Rimini, alpini: oltre 150 segnalazioni di molestie verbali e fisiche

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Nel corso del fine settimana, a Rimini, è andata in scena l’adunanza nazionale degli alpini. Un evento che ha portato oltre 400mila persone nella riviera romagnola, ma che ha fatto registrare anche degli inquietanti retroscena. Sono state, infatti, centinaia le denunce di molestie raccolte da Non una di meno.

Già nel corso della seconda giornata dell’adunanza degli alpini, Non una di meno scriveva: “Sono numerosissime le segnalazioni di molestie e catcalling da parte di alpini, per lo più ubriachi, ai danni di donne di ogni età, ancor più pesanti quelle subite sul luogo di lavoro da chi non può rispondere a tono o sottrarsi a questa violenza”.

“Molestie e catcalling da alpini per lo più ubriachi”

“Come dal miglior copione della violenza patriarcale, ai commenti sessisti seguono quelli razzisti con vari inviti a persone nere e razzializzate a ‘tornare a casa loro’, senza contare che queste persone sono già a casa propria, sono cittadin* di Rimini mentre gli invasori a ben guardare sono dei pennuti militari”, si legge sulla pagina Facebook.

“Incredibile ma vero, un gruppo di oltre 400.000 uomini, imbevuti di machismo patriarcale, concentrati in un solo luogo allo scopo di ubriacarsi, genera una dinamica di branco in cui si fa a gara a chi ce l’ha più duro e ognuno si sente in diritto e in dovere di reclamare il possesso del corpo di ogni donna che gli passa accanto.

Così, mentre il sindaco gioisce per l’indotto economico e gli alberghi pieni, noi siamo costrett* a sentirci urlare di tutto, a uscire di casa nella totale insicurezza sentendo che ancora nel 2022 il corpo non è nostro ma può essere toccato, afferrato, commentato pubblicamente senza l’ombra del nostro consenso”.

Associazione nazionale alpini: “Episodi non appartengono a tradizioni e valori”

In risposta, l’Associazione nazionale alpini ha diramato un comunicato, nel quale ha condannato i fatti di Rimini. “Gli episodi di certo non appartengono a tradizioni e valori che da sempre l’associazione custodisce e porta avanti.

Quando si concentrano in una sola località centinaia di migliaia di persone per festeggiare è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione. Questi però non possono di certo inficiare il valore dei messaggi di pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria. Questi sono veicolati da oltre un secolo proprio dall’Adunata”.