21 Settembre 2021

Pubblicato il

Rifiuti a Roma, nel 2015 arriva il primo centro del riuso

di Redazione
Dopo il progetto pilota del 2014, l'assessore Estella Marino si dice soddisfatta dei risultati e lancia la sua proposta

Dopo l’analisi dei risultati della sperimentazione, condotta l'anno scorso da Zero Waste Lazio e Cittadinanzattiva con delle isole mobili, Roma è finalmente pronta per avere il suo primo centro del riuso.

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In un intervista all’agenzia DIRE, l'assessore all’Ambiente di Roma Capitale Estella Marino ha dichiarato che, probabilmente, "nel 2015 riusciamo a inaugurare il primo centro del riuso. Stiamo guardando anche i finanziamenti europei e regionali su questi temi, perchè alcuni canali di finanziamento comunitari sono sul recupero e il riuso e probabilmente con un progetto possiamo attingere a questi fondi”.

La sperimentazione, condotta in 15 domeniche del 2014 per sondare il terreno durante le domeniche ecologiche di Ama nell'ambito del progetto "Te lo regalo se vieni a prenderlo Lazio" (una per ogni Municipio, ad eccezione del V e del XV dove a causa del maltempo l'iniziativa non si è svolta), ha portato a risultati davvero lusinghieri che dimostrano come il riuso e il riutilizzo possano essere un’alternativa reale al conferimento in discarica, con notevoli benefici anche per le tasche dei cittadini romani martoriati dalla TARSU.

Nello scorso anno, sono stati consegnati oltre 1.900 beni, con circa 3000 kg "riusati" (pari al 73.4% del conferito) – segnala l’assessore – “la gran parte donati a chi ne aveva bisogno, addirittura ne arrivavano alcuni ancora imballati". Nel Municipio II la migliore performance per quanto riguarda il numero degli oggetti lasciati alle associazioni di volontariato (426), mentre il primato della maggior quantità (in termini di kg) di beni riutilizzati è andato al Municipio VIII (456). Nel VII, invece, si è registrata la percentuale più alta di riuso (98%).

Secondo le analisi di Zero Waste e Cittadinanza attiva, numerose criticità sono legate al posizionamento inadeguato delle isole ecologiche, poiché le difficoltà nel raggiungerle disincentivano il conferimento, e favoriscono pratiche altamente inquinanti come la cattiva abitudine, delle ditte private, di disfarsi dei calcinacci e dei materiali di risulta affidandoli illegalmente ai nomadi.

Secondo i dati, il successo delle isole pare essere ampiamente determinato dalla loro dislocazione: quelle più centrali nei quartieri hanno registrato percentuali maggiori di utilizzo. “In due/tre Municipi abbiamo deciso che bisognerà trovare un'altra collocazione perchè quando le isole ecologiche non sono di passaggio c'è un ritorno molto più basso”, ha dichiarato l’Assessore.

Per quanto riguarda il primo Centro del riuso, da aprire entro fine anno, "stiamo ragionando con Ama perchè l'idea è posizionarlo a fianco di uno stabilimento o isola ecologica Ama, così il cittadino compie un unico percorso per portare gli oggetti all'isola ecologica o al centro del riuso", ha proseguito l'assessore.

Di gestione affidata ai privati, invece, ha parlato il sindaco Marino. "Stiamo guardando anche alle altre realtà italiane e molto spesso, al di là della proprietà, la gestione è condotta da un altro soggetto- ha spiegato- gli operai dell'Ama si occupano di spazzamento, raccolta e trattamento dei rifiuti, altrove vediamo come si affianchino nella gestione di questi centri, associazioni di volontariato e non solo che forniscono un servizio per il recupero del bene e la messa a disposizione della Comunità. Probabilmente attiveremo forme di bando o partecipazione".

 
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