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03 Dicembre 2022

Pubblicato il

L'undicesima giornata

Serie A: la solidità di Napoli e Lazio, big a forza 4

di Enrico Salvi
Azzurri e biancocelesti al top negli scontri diretti. Milan, Juventus e Inter vincenti col poker. Prima vittoria per la Sampdoria
Serie A: Foto di gruppo della Lazio vincente a Bergamo
Foto di gruppo della Lazio vincente a Bergamo

Giornata di scontri diretti in Serie A, importanti per entrambe la facce della classifica. Per le big roboanti vittorie di Milan e Juventus, rocambolesca per l’Inter, ma su tutte le prestazioni di Lazio e Napoli contro rivali accreditate danno un segnale forte al campionato.

Il Napoli espugna Roma: una vittoria diversa

Il Napoli inanella l’11° vittoria consecutiva tra Serie A e Champions League battendo di misura la Roma all’Olimpico. Mourinho prova ad imbrigliare tatticamente la squadra dell’ex Spalletti, concedendo pochissimo nella prima metà di gara, solo tentativi da lontano. Il Napoli non trova le combinazioni proverbiali per presentarsi davanti alla porta, ma alla distanza regge meglio e a 10 dalla fine passa con un grande gol di Osimhen, che resiste al rientro di Smalling e sfodera un destro difficilissimo che da posizione angolata s’insacca sul palo lontano. Se il Napoli vince anche questi big match con pazienza, allora diventa la squadra da battere. Per la Roma una buona compattezza difensiva non nasconde una scarsa presenza e brillantezza negli ultimi 20 metri: Meret non ha fatto una parata e non sempre il calcio piazzato risolve la situazione. In questo tipo di partite manca la scintilla che potrebbe dare uno come Paulo Dybala

Lazio deluxe a Bergamo

Una Lazio sontuosa batte a domicilio l’Atalanta, che nei top5 campionati europei era nel ristretto club delle squadre ancora imbattute insieme a Napoli, Psg e Real Madrid. Una delle migliori versioni della squadra di Sarri dal suo arrivo nella Capitale, nonostante l’assenza di Ciro Immobile. Tuttavia una prestazione così convincente fa dimenticare anche la mancanza di uno dei bomber più prolifici del campionato, per due motivi. Il gol del vantaggio di Zaccagni è l’emblema della sua classica finalizzazione, con un gol costruito ottimamente dal disimpegno difensivo e dalla triangolazione finale orchestrata da Lazzari e Pedro. Inoltre al cospetto di una squadra molto pericolosa nella fase offensiva ha tenuto la porta inviolata concedendo zero occasioni alla Dea. I biancocelesti rinforzano la leadership nella classifica della miglior difesa e non subisce gol da 569 minuti in Serie A. Segnale forte al campionato.

Milan e Juve forza 4…

Vittoria larga per il Milan, che battendo il Monza si avvicina al meglio alla sfida di Zagabria in Champions League. La squadra gestita dal passato glorioso rossonero, Berlusconi e Galliani, cede già al quarto d’ora con la cavalcata palla al piede di Brahim Diaz, simile al gol visto contro la Juve. Tatarusanu evita due volte il pareggio prima del raddoppio sempre di Diaz, che si gira e fulmina Di Gregorio. In casa rossonera si sblocca anche Origi alla sua prima partita da titolare. La perfetta punizione di Ranocchia non scalfisce più di tanto il controllo dei rossoneri, che nel recupero fanno il quarto gol con la super accoppiata di sinistra Theo-Leao. Quarta vittoria di fila in Serie A per il Diavolo.

Vittoria convincente della Juventus, che per la prima volta in stagione mette a segno 4 gol e strapazza l’Empoli. Non segna Vlahovic ma è Kean a mettere a segno il primo guizzo in Serie A dell’anno. I bianconeri finalmente creano tanto ma mettono al sicuro il risultato con due palle inattive: due corner, due palle con i contagiri di Cuadrado, due colpi di testa di McKennie e Rabiot, col francese che a tempo scaduto piazza anche la doppietta, la seconda dopo quella con il Maccabi Haifa. Arrivano segnali forti dalla squadra di Allegri in vista di Lisbona, dove andrà a giocarsi le ultime speranze Champions.

…anche l’Inter ma col brivido

Terza vittoria invece per l’Inter, che al Franchi ha ragione della Fiorentina sì con personalità ma in un modo assolutamente rocambolesco. 90 minuti di follia sportiva iniziati dopo soli 90 secondi con il gol di Barella, il terzo consecutivo, imbeccato da Lautaro Martinez. Sono loro gli uomini copertina di questo periodo positivo dell’Inter, guarda caso due tra i più in ombra del negativo mese di settembre. Al quarto d’ora il raddoppio di Lautaro e la sensazione di una partita in discesa, ma il rigore causato da un intervento delittuoso di Dimarco (così come delittuosa la scelta di non espellerlo) rimette in corsa i viola.

Il 2-2 arriva all’ora di gioco con una cavalcata micidiale di Ikone. El Toro conquista e trasforma il rigore che riporta avanti i nerazzurri, ma al 90’ la girata di Jovic rimette ancora in pari i conti. Una particola rocambolesca viene decisa da una carambola, quella del rinvio difensivo di Venuti che sbatte su Mkhitaryan al minuto 94 e 49. Il tocco vincente è sia fortunoso ma anche cercato dall’armeno e dall’Inter: come si suol dire “la fortuna aiuta gli audaci”.

Centrogruppo: cade l’Udinese

Dopo la sconfitta infrasettimanale di Coppa Italia, l’Udinese dopo oltre due mesi cade anche in campionato. Il Torino fa il blitz a Udine con Pellegri. Nell’ultima, commovente partita della carriera di Franck Ribery, la Salernitana batte di misura lo Spezia all’Arechi grazie allo splendido destro a giro di Mazzocchi dal limite. Si sblocca il Bologna targato Thiago Motta che, trascinato da Arnautovic, batte il Lecce.

Il Sassuolo batte il Verona a Reggio Emilia, rimontando i veneti andati avanti dopo soli 90 secondi: è crisi di risultati per i rossoblù, alla sesta sconfitta di fila. Nella sfida tra le ultime due della classifica, la Sampdoria espugna lo Zini di Cremona e lascia la coda ai grigiorossi.

Ci Piace e Non Ci Piace: Thiago Motta/Dejan Stankovic e Massimiliano Alvini

Avremmo potuto dare la palma di migliore ad honorem a Ribery, ma scegliamo la prima vittoria di due allenatori, accomunati dal triplete nerazzurro del 2010 e dall’essere subentrati nell’ultimo mese. Sono vittorie preziosissime quelle di Thiago Motta (Bologna) e Dejan Stankovic (Sampdoria) negli scontri diretti dei bassifondi. Soprattutto per l’allenatore serbo alla sua prima in assoluto in Serie A (e prima dell’intera stagione della Doria).

La Sampdoria lascia la coda della classifica alla Cremonese di Massimiliano Alvini, che ora rischia la panchina. La neopromossa anche con le grandi ha fatto vedere di voler sempre provare a giocare, ma oltre alla coda della classifica in solitaria, allo stato attuale è l’unica squadra in Serie A che non ha ancora vinto. Urge una sterzata, che sia di carattere o legata ad episodi, per non perdere sin da ora contatto con la coda del gruppo (ciclisticamente parlando).

 

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