Roma, omicidio San Giovanni. Fermato killer in fuga a Napoli, localizzato tramite GPS

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Roma 24 giugno – Ci sono volute meno di 24 ore per identificare e arrestare l’omicida di San Giovanni. L’uomo, un ventisettenne di origini armene, si trovava in piena fuga dalla città, su un treno diretto a Napoli, quando nella notte di ieri, verso 00:00, è stato rintracciato tramite GPS, e quindi arrestato

Le dinamiche dell’aggressione

Il tragico evento era avvenuto martedì 22 giugno nel piazzale Appio, intorno alle 22:00. La vittima, un uomo di 41 anni, iracheno, si era trasferita a Roma per rifarsi una vita. Si tratta di Ahmed Bilal Khaled, nato in Iraq il 9 giugno 1980, visto da alcuni testimoni discutere con quello che di lì a breve sarebbe diventato il suo assassino. Poi Ahmed si è accasciato a terra, in un lago di sangue. Sono quattro i fendenti inferti sul suo corpo. Tre tra la zona del petto e della gola, l’ultima alla testa. È lì che l’arma del delitto è stata ritrovata da Polizia, Carabinieri e Scientifica, accorsi immediatamente sul posto. Inizialmente gli inquirenti avevano ipotizzato una rapina finita male. Si è pensato poi anche a questioni di droga, magari un regolamento di conti in questo proposito. Ma la vittima era pulita, e non è risultato avesse mai avuto problemi in questo senso. 

Il movente

Dalle indagini si è poi scoperto che l’uomo di origini irachene era proprietario di un autolavaggio in via Castel di Leva 322, e che l’omicida ne era un dipendente. Una volta scoperto pochi giorni fa, però, che l’armeno rubava soldi dalla cassa dell’attività, era stato immediatamente licenziato. Questo il movente che lo ha portato a compiere il gesto

La fuga del Killer

Il killer ha quindi preso soldi e telefono della vittima. Una volta acceso il dispositivo però, il segnale GPS ha permesso agli investigatori di rintracciare la posizione e il percorso effettuati da G.S., queste le sue iniziali. Prima Rocca di Papa, nella zona dei Castelli Romani, poi Ciampino, poi la stazione Termini. Da qui, nella serata di ieri, G.S. ha preso quindi un treno diretto a Napoli, ma al suo arrivo alla stazione della città partenopea è stato immediatamente bloccato, e trasportato nel carcere di Poggioreale.

Indispensabili alle ricerche anche le immagini delle telecamere di sorveglianza dei negozi, poste da subito al vaglio degli investigatori. Grazie a queste ultime è stato possibile confermare che l’identità dell’uomo bloccato corrispondesse a quella dell’omicida.