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01 Dicembre 2022

Pubblicato il

Scuola inclusiva su misura di studente, è possibile? Sfide e prospettive

di Redazione
Come promuovere lo sviluppo cognitivo degli studenti, senza perdere di vista la dimensione affettiva?
Scuola, matite colorate bambini su sfondo nero

Una Scuola davvero inclusiva è possibile? Analizzando dati recenti sulla scuola Italia, è indubbio che questa presenti un quadro molto frammentario. Da un lato, infatti, troviamo la presenza di livelli di apprendimento molto bassi, dall’altro, aspetto di non poca importanza, riscontriamo una situazione di disaffezione da parte degli studenti italiani verso la scuola e i suoi docenti.

La piaga della dispersione scolastica

Solo per fare un esempio: l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (Invalsi), deputato a rilevare i livelli di apprendimento degli studenti italiani dalla scuola primaria alla scuola secondaria di secondo grado, ha rilevato nel corso dell’ultima rilevazione (2021) che il 9,5% degli allievi, pur avendo conseguito un diploma, possiede un livello di competenze riconducibile al gradino precedente d’istruzione (scuola media o, al massimo, biennio della scuola superiore).

Questo fenomeno, noto con il nome dispersione scolastica implicita, si è accentuato, complice anche la pandemia, negli ultimi due anni (nel 2019 riguardava il 7% della popolazione considerata).

Ma l’aspetto interessante non è solo questo. Sempre secondo Invalsi, tale situazione colpisce maggiormente gli studenti appartenenti a famiglie con uno status socioeconomico più basso (invalsiopen.it).

L’indagine allarmante Ocse sulla capacità di comprensione

Secondo l’indagine internazionale Programme for International Student Assessment (PISA) promossa dalla Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nel 2018 e centrata sui quindicenni, solamente uno studente italiano su venti è in grado di comprendere un testo scritto in modo adeguato.

Con notevoli discrepanze, inoltre, a favore dei primi, ma anche tra nord e sud, tra licei e istituti professionali. Un’altra questione su cui riflettere è il livello di soddisfazione degli studenti nei confronti della scuola, soprattutto se comparato con gli altri paesi europei. Qui il Rapporto Scuola media 2021 curato dalla Fondazione Agnelli riporta che andare a scuola piace solamente al 10% dei maschi e all’8% delle femmine.

Dal canto loro, i docenti si dichiarano impreparati nel gestire la classe in modo efficace. Un quadro questo che pone sempre più irraggiungibile quanto sancito con solennità dall’art. 34 della Costituzione Italiana, che dichiara l’impegno della Repubblica nel rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Maria Montessori sosteneva che «se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino» (Educazione per un mondo nuovo, Garzanti, p. 12).

È allora quanto mai urgente cercare in tutti i modi di garantire alle allieve e agli allievi una educazione di qualità, che miri all’inclusione e all’equità.

Una Scuola inclusiva su misura di studente

Ma come è possibile con allievi che presentano bisogni, interessi, stili di apprendimento differenti? Come è possibile per un docente promuovere lo sviluppo cognitivo degli studenti, senza perdere di vista la dimensione affettiva? Come è possibile motivare allo studio allievi con storie e vissuti tra loro molto eterogenei? Sono queste alcune delle questioni a cui Maria Buccolo, Federica Pilotti e Alessia Travaglini, autrici del libro “Una scuola su misura. Costruire azioni di didattica inclusiva”, edito da FrancoAngeli, cercano di rispondere.

La copertina del libro

Scuola inclusiva, tre piste di intervento

Tre, in particolare, sono le piste di intervento che delineano per far fronte alle sfide poste dalla complessità: la strutturazione di un contesto inclusivo, che si riveli in grado di rispondere ai bisogni di ciascuno, la costruzione di relazioni significative e resilienti tra allievo e docente e tra allievi e, infine, l’uso adeguato della tecnologia, inteso come una via di accesso privilegiata per promuovere la creatività, la motivazione all’apprendimento e il pensiero divergente.

Il volume, nato dall’esperienza delle autrici come docenti nelle scuole di diverso ordine e grado e come formatrici, coniuga in modo interessante e versatile la dimensione teorica con quella applicativa, con l’obiettivo di formare insegnanti che agiscano come ricercatori in azione, senza perdere mai il desiderio di porsi domande, sperimentare e agire, ponendosi domande e sfide sempre più complesse e avvincenti. Particolarmente interessanti risultano, a tal fine, i materiali online allegati al testo, che offrono strumenti ed esemplificazioni utili per la progettazione didattica.

A cura di Maria Buccolo, Federica Pilotti e Alessia Travaglini

 

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