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Roma, 4000 botteghe storiche scomparse: addio eccellenze

Sta alle nuove generazioni approcciare all’artigianato storico e portare nel futuro quelle eccellenze della Capitale

Botteghe storiche di Roma

Impagliatori, pellettieri, erboristi. Mestieri antichi quanto Roma e che sono ormai relegate al ricordo dei nostri nonni. Oltre quattromila botteghe storiche, stima il Corriere della Sera, sono scomparse negli ultimi anni. Di sopravvissuti se ne contano circa un centinaio e solo 27 sono quelle più antiche riuscite a sopravvivere alla modernità.

Le 27 sono oggi riunite nell’Associazione negozi storici di eccellenza di Roma: tra cui Davide Cenci o il bar Ciampini, il fornaio Colapicchioni in Prati e una macelleria come quella di Angelo Feroci alla Maddalena, hanno preso parte al forum dove è stato presentato il decreto concorrenza. Questo documento punta a tutelare e valorizzare gli esercizi commerciali d’epoca, per un equilibrio fra lo sviluppo turistico e la salvaguardia della tradizione.

Botteghe storiche, serve tutelare le eccellenze

Sul Corriere sella Sera, le parole di Stefano Pizzolato, presidente Associazione Negozi Storici di Eccellenza di Roma: «Noi chiediamo un albo nazionale dove siano inserite queste attività non chiediamo sovvenzioni, ma di essere adeguatamente tutelati e che le istituzioni ci facciano conoscere soprattutto a un turismo qualificato, perché più il turismo è di qualità più le nostre attività possono andare bene».

Oltre al fatto che «molte attività possono non essere adeguate al mercato». «La nostra associazione che ha ormai 15 anni – conclude il presidente – vuole essere strumento di sostegno e sviluppo per il territorio. Vogliamo con le nostre attività migliorare la percezione e l’immagine di Roma».

Insomma, sta anche alle nuove generazioni approcciare all’artigianato storico e portare nel futuro quelle eccellenze che tanto hanno dato alla comunità produttiva della Capitale.