediorientale abbiano dimostrato che il “barbaro yankeeaveva ragione.

Suicidio woke dell’Europa
Suicidio woke dell’Europa (immagine dal profilo LinkedIn di Jacob Mchangama)

Aveva ragione Trump

Il primo arriva dagli Emirati Arabi Uniti che, come riporta il Financial Times, hanno deciso di tagliare i finanziamenti per quanti vogliono studiare nel Regno Unito. Il motivo, davvero clamoroso, è il timore che i giovani possano radicalizzarsi sul suolo britannico, considerato una sorta di focolaio del fondamentalismo islamista. D’altronde, la perfida Albione è pur sempre il Paese che ha tollerato i sistematici abusi su minori della comunità pakistana per evitare accuse di razzismo.

En passant, all’epoca il Procuratore Generale della Corona era l’attuale Premier laburista Keir Starmer. Che oggi rivolge pateticamente gli stessi addebiti a chi gli rinfaccia le negligenze di ieri, inclusa Kemi Badenoch, leader conservatrice che però ha origini nigeriane. In compenso, nel solo 2023 sono stati effettuati oltre 12.000 arresti per commenti online giudicati offensivi (contro, per esempio, i circa 400 registrati in Russia).

Il suicidio woke dell’Europa

Che poi il woke sia un virus che ha ormai infettato larghe parti dell’Occidente lo certifica anche il silenzio assordante sulle rivolte anti-governative in Iran. Dove, scrive Sky TG24, migliaia di ragazzi stanno protestando per sbarazzarsi finalmente del quasi cinquantennale regime degli ayatollah, consapevoli di poter essere imprigionati, torturati, o peggio. In effetti, aggiunge l’ANSA, si ipotizza un bilancio di oltre 12.000 vittime in due settimane, di cui 2.000 già confermate direttamente da Teheran.

Questa battaglia di libertà meriterebbe risonanza e sostegno, eppure in questo caso non si segnalano nel Vecchio Continente manifestazioni come quelle pro-Gaza. Il che, a ben guardare, è del tutto in linea con l’ideologia dei pacifinti veri antisemiti interessati soprattutto a proPal-are odio contro Israele. I quali, per coerenza, coccolano più o meno segretamente e inconsciamente quell’Hamas di cui i Guardiani della Rivoluzione sono i principali sponsor.

Israele-Hamas. Protesta pro-Palestina davanti alla Casa Bianca
Protesta pro-Palestina davanti alla Casa Bianca (© Ted Eytan / Wikimedia Commons)

E così continua il suicidio politically correct di un’Europa che sacrifica i propri valori sull’altare delle magnifiche sorti e progressiste (per parafrasare Giacomo Leopardi). E che pensa che il problema sia chi glielo fa notare.