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Anguillara con il fiato sospeso: Federica Torzullo sparita dopo l’8 gennaio, ricerche in casa e sul lago

Anguillara in ansia per Federica Torzullo: ultime immagini l’8 gennaio, telefono spento. Indagini serrate, setacciati casa, discarica e lago

Anguillara, scomparsa Federica Torzullo

La sera dell’8 gennaio Federica Torzullo, 41 anni, rientra verso casa ad Anguillara Sabazia e una telecamera la riprende mentre cammina in direzione della villetta di famiglia. È l’ultima immagine certa. Da quel momento il telefono non risponde più e il paese, affacciato sul lago di Bracciano, si ritrova a vivere giornate in cui ogni sirena, ogni pattuglia, ogni nastro bianco e rosso sembra dire la stessa cosa: qui manca una persona. Sulle indagini, condotte dai carabinieri su incarico della Procura di Civitavecchia, pesa ora un passaggio formale: il marito Claudio Carlomagno, 47 anni, è indagato per omicidio.

Anguillara e Federica Torzullo: la villetta di via Costantino al centro dei rilievi

Via Costantino 9 è diventata un punto fisso. Nelle ultime ore i carabinieri hanno lavorato a lungo dentro la villetta, utilizzando anche il luminol per cercare eventuali tracce di sangue e passando al setaccio ambienti e superfici. Chi abita vicino vede entrare e uscire uomini in tuta, valigette, luci puntate, tempi lunghi. Sono scene che, in un centro come Anguillara, non restano sullo sfondo: rimbalzano nei racconti, generano domande, ma la linea resta quella dell’attesa e del rispetto, perché al centro c’è una madre e c’è un bambino di 10 anni.

Le ricerche di Federica Torzullo: droni sulla discarica e controlli nei luoghi legati al lavoro

Accanto alla casa, gli investigatori hanno allargato il raggio su aree considerate significative: fra queste un impianto di smaltimento rifiuti edili nelle campagne, ripreso anche con l’ausilio di un drone. Secondo le ricostruzioni, è un luogo collegato alle attività dell’impresa di movimento terra di cui Carlomagno è titolare con il padre. Il senso è chiaro: quando si cerca una persona scomparsa, ogni posto frequentato abitualmente, ogni deposito, ogni tragitto ripetuto nel tempo può diventare un punto da controllare con la massima attenzione.

Il lago di Bracciano setacciato: la paura che corre sull’acqua

Il lago, simbolo di bellezza e turismo, in questi giorni è diventato anche teatro di ricerche. Le verifiche in acqua sono state effettuate con unità dedicate, senza risultati ufficiali comunicati finora. È una delle immagini più dure da accettare per chi vive qui: vedere il perimetro del lago “trasformato” in scenario operativo, mentre nella vita quotidiana si continua ad andare al lavoro, a scuola, a fare la spesa, con un pensiero fisso che non molla.

Il marito indagato per omicidio: i dubbi sugli orari e il ritardo al lavoro

Gli inquirenti, secondo quanto riportato da più fonti, non sarebbero rimasti convinti dalla versione fornita dal marito, specie sul tratto di mattina del 9 gennaio. Un elemento segnalato è il ritardo con cui si sarebbe presentato al lavoro, circa 45 minuti, ritenuto anomalo da chi lo conosce in ambito professionale. Su questa finestra temporale si concentrano verifiche e riscontri tecnici, anche con controlli su spostamenti e compatibilità degli orari. In parallelo, risultano disposti sequestri su abitazione, auto e cellulare dell’uomo, oltre a luoghi collegati alla ditta.

Una separazione già avviata: l’udienza vicina e la vita “divisa” in casa

C’è poi il contesto familiare, che non è un dettaglio: la coppia era in fase di separazione e, secondo le ricostruzioni, era attesa a breve dal giudice per la prima udienza, con l’affidamento del figlio fra i punti più delicati. È un elemento che spinge gli investigatori a guardare con attenzione alle ultime settimane: dinamiche domestiche, eventuali tensioni, contatti e messaggi, persone ascoltate. È stato sentito anche il nuovo compagno della donna, residente ad Ascoli, che non risulterebbe coinvolto nella vicenda.

Le voci del quartiere: “non me lo aspettavo” e “li ho visti discutere”

In paese le parole pesano. Da una parte c’è chi parla di normalità apparente, chi dice di non aver mai colto segnali particolari. Dall’altra emergono racconti diversi: c’è chi sostiene di aver assistito a una lite in strada prima di Natale e chi descrive toni accesi. Sono frammenti che, da soli, non fanno una prova, ma possono indirizzare controlli e ascolti, soprattutto se collocati nel tempo e agganciati a fatti verificabili. Gli investigatori, come sempre in questi casi, hanno il compito di distinguere ciò che è percezione da ciò che è riscontro.

Cosa succede adesso: accertamenti, analisi dei sequestri e un’attesa che brucia

Le prossime ore saranno decisive per una serie di ragioni: l’analisi dei dispositivi sequestrati, la ricostruzione dei movimenti, la verifica di ogni anello della catena dall’8 gennaio in poi. È un lavoro paziente, fatto di controlli incrociati e di dettagli: una telecamera, un accesso, un’auto vista in un punto, un orario che non coincide. Anguillara intanto resta con il fiato sospeso. Non cerca titoli, cerca una verità: sapere dove sia Federica Torzullo e, se qualcuno ha fatto del male, che venga accertato con prove solide e in un’aula di giustizia.