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Roma, Parla Miriam, la sorella della donna spinta nella metro Eur Fermi

“Vogliamo giustizia anche se abbiamo paura che quel folle, proprio per le sue condizioni possa non pagare per ciò che ha fatto”

"Il mondo ci è crollato addosso quando abbiamo risposto al telefono – inizia così il racconto di Miriam, la sorella della donna spinta sui binari della metro al "Messaggero.it"- ci hanno detto che aveva avuto un incidente, è assurdo quello che le è capitato, proprio a lei che pensava solo a lavorare". 
 
Seduta di fronte al reparto di terapia intensiva dell'Ospedale San Camillo di Roma, racconta la vita semplice della sorella, arrivata più di vent'anni fa nella Capitale dal Perù. "Mia sorella ha sempre pensato agli altri, quello che è accaduto è terribile, esci di casa solo per andare a lavorare, per compiere il tuo dovere e rischi di morire perché un pazzo ti aggredisce, mia sorella non si meritava una cosa del genere", afferma sconsolata Miriam. 
 
La vittima del gesto folle di un uomo – che è stato individuato e arrestato – alloggiava in un appartamento in affitto sulla Prenestina e si spostava per andare a lavorare come badante e colf. 
A Micaela piace cucinare piatti italiani ispirati alla tradizione peruviana; le preparazioni culinarie animavano le serate con gli amici, e a volte le vendeva per raccogliere fondi da mandare in Perù.
 
Si emoziona Miriam quando parla di Micaela: "È buona mia sorella, una persona docile".
Secondo l'ultimo bollettino medico, Micaela è in condizioni di i stabilità clinica e viene mantenuta in sedazione profonda e assistita nelle funzioni vitali di base dalla ventilazione meccanica. Per il momento i sanitari non hanno riscontrato danni cerebrali e nei prossimi giorni verrà sottoposta a nuovi interventi chirurgici per stabilizzare le numerose fratture riportate.
 
Conclude la sorella: "Ora dobbiamo pensare solo a lei – ma vogliamo giustizia anche se abbiamo paura che quel folle, proprio per le sue condizioni possa non pagare per ciò che ha fatto".

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