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Sanremo 2026 sale al Quirinale: Conti e Pausini con i Big, Mattarella benedice la canzone italiana

Mattarella accoglie Sanremo 2026 al Quirinale: prima volta storica. Conti e Pausini con i Big, emozioni e foto “da Colle”

Laura Pausini, Carlo Conti, Presidente Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra i partecipanti della 76^ edizione del Festival di Sanremo, accompagnati dal Conduttore e Direttore Artistico, Carlo Conti, e dalla Co-conduttrice Laura Pausini. (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Non è il solito tappeto rosso, non è una première, non è nemmeno un photocall: è piazza del Quirinale, e per una mattina l’aria ha quel misto di curiosità e stupore che si sente quando Roma si accorge di vivere un momento fuori schema. Carlo Conti arriva con il “gruppo” di Sanremo 2026, Laura Pausini c’è, i Big in gara sfilano a piccoli blocchi, qualcuno a piedi e da solo, qualcuno scortato, qualcuno con outfit che sembrano già un’anticipazione di Ariston. E poi il dettaglio che rende tutto storico: per la prima volta gli artisti del Festival vengono ricevuti al Colle.

Il Colle e l’Ariston: quando la canzone diventa “cosa nostra”

Sergio Mattarella li accoglie con parole che fanno rumore perché sono nette: «La musica leggera, la musica pop fa parte del patrimonio culturale italiano». Detto dal Presidente della Repubblica, significa una cosa molto concreta: ciò che per decenni abbiamo chiamato “spettacolo” oggi viene riconosciuto come cultura condivisa, memoria, identità. E Mattarella aggiunge un dato che, a Roma, si capisce al volo: oltre 20 milioni di persone seguono Sanremo sera dopo sera. In un Paese che cambia canale su tutto, restare davanti allo stesso appuntamento per cinque notti è quasi un miracolo laico.

Le facce, le frasi, i dettagli che restano

C’è la Pausini in color cipria, l’emozione dichiarata senza giri di parole. C’è Conti che racconta il senso di un riconoscimento che non riguarda soltanto il Festival, ma l’intera discografia italiana. Ci sono gli artisti che arrivano uno dopo l’altro: chi con un cappotto che fa sorridere e diventa subito racconto, chi con la voglia di “vivere” Roma anche solo attraversando la piazza, chi con un look che sembra già un personaggio. C’è Dargen D’Amico che, arrivando da solo, dice la frase più onesta di tutte: «Non capita tutti i giorni». È vero: non capita quasi mai che un artista pop si ritrovi davanti al portone del Quirinale con il pass in mano e l’idea di una foto che finirà negli archivi.

Patti Pravo assente, ma presente lo stesso

In mezzo alla festa c’è anche una piccola assenza che diventa notizia: Patti Pravo non partecipa perché influenzata e preferisce tutelarsi in vista dell’esibizione all’Ariston. Non “sparisce”, però: manda una nota in Rai per spiegare la scelta. È un dettaglio che racconta quanto sia delicata la settimana sanremese: basta poco per cambiare l’equilibrio fisico, e chi sale su quel palco sa che il corpo conta quasi quanto la voce.

Conti, la “giornata tipo” e l’idea delle Olimpiadi sul palco

Conti, al suo quinto Sanremo da conduttore, parla anche della macchina quotidiana del Festival: conferenze, domande, ritmi serrati, camerini, farinata “rubata” in Liguria, e poi il sonno che diventa l’unico vero rifornimento di energia. Senza mitologie: la conduzione è solo la punta dell’iceberg, dice, perché la direzione artistica richiede presenza costante. E lancia una suggestione che sa di 2026: sarebbe bello avere un gruppo di medagliati olimpici sul palco, per celebrare Milano-Cortina anche dentro Sanremo. Nel frattempo, Mattarella è appena rientrato proprio da Cortina: sport e musica si sfiorano, e Roma capisce l’immagine di un Paese che prova a raccontarsi anche così.

Date e serate: il conto alla rovescia è già iniziato

Sanremo 2026 parte martedì 24 febbraio e si chiude con la finale sabato 28. Prima serata con tutti i 30 Big e voto della Sala Stampa, Tv e Web. Poi il meccanismo si allarga: entrano la Giuria delle Radio e il televoto, e venerdì 27 arriva la serata delle cover, sempre fra le più attese. Il 28 febbraio si riascolta, si vota, si decide. E, dopo la mattina al Quirinale, il Festival ha già un’immagine in più: quella di un pezzo d’Italia che, per una volta, si è presentato in casa delle istituzioni.