Roma Est, follia sulla Casilina: coppia ubriaca con bimbo di 3 anni investe un ciclista e poi si scaglia contro la Polizia a Giardinetti
Roma Est, notte di caos sulla Casilina: una coppia con un bimbo di 3 anni avrebbe investito un ciclista. Fermati a Giardinetti, aggrediscono gli agenti e danneggiano la volante
È una di quelle storie che, a Roma Est, rimbalzano subito di bocca in bocca: perché la Casilina è casa, strada quotidiana, fermate, semafori, attraversamenti. E perché in mezzo a tutto questo, secondo quanto ricostruito, c’era un bambino di tre anni seduto in auto mentre i genitori, ubriachi, si muovevano lungo la carreggiata. Prima il presunto investimento di un ciclista, poi la fuga, infine il blocco a Giardinetti. E lì, invece di fermarsi e basta, la situazione sarebbe degenerata in un’aggressione agli agenti, con i finestrini della volante distrutti.
Roma Est, cosa è successo sulla Casilina: l’allarme e il ciclista investito
Il punto di partenza è il ciclista: un impatto, la paura, la richiesta di aiuto. In un quadrante dove in bici ci si va per lavoro, per necessità, per evitare traffico e parcheggi impossibili, un urto può diventare un attimo che cambia la notte. Da lì l’allarme e l’intervento delle pattuglie, che avrebbero intercettato l’auto poco dopo.
La Casilina, soprattutto nelle ore notturne, può essere ingannevole: lunghi rettilinei, incroci, luci intermittenti, poche persone in strada. Proprio per questo i controlli sono fondamentali, anche quando sembrano “solo” routine.
Giardinetti, il blocco dell’auto e l’aggressione alla Polizia
Quando l’auto è stata fermata a Giardinetti, gli agenti si sono trovati davanti una scena che in pochi secondi passa dal sospetto alla certezza di una situazione ingestibile: due adulti alterati dall’alcol, un bimbo piccolissimo a bordo, nervi tesi. La ricostruzione parla di una reazione violenta: non solo proteste, ma un’aggressione agli operatori intervenuti.
E poi il gesto che racconta più di tante parole: i finestrini della volante distrutti. Un attacco a un mezzo di servizio significa una cosa semplice e brutale: in quel momento, chi doveva garantire ordine e sicurezza si è ritrovato a difendersi.
Il bambino in auto: la scena che resta addosso
Il dettaglio che resta addosso, più del rumore dei vetri, è l’età del bambino: tre anni. A quell’età non capisci “reati” e “verbali”, capisci solo voci alte, mani che strattonano, paura. In casi simili l’obiettivo immediato è mettere il piccolo al sicuro, allontanarlo da un contesto pericoloso e attivare le procedure previste per la tutela dei minori.
È anche il punto che accende indignazione e domande: come si arriva a prendere l’auto ubriachi con un figlio così piccolo? E come si arriva a trasformare un controllo in una scena di violenza?
Roma Casilina, le conseguenze: accertamenti e responsabilità
Ora saranno gli accertamenti a chiarire ogni passaggio: le condizioni psicofisiche dei due adulti, la posizione e le condizioni del ciclista coinvolto, la dinamica precisa dell’episodio, le condotte tenute durante il controllo e i danni causati alla vettura di servizio. Il quadro, però, è già pesante: guida in stato di ebbrezza, rischio per gli altri utenti della strada, presenza di un minore, aggressione agli agenti.
Roma Est non ha bisogno di storie del genere per ricordarsi cosa significa guidare alterati. Bastano le ambulanze viste troppe volte, i mazzi di fiori ai bordi delle strade, le famiglie che si ritrovano a fare i conti con una telefonata nel cuore della notte. Ecco perché episodi come quello della Casilina non possono passare come “fatto isolato”: raccontano una responsabilità che riguarda tutti, ogni volta che si gira la chiave nel quadro
